Oggi in Cristo

Una comunità che funziona


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Avendo pertanto doni differenti secondo la grazia che ci è stata concessa, se abbiamo dono di profezia, profetizziamo conformemente alla fede; se di ministero, attendiamo al ministero; se d'insegnamento, all'insegnare; se di esortazione, all'esortare; chi dà, dia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le faccia con gioia. L'amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male e attenetevi fermamente al bene. Quanto all'amore fraterno, siate pieni di affetto gli uni per gli altri. Quanto all'onore, fate a gara nel rendervelo reciprocamente. Quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore; siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, provvedendo alle necessità dei santi, esercitando con premura l'ospitalità.
(Romani 12:6-13 - La Bibbia)
Indice della serie sulla Lettera ai Romani

In un mondo basato fortemente sulla competizione, la comunità cristiana è chiamata ad essere una luce attraverso un modello diverso.

Se in questo mondo le persone cercano di realizzare le proprie aspirazioni non preoccupandosi di calpestare gli altri, quando questo dovesse rendersi necessario, nella comunità cristiana ognuno dovrebbe mettersi al servizio degli altri mettendo a disposizione  ciò che sa fare, i doni che Dio gli ha dato.

Il Signore nella sua grazia ha dato ad ognuno differenti caratteristiche in modo che il corpo di Cristo possa funzionare in modo eccellente.  In una comunità che funziona ognuno deve fare la sua parte non trascurando il dono ricevuto da Dio ma mettendolo a disposizione degli altri nel miglior modo possibile.

Così Paolo osserva che se Dio aveva dato a qualcuno di profetare, ovvero di parlare pubblicamente sotto l'impulso spirituale per edificare, esortare o incoraggiare in situazioni specifiche,  era bene che questo non fosse fatto in modo superficiale secondo i propri pensieri ma  in conformità alla fede, ovvero in accordo con la rivelazione che Dio ha dato attraverso la scrittura.  Questo è un principio  basilare per qualunque servizio. Dall'insegnamento alla conduzione della comunità ogni cosa doveva essere svolta con diligenza, con impegno e senso di responsabilità sempre in coerenza con la fede professata e con i doni ricevuti da ciascuno.

Allo stesso modo anche chi aveva ricevuto la capacità di svolgere qualunque servizio pratico (la parola tradotta "ministero" deriva proprio da una parola che significa "servizio") doveva mettere ogni cura e prepararsi per svolgerlo al meglio. Che si fosse trattato di opere di misericordia, di aiutare in modo pratico chi è nel bisogno, di fare delle offerte per aiutare i poveri o di qualunque altro tipo di azione per alleviare la sofferenza del prossimo, ogni ministero doveva essere svolto con zelo, con uno spirito fervente, non con pigrizia, ricordando che si trattava di un incarico svolto per il Signore, da portare avanti con generosità  e  con la gioia che  proviene dalla speranza legata alle promesse del Signore.

E se ci si fosse trovati nella tribolazione, nella sofferenza? In tali circostanze i cristiani si sarebbero forse ripiegati su se stessi, piangendosi addosso e rinunciando al servizio? No, essi potevano affrontare anche la tribolazione con pazienza, perseverando nella preghiera, avendo fiducia nel Signore che si sarebbe preso cura di loro. Anche nel modo di affrontare le situazioni difficili la comunità cristiana deve essere un modello alternativo in questo mondo.


Infine, in un mondo che fa a gara per avere i posti migliori, non esitando a fare del male al prossimo per preservare il proprio bene, la comunità cristiana doveva splendere per l'amore fraterno,
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana