Africa scossa da fremiti

Testimonianza dalla Tanzania scossa dalla repressione della presidente Samia Hassan


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Il 9 dicembre è stato il 64esimo anniversario dell’indipendenza del paese dall’Inghilterra, ma il governo di Samia Suluhu Hassan ha cancellato tutte le cerimonie ufficiali e imposto il divieto assoluto di qualunque tipo di manifestazione pacifica. In strada non ci sono state bandiere nè manifestanti , ma l’esercito armato. Non solo, attraverso avvisi sms di massa inviati alla popolazione la polizia ha chiesto a chiunque di segnalare eventuali possibili attivisti sospetti .Il 29 ottobre scorso, è stato il giorno delle elezioni in cui Samia Hassan ha ottenuto il 98% dei voti; un risultato non attendibile anche perchè sono stati esclusi in anticipo i principali candidati dell’opposizione, tra cui Tundu Lissu di Chadema, arrestato ad aprile. Di fronte alle proteste seguite alla proclamazione dei risultati si è scatenata una repressione sanguinosa un vero e prorio massacro: si parla di oltre 2.000 morti, mentre il governo non ha ancora fornito cifre ufficiali. Sebbene le autorità tanzaniane abbiano bloccato internet per cinque giorni per tentare di impedire la pubblicazione di foto e video delle vittime, queste immagini hanno iniziato ad apparire sui social media pubblicate da attivisti che si trovano all'estero. Arrivano in misura crescente anche segnalazioni di passanti o civili uccisi nelle loro case, quando non rappresentavano alcuna minaccia. 
Il movimento Jumuiya Ni Yetu (La comunità è nostra, in kiswahili) ha  accusato il governo di una campagna deliberata per cancellare le prove delle uccisioni. Ha affermato che gli ospedali sono stati sottoposti a misure di sicurezza rigorose, con le famiglie delle vittime e degli scomparsi "molestate, intimidite e arrestate" per aver cercato informazioni. "Medici e infermieri hanno ricevuto l'ordine di 'malizare' (finire ) coloro che erano in terapia intensiva a causa di ferite da arma da fuoco. Gli attivisti ritengono che almeno 2.000 corpi scomparsi segnalati dalle famiglie siano tra quelli sepolti in fosse comuni.
Il silenzio della cosiddetta comunità internazionale di fronte al massacro è stato assordante ,si vuole salvaguardare il flusso di denaro che arriva dai vari progetti infrastrutturali che sono in corso  in Tanzania ,dal porto di Daar es Salam controllato dagli  emiratini alla ferrovia Tazara costruita dai  cinesi alle intersezioni con il corridoio di Lobito.
Ne parliamo con una ragazza italiana di cui preserviamo l'anonimato , rientrata da poco dalla Tanzania dopo un soggiorno di lavoro, testimone degli avvenimenti .
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Africa scossa da fremitiBy I Bastioni di Orione