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Siamo ad un passo dal mezzo centone e non abbiamo intenzione di smettere.
In un clima teso e nebuloso ci siamo ritrovati in studio a togliere la polvere dal nuovo cablatissimo set-up, e l'abbiamo fatto con gli ampli incendiati.
In questo nuovo episodio non troverete perle nascoste o dischi che conosciamo in 4 persone; ci siamo lasciati ispirare dalla scomparsa di una delle voci più autentiche della nostra scena, quella che ci ha cresciuto e ci ha cullato quando più ce n'era bisogno. La scomparsa di Lanegan ha aperto uno squarcio nei nostri ricordi e la scaletta dell'episodio è venuta un po' da sè: gli anni '90 sono prima di tutto uno stato mentale.
L'episodio 49 si dipana tra Seattle e Washington D.C.; tra grunge, post-hardcore e fughe nel deserto, dove lo storture della società moderna vengono lasciate a kilometri di distanza e si può vivere l'esperienza mistica di riconciliazione con la natura e lo spirito. Questa la scaletta completa dell'episodio:
Riff graffiati, batterie maltrattate, bassoni vibranti e microfoni in picco-zona-rossa: questa la ricetta dell'undicesimo Stato di Alterazione. Ricetta infallibile per tempi difficili.
I canali per contattarci li conoscete: Telegram, Whatsapp al +39 347 144 90 26, Instagram e Facebook. Ogni tipo difeedback è sempre ben accetto.
P.s.: rispolverate il nostro canale Twitch, che la storia è ciclica e tutto prima o poi ritorna.
Amiche e amici di Spinnit,
Sono giorni un po’ complicati. Eravamo già tutte e tutti in trepidante attesa della prossima stagione di musica live per ritrovarci sotto ad un palco con un po’ di rinata spensieratezza, ad abbracciarsi e a pogare come non si fa da almeno un paio d’anni, che nuovi e forse ancora più tristi scenari si sono delineati davanti ai nostri occhi increduli.
A tal proposito, ci siamo interrogati sul ruolo di questo podcast in un momento così delicato e sul significato della nostra attività: non è facile creare un contenuto di intrattenimento quando le prospettive di ognuno di noi sono oscurate da un clima di incertezza, di instabilità e di tensione.
Tuttavia, come è successo durante i giorni di quarantena, abbiamo trovato una risposta alle nostre perplessità e un appiglio di salvezza proprio nella musica, sia intesa come attività di intrattenimento momentaneo, capace di regalarci quei 40 minuti di sollievo davanti ad un giradischi, sia nella sua concezione più assoluta di espressione artistica, un manifesto del genio umano rivolto alla ricerca del bello.
Forti di questa consapevolezza, abbiamo deciso quindi di pubblicare un nuovo episodio che speriamo possa intrattenervi e darvi quei 60 minuti di spensieratezza, anche solo per rifiatare un attimo dalla guerra in 4k a cui stiamo assistendo.
Stiamo sperimentando un po’ di cose nuove, con un nuovo intricato sistema di cavi, controllerini e blip-blops cibernetici. Questo episodio l’abbiamo registrato una settimana fa e ancora non si era aperto alcun fronte. Al suo interno ci trovate diverse perle fresche di uscita; qui di seguito la scaletta completa:
I canali per contattarci li conoscete: Telegram, Whatsapp al +39 347 144 90 26, Instagram e Facebook. Ogni tipo di feedback è sempre ben accetto.
P.s.: rispolverate il nostro canale Twitch, che la storia è ciclica e tutto prima o poi ritorna.
Peace out
Spinnit, il podcast che corre in soccorso di ascoltatrici ed ascoltatori proprio quando ce n’è più bisogno. Restando umile, persino.
Rientriamo in studio con sorprendente regolarità per registrare un nuovo episodio che speriamo possa aiutarvi a sopportare la shitstorm mediatica più farlocca dell’anno solare.
Lo abbiamo fatto a modo nostro, scegliendo alcune delle novità discografiche che ci sono piaciute di più, recuperando qualche uscita ingiustamente lasciata da parte e qualche classico intramontabile. Rigorosamente fuori dal mainstream, che per gli amanti del folklore nazionale (o del trash) questa settimana avrà tanto da offrire.
