Il giorno seguente partì con Barnaba per Derba. E, dopo aver evangelizzato quella città e fatto molti discepoli, se ne tornarono a Listra, a Iconio e ad Antiochia, fortificando gli animi dei discepoli ed esortandoli a perseverare nella fede, dicendo loro che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni.
Dopo aver designato per loro degli anziani in ciascuna chiesa, e aver pregato e digiunato, li raccomandarono al Signore, nel quale avevano creduto.
Quindi, attraversata la Pisidia, giunsero in Panfilia. Dopo aver annunciato la Parola a Perga, scesero ad Attalia; e di là salparono verso Antiochia, da dove erano stati raccomandati alla grazia di Dio per l'opera che avevano compiuta. Giunti là e riunita la chiesa, riferirono tutte le cose che Dio aveva compiute per mezzo di loro, e come aveva aperto la porta della fede agli stranieri. E rimasero con i discepoli parecchio tempo.
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(Atti 14:21-28 - La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli
Dopo aver rischiato la vita a Listra, Paolo e Barnaba non si erano persi d'animo e il Signore li aveva sostenuti anche a Derba dove la loro predicazione aveva portato ancora alla formazione di molti discepoli.
Ma a quel punto Paolo e Barnaba avevano probabilmente realizzato che fosse giunto il tempo di ritornare nella loro assemblea locale di partenza per condividere con loro gli sviluppi del viaggio missionario.
Così nel ritornare a casa, visitarono di nuovo le chiese che avevano fondato lasciandoci un buon esempio di strategia missionaria da seguire. Aveva infatti un senso tornare a visitare coloro che si erano convertiti da poco per fortificarli nella loro fede anche considerando le persecuzioni in cui potevano venirsi a trovare.
L'esperienza di Paolo, che a Listra era stato lapidato ed aveva riportato ferite tali da essere considerato morto, fu certamente una spinta ad avvertire tutti i neoconvertiti delle tribolazioni che avrebbero passato nel loro cammino in attesa del ritorno del Signore Gesù. Infatti Paolo sapeva cosa aveva passato e sapeva che non sarebbe stato facile resistere in circostanze simili se non si fosse stati abbastanza preparati e fermi nella fede.
Paolo e Barnaba identificarono tra i discepoli alcuni che potevano svolgere il compito di anziani, che potevano quindi sorvegliare il gregge di Dio, nutrirlo e prepararlo ad affrontare le pressioni esterne. Paolo e Barnaba non potevano infatti rimanere per sempre con loro ed era quindi necessario che alcuni prendessero la responsabilità della conduzione. Considerando che si trattava di chiese formate da poco tempo, alcuni potrebbero avere dei dubbi sul fatto che ci fossero già persone pronte per un compito così impegnativo ma occorre anche considerare che alcuni avevano fatto parte delle sinagoghe in precedenza e avevano quindi già una buona base di partenza. Inoltre, Paolo e Barnaba avevano certamente fiducia nel Signore Gesù e sapevano che sarebbe stato lui stesso ad edificare la sua chiesa come aveva promesso e avrebbe guidato quei fratelli nella loro crescita personale e nella crescita complessiva della chiesa. Paolo e Barnaba quindi pregarono e digiunarono con loro, raccomandandoli al Signore e poi, fidandosi di Dio, li lasciarono proseguire il loro cammino con il Signore.
A questo proposito faccio una breve digressione. Un problema diffuso nella chiesa moderna è che spesso si aspettano molti anni anche prima di affidare compiti molto più semplici ai credenti, ma questo porta alla stagnazione nella chiesa e porta ad avere sempre guide molto anziane di età e giovani che non imparano ad essere impegnati nel servizio fin dalla loro conversione, con ripercussioni sul futuro della chiesa. Se siamo missionari o anziani nella chiesa forse dovremmo imparare a fidarci un po' di più del Signore Gesù come fecero Paolo e Barnaba ...