L'estratto è narrato in prima persona da un vecchio banco scolastico, il quale si presenta come un testimone muto e secolare delle generazioni di studenti che si sono susseguite nella sua aula. Il banco spiega che la sua superficie di legno è una vera e propria mappa, ricoperta da innumerevoli graffi, formule nascoste, e incisioni che fungono da cicatrici indelebili delle storie personali. In quanto custode silenzioso, ha accolto le risate, le lamentele, le dichiarazioni d'amore come “Marco + Giulia” e persino i simboli di agitazione e... https://www.tizianorigo.com/i-segreti-del-banco/
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