Oggi in Cristo

Trionfo sulle tenebre


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Anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte quanto alla carne, ma reso vivente quanto allo spirito. E in esso andò anche a predicare agli spiriti trattenuti in carcere, che una volta furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, al tempo di Noè, mentre si preparava l'arca, nella quale poche anime, cioè otto, furono salvate attraverso l'acqua. Quest'acqua era figura del battesimo (che non è eliminazione di sporcizia dal corpo, ma la richiesta di una buona coscienza verso Dio). Esso ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo, che, asceso al cielo, sta alla destra di Dio, dove angeli, principati e potenze gli sono sottoposti.
(1 Pietro 3,18-22 - La Bibbia)



Indice della serie sulle lettere di Pietro




I cristiani devono seguire le orme di Cristo.

Questo è il filo conduttore di gran parte della lettera che abbiamo già esaminato. Pietro, rivolgendosi a persone che erano perseguitate per la loro fede, li aveva esortati a resistere con pazienza di fronte alle autorità, di fronte ad un padrone difficile, di fronte ad un marito non credente. La sua conclusione era stata  "meglio che soffriate per aver fatto il bene, se tale è la volontà di Dio, che per aver fatto il male." (1 Pietro 3,17)

A questo punto egli ricorda ancora una volta, come aveva già fatto in 1 Pietro 2,21,  che anche Gesù ha sofferto ingiustamente e lo ha fatto proprio sulla croce, per portare su di sé la condanna per i peccati dell'umanità. Gesù lo ha fatto per amore nostro, per condurci a Dio, per darci la possibilità di essere riconciliati con Dio. I cristiani trovano quindi in Gesù il supremo esempio di sofferenze ingiuste.

Gesù fu messo a morte quanto alla carne, ma la morte non poteva trattenere il suo spirito! È chiaro il riferimento di Pietro alla risurrezione.

I versetti che seguono sono un po' difficili a prima vista perché Pietro utilizza ciò che accadde ai tempi di Noè come un "tipo" di ciò che stava accadendo dopo la risurrezione di Gesù.

Innanzitutto Pietro,  sembra fare riferimento ad una storia che non troviamo in altri libri della bibbia ma è narrata in un libro molto popolare tra gli Ebrei in quel periodo, il libro di 1 Enoch (in particolare 6-15),  non ispirato e quindi non facente parte del canone biblico, che si riferisce  ai guardiani o veglianti (vedi anche Daniele 4,13,17) , angeli che non avevano rispettato il proprio compito di sorveglianza ma, parallelamente al racconto di Genesi 6,1-4,  avevano assunto forma umana e fornicato con le figlie degli uomini. Tali angeli sarebbero stati confinati in attesa di giudizio. Pietro tra l'altro si riferisce ancora a questi angeli, che qui chiama "spiriti trattenuti in carcere"  anche in 2 Pietro 2,4 dove li chiama proprio "angeli che avevano peccato".

Quegli avvenimenti risalgono proprio ai tempi prima di Noè e, nel racconto della Genesi, fanno da preludio proprio alla decisione di Dio di condannare l'umanità con il diluvio (vedi Genesi 6,1-7).

Il libro di Enoch nel narrare quell'episodio si riferisce ad una richiesta di questi esseri ribelli per essere graziati ...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana