Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dalle carnali concupiscenze che danno l'assalto contro l'anima, avendo una buona condotta fra i pagani, affinché laddove sparlano di voi, chiamandovi malfattori, osservino le vostre opere buone e diano gloria a Dio nel giorno in cui li visiterà. Siate sottomessi, per amor del Signore, a ogni umana istituzione: al re, come al sovrano; ai governatori, come mandati da lui per punire i malfattori e per dare lode a quelli che fanno il bene. Perché questa è la volontà di Dio: che, facendo il bene, turiate la bocca all'ignoranza degli uomini stolti. Fate questo come uomini liberi, che non si servono della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servi di Dio. Onorate tutti. Amate i fratelli. Temete Dio. Onorate il re.
(1 Pietro 2:11-17 - La Bibbia)
Indice della serie sulle lettere di Pietro
Stranieri e pellegrini: i cristiani vivevano in questo mondo in una condizione precaria. Essi erano gente di passaggio, cittadini del regno di Dio, estranei ai costumi della società che li circonda.
Infatti, i pagani, coloro che non conoscevano il Signore ma adoravano altri dèi, erano dediti a pratiche di ogni genere. Basti pensare a quanto fosse comune ad esempio il concetto di prostituzione sacra in molte religioni dell'epoca, caratterizzate anche da cerimonie magiche e da ogni sorta di pratiche che Dio detestava.
Pietro esorta quindi i suoi lettori ad astenersi da tutte quelle pratiche immorali che caratterizzavano la religione e la società intorno a loro e che avrebbero rovinato la loro vita. Infatti l'immoralità avrebbe minato la loro comunione con Dio e li avrebbe mantenuti in una misera condizione spirituale.
I credenti dovevano anche avere un comportamento ineccepibile dal punto di vista dell'obbedienza civile. Infatti una buona condotta avrebbe anche avuto un effetto positivo proprio sui pagani che li circondavano. Pietro era infatti convinto che una buona condotta civile e rispettosa delle autorità avrebbe condotto alla riflessione anche i loro avversari, costringendoli a prendere seriamente in considerazione il messaggio del vangelo.
Quando le umane istituzioni mettono davvero in pratica la giustizia, sono certamente utili per mantenere l'ordine nella società e sono gradite a Dio perché puniscono i malfattori ed onorano chi agisce bene. Purtroppo però la giustizia umana è imperfetta e molto lontana dalla giustizia di Dio, e la persecuzione dei cristiani ne era la conferma. Infatti i cristiani erano perseguitati, erano oggetto di scherno, erano considerati dei malfattori in molti luoghi dell'impero, anche perché proclamandosi seguaci di Gesù Cristo, stavano di fatto onorando un Re che non era Cesare (si veda ad esempio At 17:7).
I cristiani erano quindi visti con sospetto dalle autorità e, proprio per quel motivo, erano costretti ad avere un comportamento nella società ancora più irreprensibile degli altri, perché i loro avversari avrebbero cercato ogni piccola occasione per metterli in difficoltà. Essi dovevano quindi essere sottomessi a ogni umana istituzione, re, sovrani, governatori nella speranza che la loro obbedienza civile potesse confondere i loro oppositori. Pietro era convinto che, se le autorità avessero fatto il loro dovere, di fronte alle loro opere buone avrebbero dovuto riflettere. Come potevano considerare i cristiani dei malfattori se essi pagavano le tasse, rispettavano il prossimo, portavano rispetto al re, al sovrano, al governatore?