Oggi in Cristo

Un messaggio urgente


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Poi partì di là e andò nel suo paese e i suoi discepoli lo seguirono. Venuto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga; molti, udendolo, si stupivano e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? Che sapienza è questa che gli è data? E che cosa sono queste opere potenti fatte per mano sua? Non è questi il falegname, il figlio di Maria, e il fratello di Giacomo e di Iose, di Giuda e di Simone? Le sue sorelle non stanno qui da noi?» E si scandalizzavano a causa di lui. Ma Gesù diceva loro: «Nessun profeta è disprezzato se non nella sua patria, fra i suoi parenti e in casa sua». E non vi poté fare alcuna opera potente, ad eccezione di pochi malati a cui impose le mani e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù andava attorno per i villaggi circostanti, insegnando. Poi chiamò a sé i dodici e cominciò a mandarli a due a due; e diede loro potere sugli spiriti immondi. Comandò loro di non prendere niente per il viaggio; né pane, né sacca, né denaro nella cintura, ma soltanto un bastone; di calzare i sandali e di non portare tunica di ricambio. Diceva loro: «Dovunque sarete entrati in una casa, trattenetevi lì, finché non ve ne andiate da quel villaggio; e se in qualche luogo non vi ricevono né vi ascoltano, andando via, scotetevi la polvere dai piedi come testimonianza contro di loro». E, partiti, predicavano alla gente di ravvedersi; scacciavano molti demòni, ungevano d'olio molti infermi e li guarivano.
(Marco 6:1-13 - La Bibbia)



Indice della serie sul vangelo di Marco



Nessun profeta è disprezzato se non nella sua patria. Ancora oggi questa espressione  di Gesù viene usata da coloro che vedono il proprio operato non apprezzato da coloro che stanno più vicino: familiari, amici, concittadini...
Gli abitanti di Nazaret conoscevano le origini umili di Gesù dal punto di vista umano e conoscevano tutta la sua famiglia. Dai vangeli di Matteo e Luca sappiamo che Maria, la madre di Gesù, era rimasta incinta per opera dello Spirito Santo, ma ovviamente tutti conoscevano Gesù come figlio di Giuseppe (Lc 3:23). Sapevano che suo padre era un falegname, o più probabilmente quello che oggi definiremmo "carpentiere", e Gesù aveva evidentemente lavorato con il padre e portato avanti l'attività anche dopo la sua morte. Che Giuseppe fosse già morto lo deduciamo dal fatto che non si parla più di lui dal momento in cui Gesù comincia il suo ministero pubblico.

Fino ad un certo punto della sua vita Gesù visse in un modo piuttosto comune in mezzo ai suoi contemporanei.

Gli abitanti di Nazaret avevano sentito parlare delle opere potenti che Gesù aveva fatte e stavano ascoltando il suo modo di predicare nella sinagoga. Essi sapevano che Gesù non aveva fatto studi teologici approfonditi con un rabbino e si chiedevano da dove gli venisse questa sapienza. Ma come spesso accade, invece di riflettere su ciò che Gesù aveva fatto e sulla sapienza che comunque stava dimostrando, essi erano accecati dal pregiudizio.  Invece di partire dall'evidenza e interrogarsi sul fatto che Gesù potesse davvero essere un concittadino speciale, essi sminuivano le sue opere e le sue parole basandosi su ciò che essi pensavano di sapere su di lui.

Gesù, essendo il Messia, il Re che essi stavano aspettando,  parlava con autorità del regno di Dio che stava venendo in mezzo a loro, ma essi vedevano davanti a loro solo quello che conoscevano come il carpentiere di Nazaret e non prendevano sul serio le sue parole.

Probabilmente i suoi concittadini lo avevano sfidato a compiere opere potenti in mezzo a loro come aveva fatto altrove,  con un atteggiamento di scherno e incredulità.
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana