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Il caso Montesi fu un fatto di cronaca nera avvenuto in Italia il 9 aprile 1953, inerente la morte della ventunenne Wilma Montesi (3 febbraio 1932 - 9 aprile 1953). Il caso ebbe grande rilievo mediatico a causa del coinvolgimento di numerosi personaggi di spicco nelle indagini successive al presunto delitto. Rimane un caso irrisolto a partire dalla causa del decesso della giovane.
Sabato 11 aprile 1953, giorno della vigilia di Pasqua, sulla spiaggia di Torvaianica, presso Roma, venne rinvenuto il corpo senza vita della ventunenne romana Wilma Montesi, scomparsa il 9 aprile precedente.
La Montesi era una ragazza di origini modeste, figlia di un falegname e nata nel 1932 a Roma, dove risiedeva in via Tagliamento. Al momento della sparizione era fidanzata e in procinto di sposarsi con un agente di polizia in servizio a Potenza. Era considerata molto bella, con qualche aspirazione a entrare nel mondo del cinema e dello spettacolo (aveva anche preso parte ad alcuni film come comparsa o in piccoli ruoli), il cui centro si trovava presso la capitale, a Cinecittà, ed era da tutti descritta come riservata e signorile, impegnata a mettere a punto il corredo in vista delle imminenti nozze, programmate per il Natale successivo.
Il corpo fu rinvenuto da un manovale, Fortunato Bettini, che stava facendo colazione presso la spiaggia. Il corpo appariva riverso prono sulla battigia, immerso in acqua solo dalla parte della testa. La giovane donna era parzialmente vestita e gli abiti erano zuppi d'acqua; non aveva più indosso le scarpe, la gonna, le calze e il reggicalze, ed era sparita anche la borsa.