Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è, di fatto, la grande scommessa dell'Unione europea.
Ecco lo stralcio dell'intevista a Carlo Cottarelli, economista, direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici:
“Una delle preoccupazioni che io ho è che sia stata messa troppa carne al fuoco e si portino avanti le cose ma non bene. E’ una sfida che dobbiamo affrontare. Se vogliamo che il Paese cresca al 2% l’anno, che dovrebbe essere la nostra ambizione, ecco se non lo riusciamo a fare è un grosso problema, primo perché rimaniamo indietro rispetto al resto dell’Europa, secondo perché ci troveremo con un debito pubblico che con la crescita dello 0% diventa più difficile da sostenere…”
“La strategia del nuovo piano economico più o meno è quella giusta anche se la presentazione non è così chiara…
In sostanza io vedo questo piano, in cui si cerca di aumentare la dotazione di capitale che è a disposizione del lavoratore medio italiano. La sfida è quella di aumentare la crescita della produttività. In un Paese in cui il numero dei lavoratori cresce poco per motivi demografici, la crescita deve avvenire dall’aumento dalla produttività.
Un lavoratore che ha a disposizione macchine moderne, produce di più.
Si tratta di investire di più in investimenti pubblici, favorire gli investimenti privati e investire in capitale umano: pubblica, istruzione, formazione e ricerca”.
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