Tutta scena!

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Tutta scena! episodes

  • Frequenze anomale
    NKISI porta in prima assoluta “Anomaly Index” e chiude la serata inaugurale della Biennale Musica
    2025.

    Divisa in tre parti “Anomaly Index” è il risultato della ricerca dell’etnografia sonora dell’artista che
    esplora gli stati liminali precedenti alla morte. In questa esperienza sonora NKISI coinvolge il
    pubblico con ammiccamenti afrofuturisti e cortine sonore di ispirazione post-industrial e rave.

    Crediti musica: 1022_solar_modseq.wav by imaginarynoises -- https://freesound.org/s/593906/ --
    License: Creative Commons 0
    7 min
  • Immerso nel blu
    Bendik Giske presenta in prima assoluta alla Biennale Musica 2025 il suo nuovo lavoro intitolato
    “Into the Blue” nelle serata di apertura dopo il concerto di Rafael Toral.

    In un omaggio al libro “Chroma. A Book of Colors” di Derek Jarman, la performance del
    sassofonista norvegese di base a Berlino in collaborazione con l’artista visiva Theresa
    Baumgartner esplora la tensione tra vulnerabilità ed endurance.

    Crediti musica: 1022_solar_modseq.wav by imaginarynoises -- https://freesound.org/s/593906/ --
    License: Creative Commons 0
    8 min
  • Luce errante
    Rafael Toral apre con il suo “Traveling Light” la serata inaugurale della Biennale Musica 2025
    intitolata “La stella dentro” curata da Caterina Barbieri.

    Il concerto è un intreccio tra la tradizione del free jazz con chitarra elettrica, clarinetto, sassofono,
    flicorno e flauto traverso e le sperimentazioni dell’elettronica minimal della drone music che Toral
    esplora dalla fine degli anni 90.

    Crediti musica: 1022_solar_modseq.wav by imaginarynoises -- https://freesound.org/s/593906/ --
    License: Creative Commons 0
    8 min
  • Trovare l'uomo migliore
    Bullyache è un duo artistico composto da Courtney Deyn e Jacob Samuel, che attraverso la cultura pop indaga l'identità di genere e la cultura operaia. 
    A Biennale Danza 2025 portano in scena lo spettacolo "A Good Man is Hard to Find", un'allegoria sulle dinamiche di potere che si giocano sul luogo di lavoro, dove ci sono oppressori ed oppressi. 

    Caterina e Luigi a fine spettacolo sono riusciti a scambiare due parole con i due registi Courtney Deyn e Jacob Samuel, e uno dei ballerini della performance Giacomo Luci.
    22 min
  • Una primavera dolorosa
    Partendo dal romanzo incompiuto La mort i la primavera della scrittrice catalana Mercè Rodoreda, Marcos Morau traduce nel linguaggio della danza la rinascita della primavera, ovvero il potere della natura di rigenerarsi. 

    Scritto durante gli anni ‘60, ma pubblicato nel 1986 postumo alla sua morte, il romanzo è ambientato in un paesaggio indefinito nello spazio e nel tempo, caratterizzato da una natura sinistra e minacciosa. Analogamente, Morau con la compagnia La Veronal evoca attraverso il gesto e il corpo una primavera associata alla morte e all'oppressione. A rendere l'atmosfera ancora più inquietante, lo spettacolo viene accompagnato dalle note di Maria Arnal, compositrice ed interprete della musica originale. 

    In questo episodio, Matilde ci racconta le sue impressioni sullo spettacolo. 

    Foto di copertina: Andrea Avezzù, Courtesy La Biennale di Venezia
    6 min
  • Tutt* felici e content*
    Fables di Virgine Brunelle è un'opera realizzata nel 2022 per una compagnia di dodici danzatori/trici e un pianista dal vivo. Lo spettacolo è singolare perché si ispira ad una comunità di anarchici che tra l'Ottocento e Novecento decide di ritirarsi sul Monte Verità in Svizzera, per sfuggire all'industrializzazione dilagante e costruire la propria società ideale. 

    Lo spettacolo, diviso in tableaux, fa un excursus sulla storia della nostra società, partendo dalla modernità, fino ad arrivare all'utopia di una società priva di costrutti sociali. 
    Giulia che ha visto lo spettacolo, ci racconta la sua in questo episodio. 

    Foto crediti: Andrea Avezzù, Courtesy La Biennale di Venezia
    6 min
  • Viaggio su un'altra Terra
    On the Earth di Wayne McGregor ha sorpreso Caterina e Luigi con quella che è stata definita la prima installazione coreografica post-cinematica al mondo. In pratica, non hanno visto dei ballerini sul palco, ma hanno assistito ad una performance video 3D a 360°, immergendosi quindi completamente nella coreografia. Lo spettacolo è arricchito con numerosi effetti speciali fatti con l'intelligenza artificiale, anche se i temi che vengono sviscerati, almeno secondo Caterina e Luigi sono un concentrato di umanità: l'amore, e la crescita interiore. 

    Crediti immagine di copertina: Revi Deevers 
    10 min
  • Un vulcano di emozioni
    Anche se ultimamente per Biennale Danza passano spettacoli molto multidisciplinari, Giulia, assidua frequentatrice della rassegna, ci assicura che Ventre do Vulcao di Tania Carvalho è la cosa più vicina alla danza che abbia visto negli ultimi tempi. 
    Sul palco si vede la sola figura di Tania Carvalho muoversi assieme alle luci, che accendono e spengono elementi sullo spazio, come fossero protagonisti con lei sulla scena. Le musiche invece, dai suoni striduli e coinvolgenti, trasmettono al pubblico un senso di inquietudine crescente. 
    Lo spettacolo cerca di iscenare dei sentimenti esplosivi, dalla potenza latente, che come un vulcano non si sa mai bene quando saranno espulsi. 

    Voce e testo di Giulia

    Foto di copertina: Andrea Avezzù, Courtesy La Biennale di Venezia
    7 min
  • Il mito del movimento
    Dopo il Leone d’Argento ricevuto alla Biennale Danza 2023, TAO Dance Theatre è tornata a Venezia con due nuove creazioni, parte dell’inconfondibile serie numerica. Due anni fa avevano ammaliato il pubblico lagunare con la potenza ipnotica del loro linguaggio coreografico, per questo il loro ritorno era atteso, desiderato. Anche noi di Radio Ca Foscari li avevamo seguiti con grande interesse, con un episodio dedicato qui su tutta scena!

    Quest’anno tornano in città con 16 e 17, due coreografie firmate da Tao Ye, ciascuna della durata di 26 minuti, che proseguono con coerenza e disciplina la loro ricerca sul corpo come pura forma in movimento, tra ripetizione, ritmo e astrazione.

    Musica: Swing Party di Beat Mekani (da freemusicarchive.org).
    8 min
  • In C, ma come essere in A!
    Il progetto della coreografa Sasha Waltz si sviluppa da una partitura datata 1964, del musicista statunitense Terry Riley, uno dei padri del minimalismo musicale. La composizione prevede 53 moduli musicali eseguiti in sequenza libera che Waltz trasforma in altrettanti movimenti coreografici.

    La versione proposta a Venezia di “In C”, viene eseguita dai danzatori di Biennale College, ed è un’evoluzione di uno spettacolo che in realtà aveva visto la luce nel 2021 e che però non è mai lo stesso.

    Musica: Swing Party di Beat Mekani (da freemusicarchive.org).
    7 min

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