Quindi, in questa nuova puntata ci ascoltiamo i morbidissimi beats di Flofilz, insaporiti dalle vibrazioni blu del nostro amico Alfa Mist. Rimanendo oltremanica, ci faranno compagnia: The Smile, il nuovo progetto di Thom Yorke, Johnny Greenwood e Tom Skinner, con il loro alt-rock dalle spiccate influenze post-punk, ed Ezra Collective, che hanno composto la musica giusta per le barre grime di Novelist. Passiamo poi alla psichedelia jazz del nostro amico John Dwyer, con un brano estratto dal recente Gong Splat, e degli elvetici L’éclair, freschi di pubblicazione del gigantesco lavoro intitolato Confusions. La sezione elettronica invece l’abbiamo affidata ai beat sempreverdi del buon Gramatik; ai Jazzanova, con il loro omaggio al Detroit-sound, remixati da Henrik Schwarz; al sorprendente produttore georgiano Gacha Bakradze; Richard D. James, in arte Aphex Twin, ultimo della fila, chiude la porta e spegne la luce.
La scaletta completa dell’episodio la trovate sul nostro sito: www.spinnit.it
Potete scriverci, inviarci note vocali, consigliarci musica o darci feedback su questo episodio sempre tramite gli stessi canali: Whatsapp al +39 3791449026, Telegram (ISCRIVETEVI AL CANALE, PER DIO!), Instagram e Facebook.
A presto,
Peace
Siamo arrivati al settimo episodio di Stati di Alterazione, il podcast più ascoltato nelle palestre italiane dopo l’orario di chiusura. La nostra crociata per una sonorizzazione migliore dell’etere continua a testa bassa, nonostante la domenica lisergica e i postumi del fine settimana di bagordi. Dopo l’indigestione di riverbero dell’ultima puntata, abbiamo deciso di rimanere all’interno dei confini nazionali e creare una playlist molto italiana. Ovviamente a modo nostro, eh… quindi se vi aspettavate la sagra del mainstream nazional-popolare, siamo pronti a darvi l’ennesima cocente delusione. Potete scriverci, inviarci note vocali, consigliarci musica o darci feedback su questo episodio sempre tramite gli stessi canali: Whatsapp al +39 3791449026, Telegram (ISCRIVETEVI AL CANALE, PER DIO!), Instagram e Facebook.
È passato talmente tanto tempo dall’ultimo episodio che ci hanno anche dati per dispersi. Vi ringraziamo per la premura dimostrata e per esservi accertati del nostro stato di salute: Spinnit sta bene e combatte tutti i giorni nella spasmodica ricerca dell’equilibrio tra Lavoro e Tempo Libero (Giuliano Sorgini docet, non ringraziateci).
Come era ovvio succedesse dopo una lunga pausa, le uscite discografiche si sono accumulate, così come le chiacchiere informali.
Il risultato è quindi un episodio bello ciccione, accompagnato da succosi brani freschissimi e qualche chiacchiera sconclusionata a ruota libera. Si parte dal revival pop-funk dei Silk Sonic, progetto collaborativo tra Bruno Mars e Anderson .Paak, si passa ad una pregiata reissue afrobeat del percussionista ghanese Okyerema Asante, curata da quei diggatori seriali di Strut Records. Lasciato il funk e l’afrobeat si entra nella sezione centrale dell’episodio, il solidissimo centrocampo spinnico, con alcuni dei nomi più caldi della scena jazz odierna: Makaya McCraven, col suo nuovo lavoro di remix di alcune perle classiche di Blue Note Records; Alfa Mist, che ha pubblicato una piccola postilla al già bellissimo Bring Backs; i Bo!led, di cui vi avevamo già parlato, ma ribadiamo il concetto, chè di formazioni emergenti così skillate su territorio nazionale non se ne vedevano da tempo; Graham Costello, batterista e compositore scozzese, che con i suoi STRATA ha pubblicato a Maggio Second Lives, semplicemente un discone. In coda d’episodio, invece, il momento simp della redazione per International Anthem, che non ci paga, ma negli ultimi due anni ha pubblicato fior fiore di artisti e ha conquistato il nostro cuore, quindi un brano dal nuovo disco degli Irreversible Entanglements (di cui @protofra ha scritto più approfonditamente sul sito) e uno dal nuovo album di Ben Lamar Gay, polistrumentista e compositore afroamericano, fresco di uscita.
Chiusura lisergica a cura dei sempreverdi Tangerine Dream, che dagli anni ‘70 continuano la loro esplorazione sonora e spaziale.
La scaletta completa dell'episodio la trovate su www.spinnit.it
Contro ogni pronostico torna il podcast più amato dalle casalinghe annoiate, con una nuova selezione musicale giustissima: questo è Stati di alterazione #4.
Nell’episodio di oggi, vi faremo ascoltare diverse novità dell’ultimo periodo, provenienti da varie parti del mondo. Non dilunghiamoci troppo, però, anche perché è bene che vi ascoltiate l’ep. Ecco la scaletta:
Come al solito seguiteci sui nostri canali social, Instagram e Telegram su tutti! Per i più coraggiosi, abbiamo anche un numero di telefono +39 3791449026, raggiungibile tramite Whatsapp e Telegram. Scriveteci e suggeriteci nuovi ascolti.
Ci risentiamo presto, nel frattempo ascoltate e supportate <3
Il podcast che unisce la gente, cit., è tornato e siamo più carichi che mai. Nonostante il logorio della vita moderna ci abbia tenuto fuori da questi schermi, anzi fuori dai vostri auricolari, abbiamo continuato ad ascoltare musica e siamo pronti a farla sentire anche a voi!
Stati di alterazione #3 si muove, al solito, fra diggatelle e novità imprescinidibili. Senza dilungarci oltre, ecco la scaletta di questo nuovo, scoppiettante, episodio 41:
Trovate Stati di alterazione #3 su Spotify e Mixcloud; stiamo lavorando per risolvere i problemi con Youtube, quindi per le nostre facce dovrete aspettare ancora un po’.
In ogni caso, per consigli, proposte, infamate e dichiarazioni il numero è sempre il solito +39 3791449026 (Whatsapp e Telegram).
https://linktr.ee/spinn.it
Spinnit Ep 40 (o: Stati di Alterazione, una selezione musicale a cura di Spinnit)
Gli Stati di Alterazione sono gentilmente offerti da Spinnit: un podcast proteiforme, in costante mutazione*.
*non come i prodottini pre-confezionati, strizzanti l’occhio al clic-bait e alla scarsa predisposizione all’ascolto tipica dei tempi moderni. Diffida del contenuto accessibile, sostieni Spinnit.
Torniamo sui microfoni per una nuova sessione di slow-listening serale, roba che dovrebbe essere brevettata e insegnata nei più prestigiosi corsi di “Come affrontare la vita senza arrivare al Kurt-Cobain-point-of-no-return”.
Dopo il recap dei nostri ascolti estivi dello scorso episodio, torniamo con una nuova selezione eterogenea, ma rigorosamente alternativa & autonoma.
Il nostro viaggio parte dal sempre stilosissimo Pino Palladino, il di cui disco avevamo passato anche durante le dirette Twitch, e che ancora non ci è venuto a noia (e come potrebbe?), per passare poi in territorio canadese con il nuovo e raffinatissimo lavoro di Jason Sharp, intitolato The Turning Centre of a Still World ed uscito su Constellation Records (esatto, proprio quella).
Andiamo avanti con due amici di Spinnit e i loro rispettivi lavori: Sans Soucis, che ci aveva parlato del suo disco nell’episodio 33, e Tommaso Cappellato, musicista incredibile, che abbiamo avuto il piacere di conoscere post-concerto a Firenze, dopo averne spesso parlato nel podcast.
Sempre a proposito di novità e di concerti dove è stato timbrato il cartellino, proseguiamo con Sex Pizzul e Zona Utopica Garantita, due realtà molto interessanti della piana fiorentina, inframezzati da una piccola diatriba sul politically correct e la social consciousness ai tempi del marketing liquido (Nu Guinea o Nu Genea?).
In chiusura, un piccolo omaggio alla nostra maniera al pioniere Richard H. Kirk, sperimentatore del suono a tutto tondo e membro fondatore dei Cabaret Voltaire, recentemente scomparso.
DISCLAIMER: per l’ingresso negli Stati di Alterazione, si consiglia di mettersi comodi, disattivare le notifiche e sgomberare la mente; al resto ci pensa Spinnit.
Per consigliarci nuova musica, per inviarci il vostro supporto, ma anche solo per rimanere aggiornati sulla nostra irregolare attività home-made, potete seguirci qui: Facebook, Instagram, Telegram, Youtube, Mixcloud, Spotify e scrivendo al nostro canale Whatsapp +39 379 144 90 26.
La scaletta di questa puntata:
Just Wrong – Pino Palladino, Blake Mills
Unwinding Surrender – Jason Sharp
On Time For Her – Sans Soucis
Legends Of The Bringer – Tommaso Cappellato
Supersocrates – Sex Pizzul
Disco Sole – Nu Genea
Trabant Punk – Z.U.G. - Zona Utopica Garantita
Beam – Sandoz (Richard H. Kirk Tribute)
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