(voce di SopraPensiero)
Oggi ci occupiamo di Cesare Musatti, sempre dalla collezione Hachette. Questo scienziato eclettico e duttile ha curato l’edizione integrale delle Opere di Sigmeund Freud, edita fra il 1966 ed il 1980 e viene considerato a tutti gli effetti dalla letteratura psicologica ufficiale e dal mondo scientifico di scuola italiana il fondatore della psicoanalisi in Italia. Psicologo, psicoanalista e ricercatore nasce a Dolo nei dintorni di Venezia nel 1897. Il periodo centrale della sua formazione si sostanzia presso l’Università di Padova dove si concentra sulla teorie legate al rapporto fra forma e sostanza ed alla definizione dell’unità della persona nelle sue componenti. Storicamente si è collocato fra il periodo fascista ed il secondo dopoguerra ed ha incarnato il ruolo di divulgatore e pioniere del pensare in maniera scientifica-psicoanalitica. La sua poliedricità unita alla capacità di spaziare con velocità da un sapere ad un altro attraverso repentini ma profondi collegamenti gli ha dato la possibilità di esplorare ambiti differenti rispetto a quelli accademici dedicandosi in questo modo alla concreta applicazione della psicoanalisi al cinema nonchè alla letteratura.
In più il suo carattere ironico ed autoironico e il suo savoir faire curioso e brillante hanno arricchito ed impreziosito la sua vasta cultura, che lo ha aiutato ad affrontare con coraggio e virtù rare gli effetti delle leggi razziali sulla sua pelle.
Privato della cattedra universitaria e declassato all’insegnamento liceale, a distanza di tempo è ritornato all’università ricominciando a formare le giovani menti con teorie antiche e moderne sempre e comunque attuali.
Ancora oggi fanno scuola le indagini e le investigazioni legate al rapporto fra psicoanalisi e società di massa attraverso le quali si comprendono appieno le logiche del gruppo che dall’interno dà l’errata percezione di protezione ed all’esterno si può rivelare nocivo, non solo in maniera dannosa, clamorosa e definitiva ma anche in piccole situazioni legate alla vita quotidiana, dove in balia della comitiva o della collettività si giustifica tutto, ci si snatura e ci si adatta e conforma alla volontà di potenza del cosiddetto leader. Il collettivo deve agire in positivo unendo le forze migliori, i talenti e le qualità, non per tirare fuori il lato peggiore delle persone.
Musatti si dimostra attento allo studio di Freud, ne è testimonianza la rielaborazione del mondo onirico dei sogni; per questo svela il confine fra sogno e realtà rilevando le similitudini che possono aiutarci a spiegare nel modo migliore quanto il sogno a tratti possa essere il prolungamento della realtà nelle aspirazioni e nei desideri e quanto allo stesso modo il tempo del sonno possa anticipare sensazioni e situazioni legate al futuro.
Musatti chiarisce con le sue ricerche il valore simbolico dei sogni, specificando che il comportamento non è solo frutto di un’impostazione culturale ma qualcosa che parte dal di dentro di noi, oggi diremmo che fa parte del Dna ed è inevitabilmente un dato biologico e naturale.
Pur essendo convintamente ateo tutta la vita si appassionò ad una ricerca concepibile come qualcosa che aprisse la mente verso l’inafferrabile, perché compito della scienza non è quello di fermarsi a sé stessa ma di dialogare e comunicare con tutte le forme del sapere, e con la sostanza del trascendente e dell’infinito.
Una delle caratteristiche precipue del testo è l’attenzione riservata, come detto, alla sfera particolare e segreta dei sogni; i sogni infatti confermano le nostre possibilità, le nostre capacità e le eventuali possibilità di successo.
Lo stato del sonno mette in rilievo allo stesso modo le difficoltà, le frustrazioni, i limiti mai riconosciuti che sono collegati ai differenti livelli di memorizzazione dei sogni.
Le nostre capacità mnemoniche sono agevolate dalla logica, dalla razionalità e dal buon senso; peculiarità che trovano difficoltà talvolta a dial[...]