Nel nuovo episodio di "Come fare per imparare", Daniele risponde a una domanda di Sara, che si trova ad affrontare una situazione complessa con un ragazzo: un'altalena tra rifiuto e "tira e molla". Come fargli capire che noi ci siamo per lui, che i nostri richiami non servono ad allontanarlo e che, anche se siamo tutor diversi rispetto al passato, abbiamo a cuore la sua crescita? 🧭❤️Il punto centrale di tutta la puntata è racchiuso in tre parole: "Io ci sono". Questa frase esprime il valore dell'impegno, la promessa dell'educatore di fare tutto il possibile per far funzionare la relazione e il tempo speso insieme.Daniele ci guida attraverso i pilastri di questa presenza:
- 🎯 Desiderare il bene dell'altro: Poiché imparare significa conoscersi, il "bene" non è uguale per tutti. Per questo le azioni del tutor devono essere personalizzate e modellate su ogni singolo ragazzo.
- 👥 Favorire la partecipazione: Ogni intervento o richiamo ha l'obiettivo di aiutare il ragazzo a stare nel suo contesto reale (fatto di compiti, relazioni e regole), stimolandolo a partecipare attivamente.
- 🛠️ Mettersi in gioco senza pretese: Dare il massimo senza aspettarsi per forza qualcosa in cambio. Il compito dell'adulto è stringere un patto di impegno e domandarsi insieme al ragazzo come poter crescere, passo dopo passo.
Non tutti i ragazzi si lasciano avvicinare facilmente, ed è normale che sia così. Ma il nostro compito è quello di piantare semi: semi di presenza, di cura e di ascolto. Non sappiamo quando nasceranno, ma seminarli è la nostra grande speranza.
💬 CONFRONTIAMOCI!E voi, vi siete mai trovati in una situazione di "tira e molla" educativa?👨🏫 Cari tutor e insegnanti: come siete riusciti a dimostrare la vostra presenza a un ragazzo che tendeva a rifiutarvi?🌱 Cari ragazzi: cosa vi fa capire davvero che un adulto "c'è" per voi e si interessa a voi?Scrivetecelo nei commenti, la vostra esperienza può aiutare tutta la nostra community! 🚀👇
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