Il mondo chiama successo quello che si misura.
Followers, fatturati, poltrone, numeri. Più grande è, più vale. Più visibile è, più conta. È la metrica con cui si pesano le aziende, le carriere, le vite — e, più spesso di quanto vogliamo ammettere, anche le chiese e i pastori.
Ma c'è una domanda che il Vangelo fa prima di tutte le altre, e non riguarda quanto hai ottenuto. Riguarda a chi appartieni.
E quella risposta cambia tutto: cambia cosa fai, come lo fai, perché lo fai. E soprattutto come valuti quello che hai fatto.
Forse il successo che stiamo inseguendo non esiste. O almeno, non nel posto in cui lo stiamo cercando.