Idratazione in maratona e triathlon: perché bere solo acqua non basta
Chilometro 32. Il sole picchia, la bocca è impastata. Arrivi al ristoro, bevi un bicchiere d'acqua e pensi: "Ok, sono a posto". Cinque chilometri dopo: gambe pesanti, testa confusa e un crampo che ti blocca. E ti chiedi: "Ma come? Ho bevuto!".
In questa puntata smontiamo una delle convinzioni più diffuse dell'endurance: che basti "bere acqua, e solo quando si ha sete". Nelle uscite brevi o in condizioni miti bere a sete va benissimo. Ma nelle gare lunghe, nel caldo o se sudi molto, affidarsi solo alla sete e solo all'acqua può non bastare: quando sudi non perdi solo acqua, ma anche sali, e il sodio è il principale.
Capirai perché oltre una certa soglia di disidratazione la performance cala in modo più marcato, e parleremo del rovescio della medaglia, spesso ignorato: bere troppo, e solo acqua, in una prova lunga può portare all'iponatriemia, una condizione potenzialmente seria.
Una precisazione onesta, perché qui le semplificazioni abbondano: i crampi da esercizio hanno più cause (fatica, intensità, caldo e, in alcuni casi, grandi perdite di liquidi e sali). Il sodio è importante, ma non è l'unico interruttore.
Con la storia di Marzia, ritirata alla sua prima maratona convinta di non essere allenata, quando il punto era un altro: non le gambe, ma la borraccia. E 3 consigli pratici per personalizzare la tua idratazione: iniziare già idratati, fare il test del sudore e prepararti una bevanda efficace anche in casa.
Perché l'idratazione non è "bere a caso", ma nemmeno "bere il più possibile": è bere in modo proporzionato alle perdite, alle condizioni e alla durata della prova.
Spuntini di Nutrizione Sportiva è un Podcast della Dottoressa Marta Molin, dietista per atleti di endurance.
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Vuoi approfondire? Ecco alcune fonti che ho usato per questo episodio:
- McDermott BP, Anderson SA, Armstrong LE, et al. National Athletic Trainers' Association Position Statement: Fluid Replacement for the Physically Active. J Athl Train. 2017;52(9):877-895. – La guida di riferimento sull'idratazione sportiva. Sottolinea due rischi opposti — bere troppo poco (disidratazione) e bere troppo (iponatriemia) — e raccomanda piani di idratazione individualizzati, basati sul proprio tasso di sudorazione, invece di regole uguali per tutti. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28985128/
- Thomas DT, Erdman KA, Burke LM. Nutrition and Athletic Performance. J Acad Nutr Diet. 2016;116(3):501-528. – La position di riferimento sulla nutrizione per la performance. Inquadra il ruolo di liquidi, sodio e carboidrati prima, durante e dopo lo sforzo, e ribadisce che le strategie vanno adattate al contesto, alla durata e all'intensità. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26920240/
Contenuto divulgativo. Le indicazioni su liquidi e sali sono riferimenti generali: l'idratazione va personalizzata in base a te, al clima e alla durata della prova. Non sostituisce una consulenza personalizzata. Per un piano su misura, rivolgiti a un dietista.