C’era una volta un mondo semplice.
Se qualcuno scriveva bene, significava che sapeva scrivere. Se un report era impeccabile, dietro c’era un professionista competente. Se una presentazione ti lasciava a bocca aperta, potevi scommettere che qualcuno ci aveva passato le notti.
Quel mondo è finito circa due anni fa. E nessuno ci ha avvisato.
Benvenuti al primo episodio di “I Problemi che ci Meritiamo”, una serie in cui esploriamo le zone d’ombra dell’innovazione. Non per demonizzarla (sarebbe troppo facile e troppo noioso), ma per guardare in faccia ciò che preferiremmo ignorare.
Oggi parliamo di fiducia. Quella professionale, quella che ti fa assumere qualcuno, affidare un progetto, firmare un contratto. E di come l’intelligenza artificiale l’abbia messa in crisi nel modo più subdolo possibile: non togliendocela, ma rendendola difficile da dare.
Ah, e lo facciamo (quasi*) in presa diretta. Senza preparazione, senza studio, senza prove. Così come viene. Buona la prima.
*Abbiamo tagliato le interruzioni dovute a messaggi, telefonate o persone esterne che parlavano. Il resto è così come ci è venuto in diretta.
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Troppo Bello per Essere Vero è l'episodio pilota dei I problemi che ci meritiamo, il podcast dei Trouble(s) Makers, Matteo Forniz e Fabio Salvadori.
Ogni mese, cerchiamo nuovi problemi che ci meritiamo, ossia tutti i casi in cui l'innovazione ci prende a calci nel sedere.
In questo primo episodio, esploriamo il valore dell'autorevolezza, o forse dell'autenticità, nell'era artificiale.
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