Le commissioni Esteri e Affari UE del Senato hanno approvato con voto bipartisan la risoluzione sulle ingerenze straniere. Secondo il testo, la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni sarebbe il risultato di campagne di “disinformazione”. E intanto c’è chi pensa di cambiare la Costituzione inserendo la possibilità di annullare le elezioni in caso di “violazione delle norme in materia di propaganda”.
Tra speculazione, prezzi alle stelle e crisi dell’edilizia popolare, sempre più italiani vivono il dramma dell’emergenza abitativa. La politica (tra governo, opposizione e commissione europea) studia misure e riforme, ma il problema restano le coperture.
Ancora polemica in Sardegna sulle rinnovabili: a Putifigari, nel Sassarese, il via libera del Ministero a un grande impianto di energia solare accende lo scontro istituzionale. L’area interessata si trova accanto a un sito archeologico riconosciuto patrimonio dell'Unesco. La Regione denuncia una scelta imposta dall’alto.
Il documento per il riarmo dell'Unione europea (i famosi 800 miliardi di euro da spendere in prodotti bellici, tolti ai servizi pubblici) prevede diversi passaggi: un percorso a tappe per trasformare l'Unione in un territorio sempre più forte sul piano militare. La tabella di marcia - firmata Ursula von der Leyen - prevede che i governi aumentino significativamente la quota di acquisti tramite appalti congiunti. Intanto si profila una posizione di primo piano per la Germania riarmata.
La Fao compie 80 anni. Cerimonia, oggi a Roma, in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Sono intervenuti, all’evento, illustri ospiti tra cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e Papa Leone. Il Pontefice ha lanciato un duro monito: “L’uso della fame come arma di guerra è un vero e proprio crimine contro l’umanità”.
L’OMS ha aggiornato la sua infrastruttura digitale in vista di future emergenze sanitarie. Tramite l’intelligenza artificiale, questa ora può analizzare contenuti da siti web, social media e fonti pubbliche, raccogliendo ogni conversazione potenzialmente legata alla salute.
Nuova escalation tra Stati Uniti e Venezuela nel Mar dei Caraibi. Dopo l’ennesimo raid contro un’imbarcazione, Donald Trump ha autorizzato la CIA a condurre operazioni segrete in Venezuela. L’intelligence americana torna a muoversi in America Latina come ai tempi della Guerra Fredda, per destabilizzare governi considerati ostili.
Dietro la guerra alla droga si nasconde una strategia di dominio geopolitico, con un uso sproporzionato della forza.L’obiettivo è rovesciare Nicolas Maduro, su cui pende una taglia di 50 milioni di dollari. Caracas denuncia un “colpo di Stato della CIA” e chiede l’intervento dell’Onu, mentre esperti di diritto internazionale parlano di azioni illegali. Gli Stati Uniti si presentano come difensori della libertà, contro il regime autoritario di Maduro, ma nascondono una strategia di controllo e impongono ancora una volta la loro egemonia sulla regione, come hanno fatto in passato da Cuba al Nicaragua. Questa volta però il Sud America è determinata a difendere la propria sovranità
In Grecia è stata approvata questa mattina dal Parlamento ellenico una legge molto discussa e controversa. La legge proposta dal governo di Mitsotakis porta l'orario lavorativo legale da 8 a 13 ore, in determinate condizioni. Dopo giorni di scontri tra le opposizioni e i sindacati e due giorni di sciopero generale da parte dei lavoratori, la proposta è stata approvata. Per il governo aumenterà la flessibilità del lavoro mentre le opposizioni parlano di un ritorno al Medioevo.
In Francia il Consiglio di Stato ha chiuso i conti con Marine Le Pen. L’alta corte ha respinto il suo ricorso, confermando la condanna a cinque anni di ineleggibilità con esecuzione immediata, inflitta a marzo 2025. La Presidente del Rassemblement National sarà dunque esclusa da ogni competizione elettorale fino al 2030, compresa la corsa per le presidenziali del 2027. Marine Le Pen aveva provato a sollevare una “questione prioritaria di costituzionalità”, contestando il meccanismo che applica la pena prima della sentenza definitiva, ma i giudici si sono opposti. A gennaio 2026 inizierà il processo d’appello, ma i tempi giudiziari non coincidono con quelli politici. Uno scossone per gli equilibri della politica francese, che perde una figura centrale dell’opposizione, in una fase delicatissima della presidenza Macron, alle prese con un governo Lecornu bis che non dà per il momento sufficienti garanzie di durata.