L'opera "L'impossibilità fisica della morte nella mente di un vivo" di Damien Hirst, creata nel 1991, consiste in uno squalo tigre lungo circa 4,3 metri, conservato in una grande vasca di vetro riempita di formaldeide. Questa soluzione chimica è utilizzata per preservare il corpo dell'animale, mantenendolo in uno stato apparentemente intatto e sospeso nel tempo.
Lo squalo è posizionato in una postura minacciosa, con la bocca aperta e i denti in vista, creando un effetto inquietante e impressionante. La vasca che contiene lo squalo, realizzata in vetro e acciaio e misurante circa 213 x 518 x 213 cm, è trasparente, permettendo agli spettatori di vedere lo squalo da tutti gli angoli, enfatizzando l'illusione di movimento e la presenza minacciosa dell'animale.
L'opera invita gli spettatori a confrontarsi con la realtà della morte in modo diretto e viscerale. Lo squalo, simbolo di predazione e pericolo, è presentato come un emblema della morte stessa, sospeso tra vita e non-vita. La posizione minacciosa dello squalo evoca una paura primordiale, costringendo gli spettatori a riflettere sulle proprie paure più profonde. La formaldeide, che mantiene lo squalo intatto, rappresenta un tentativo di controllare e comprendere la morte. L'opera riflette anche sull'impermanenza della vita. Anche se lo squalo è conservato, l'originale ha iniziato a deteriorarsi, richiedendo una sostituzione nel 2006, sottolineando la natura transitoria di tutte le cose viventi.
"L'impossibilità fisica della morte nella mente di un vivo" ha suscitato reazioni forti e contrastanti. Alcuni la considerano un capolavoro dell'arte contemporanea, mentre altri la vedono come una provocazione priva di sostanza. L'uso di un animale vero ha sollevato questioni etiche sul rispetto per la vita animale e sull'uso di esseri viventi nell'arte, alimentando dibattiti sull'etica e sui limiti dell'arte contemporanea. L'opera è stata venduta per somme considerevoli, rafforzando la fama di Hirst come uno degli artisti viventi più costosi e sollevando discussioni sulla commercializzazione dell'arte e sul valore attribuito alle opere contemporanee.