La guerra in Sudan si fa sempre più sanguinosa si susseguono gli attacchi contro civili con l'utilizzo di micidiali droni che vengono adattati con ordigni letali mentre una missione d’inchiesta delle Nazioni Unite ha denunciato il 19 febbraio “atti di genocidio” ad Al Fashir, il capoluogo dello stato sudanese del Darfur Settentrionale, conquistato nell’ottobre scorso dai paramilitari delle Forze di supporto rapido (Rsf). Aumenta il coinvolgimento di attori esterni nel sostegno ai due contendenti da una parte l'esercito sudanese e dall'altro le forze di supporto rapido RSF, l' agenzia Reuters ha riferito che l'Etiopia ospita un campo di addestramento segreto per le forze paramilitari sudanesi che combattono l'esercito sudanese da quasi tre anni. Secondo l'agenzia, una decina di fonti, tra cui una all'interno del governo etiope, hanno confermato l'esistenza del campo di addestramento e hanno affermato che gli Emirati Arabi Uniti ne hanno finanziato la costruzione, fornito istruttori militari e offerto supporto logistico. il Sudanese Emergency Lawyers ha esortato sia le Forze armate sudanesi sia le Forze di supporto rapido (Rapid Support Forces, Rsf) a cessare gli attacchi con droni, a evitare obiettivi civili e a rispettare il diritto internazionale umanitario. L'appello si inserisce in un contesto di intensificazione degli attacchi con droni nelle regioni del Kordofan e del Darfur, dove proseguono i combattimenti tra l’esercito regolare e le Rsf. Organizzazioni umanitarie hanno più volte denunciato il deterioramento della situazione sul terreno e un crescente numero di raid contro aree densamente popolate.
La situazione umanitaria è devastante mancando l'accesso al cibo e alle cure in quanto il sistema sanitario è collassato ,la crisi del Sudan è diventata la più grande emergenza al mondo in termini di sfollamento e protezione: 12 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case, molte delle quali vivono in rifugi di fortuna, senza sicurezza e senza speranza.
Durante la guerra civile del Sudan, scoppiata nell’aprile 2023, entrambe le parti si sono sempre più affidate ai droni, e i civili hanno sopportato il peso della carneficina.Il terreno pianeggiante del Sudan e la copertura limitata lo rendono adatto agli attacchi e alla sorveglianza dei droni. La maggior parte dei droni in Sudan sono contrabbandati da una rete di sostenitori stranieri via terra, mare e aria, aggirando gli embarghi ufficiali, mentre gli stati stranieri sfruttano la situazione a loro vantaggio.
Della situazione in Sudan ne parliamo con Marco Trovato direttore di Africa rivista.