(Testo di riferimento: Matteo 17,1-13 - La Bibbia)
Ala fine dello scorso episodio, Gesù aveva confermato che il Figlio dell'Uomo sarebbe venuto nel suo regno entro quella generazione.
Sappiamo però che Gesù aveva anche parlato poco prima della sua morte e della sua risurrezione generando non poche perplessità nei suoi discepoli.
Era necessario, a quel punto, che Gesù desse una conferma forte ai suoi discepoli, manifestandosi in un modo chiaro che avrebbe rafforzato la loro fede.
Vediamo quindi cosa fece, in questo quarantesimo episodio della serie sul vangelo di Matteo.
Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte. E fu trasfigurato davanti a loro; la sua faccia risplendette come il sole e i suoi vestiti divennero candidi come la luce. E apparvero loro Mosè ed Elia che stavano conversando con lui. (Matteo 17,1-3)
Gesù portò con sé Pietro, Giacomo e Giovanni come rappresentanti dell’intero gruppo di discepoli affinché fossero testimoni di uno straordinario evento che avrebbe consolidato la loro fede in Lui.
Improvvisamente gli occhi di quei tre discepoli si aprirono su una dimensione nuova, come se l’invisibile diventasse per un momento visibile ai loro occhi. Non videro quindi Gesù come erano abituati a vederlo normalmente, ma lo videro in un modo glorioso mai sperimentato prima. Infatti Gesù mutò aspetto sotto i loro occhi, mostrandosi con uno splendore particolare. Inoltre i discepoli videro apparire addirittura Mosè ed Elia, due personaggi chiave della storia di Israele, ma scomparsi da molti secoli, che parlavano con Gesù! L’immagine è molto bella perché dà l’idea della continuità tra i profeti come Mosè ed Elia e Gesù stesso. Ciò che i profeti avevano annunciato e preparato ora stava diventando realtà. Ai discepoli dovette sembrare di aver aperto una porta sull’eternità, dove Elia, Mosè e Gesù appartenenti a tre epoche completamente diverse potevano coesistere contemporaneamente.
E Pietro prese a dire a Gesù: «Signore, è bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende; una per te, una per Mosè e una per Elia». (Matteo 17,4)
Non è facile, ma proviamo a metterci nei panni di Pietro. Se pensiamo al fatto che Gesù pochi giorni prima aveva detto che alcuni di loro che erano lì presenti avrebbero visto il Figlio del'uomo venire nel suo regno, di fronte a quella visione Pietro dovette pensare che la promessa di Gesù si stesse realizzando sotto i suoi occhi! Pensava di trovarsi nell'era messianica, alla fine dei tempi, quando i morti risorgeranno, d’altra parte ciò era confermato dal fatto che Mosè ed Elia erano proprio lì di fronte ai suoi occhi!
Propose quindi di fare delle tende, un po' come si usava fare alla festa dei tabernacoli. D'altra parte la festa dei tabernacoli guardava indietro al tempo in cui Israele aveva dimorato in tende nei 40 anni passati nel deserto, ma era anche una festa che guardava al futuro quando, secondo Zaccaria 14:16-17, persone provenienti da tutte le nazioni sarebbero andate a Gerusalemme, nell'era messianica, a prostrarsi di fronte al Signore e a celebrare proprio la festa dei tabernacoli.
Insomma sembra proprio che per Pietro i giochi erano fatti. Il Messia avrebbe finalmente stabilito il suo regno in Israele, Mosè ed Elia, ritornati in vita, lo confermavano. Come apprendiamo dalla conversazione che seguì, la presenza di Elia, secondo le profezie, aveva in particolare acceso nei discepoli la speranza di essere proprio arrivati alla fine dei tempi e alla manifestazione del Messia.