Il settore tecnologico ha ancora un enorme problema di genere. Secondo Agenda Digitale, nonostante l'esplosione dell'intelligenza artificiale, le donne occupano solo il 30% dei ruoli professionali nel settore, una cifra che crolla al 12% se guardiamo alla ricerca accademica.
In Italia, il divario resta marcato a causa di bias culturali e una scarsità di modelli di riferimento nelle materie STEM. Ma la sorpresa arriva dal Bhutan: il piccolo regno himalayano sta diventando un caso studio mondiale. Grazie a politiche mirate di educazione digitale e una visione che integra la tecnologia nella "Felicità Interna Lorda", il Bhutan sta dimostrando che abbattere le barriere d'ingresso per le donne non è solo possibile, ma è la chiave per un'innovazione più equa e umana.
L'articolo avverte: se non includiamo le donne nello sviluppo degli algoritmi, rischiamo di creare un futuro digitale pieno di pregiudizi. Il cambiamento deve partire dalla scuola e dalla leadership, seguendo l'esempio di chi, come il Bhutan, mette l'inclusione al centro del progresso.