Luglio 1942. La Seconda guerra mondiale infiamma l’Europa. I Paesi dell’Asse puntano alla conquista del vecchio continente. Gli Alleati tentano di arginare l’avanzata di nazisti e fascisti…. Andrei Kaliaiev e Alexander Filipov sono due agenti segreti. I nomi sono russi, ma in realtà si chiamano Alberto Rosso e Alessandro Floro, italiani del Canton Ticino. Vengono scelti per l’Operazione “Etna”, l’infiltrazione britannica di agenti sovietici in Italia.
“L'Operazione Etna fu un accordo top secret tra l'Unione Sovietica e il governo britannico durante la Seconda guerra mondiale - spiega lo storico Bernard O' Connor -. Nel 1943, con l'aiuto dell'intelligence britannica due italiani furono portati da convogli artici dalla Russia alla Gran Bretagna e poi si tentò di infiltrarli nel Nord Italia con i sottomarini. Questa storia non è mai stata raccontata e molte persone in Italia ignorano completamente questo importante evento della loro storia”.
In terra marchigiana Winston Churchill arriverà all’aeroporto di Loreto al mattino del 25 agosto del 1944. E proprio qui il primo ministro britannico aveva infiltrato spie e agenti segreti, non solo inglesi, come racconta la giornalista e scrittrice Nicoletta Maggi, autrice con Bernard O'Connor di "Operazione Etna".
“In Italia non si sapeva dell’accordo tra Stalin e Churchill per infiltrare degli agenti sovietici in Italia. Erano addestrati dagli inglesi, ma erano agenti sovietici - dice la giornalista -. Nemmeno gli americani erano al corrente dell’accordo tra Stalin e Churchill tanto che all’inizio gli inglesi avevano il timore che gli americani si potessero offendere. Molti di loro sono rimasti a vivere in Italia, alcuni a Bologna e Imola”.
Tra gli agenti infiltrati anche Giuseppe Marabini, nipote di Anselmo Marabini, fondatore del partito socialista e amico di Togliatti. Una storia che emerge dalla corrispondenza del SOE e del Foreign Office inglese recentemente desecretati e che si aggiunge al grande capitolo della Resistenza al nazifascismo in Italia……