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Quando ho iniziato a meditare, la mia prima reazione è stata: è tutto qui?
"Lascia andare." "Osserva il respiro." Frasi brevissime, nessuna argomentazione, nessun sistema. Per chi viene dalla tradizione filosofica occidentale, questo suona sospetto. Quasi ingenuo.
Ma il problema non era la semplicità delle istruzioni. Il problema erano i criteri che usavo per giudicarle.
È come valutare un assolo di Coltrane con i criteri del contrappunto bachiano. O — più semplicemente — giudicare un sushi con i criteri di una cassoeula.
In questa puntata parlo del cortocircuito tra oriente e occidente. Di cosa succede quando porti il metro sbagliato a tavola. Di come il mindfulness pop abbia preso la semplicità di superficie delle tradizioni contemplative e l'abbia usata come alibi per buttare via la struttura che c'è sotto. E di perché la domanda è tutto qui? era esattamente il problema — non la soluzione.
La struttura c'è. È altrove.
Vale la pena andarla a cercare.
By Jack JaselliQuando ho iniziato a meditare, la mia prima reazione è stata: è tutto qui?
"Lascia andare." "Osserva il respiro." Frasi brevissime, nessuna argomentazione, nessun sistema. Per chi viene dalla tradizione filosofica occidentale, questo suona sospetto. Quasi ingenuo.
Ma il problema non era la semplicità delle istruzioni. Il problema erano i criteri che usavo per giudicarle.
È come valutare un assolo di Coltrane con i criteri del contrappunto bachiano. O — più semplicemente — giudicare un sushi con i criteri di una cassoeula.
In questa puntata parlo del cortocircuito tra oriente e occidente. Di cosa succede quando porti il metro sbagliato a tavola. Di come il mindfulness pop abbia preso la semplicità di superficie delle tradizioni contemplative e l'abbia usata come alibi per buttare via la struttura che c'è sotto. E di perché la domanda è tutto qui? era esattamente il problema — non la soluzione.
La struttura c'è. È altrove.
Vale la pena andarla a cercare.