Allora Felice, che era assai bene informato su questa Via, li rinviò, dicendo: «Quando sarà giunto il tribuno Lisia, esaminerò il caso vostro». E ordinò al centurione che Paolo fosse custodito, permettendogli però una certa libertà, e senza vietare ad alcuno dei suoi di rendergli dei servizi. Dopo alcuni giorni Felice, venuto con sua moglie Drusilla, che era ebrea, mandò a chiamare Paolo, e lo ascoltò circa la fede in Cristo Gesù. Siccome Paolo parlava di giustizia, di temperanza e del giudizio futuro, Felice si spaventò e replicò: «Per ora va'; e quando ne avrò l'opportunità, ti manderò a chiamare». Egli sperava, allo stesso tempo, che Paolo gli avrebbe dato del denaro: per questo lo mandava spesso a chiamare e conversava con lui.
Trascorsi due anni, Felice ebbe per successore Porcio Festo; e Felice, volendo guadagnare il favore dei Giudei, lasciò Paolo in prigione.
---
(Atti 24:21-27- La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli
Ci sono persone che non hanno il coraggio di prendere decisioni e rimandano continuamente. Ci sono tante ragioni per cui questo avviene. Talvolta è la paura a spingere a rimanere attendisti.
Il governatore Felice emerge da questo brano come una figura attendista che non riesce a prendere delle decisioni ma cerca di barcamenarsi per tutelare la sua posizione.
Felice era ben informato su questa Via, inoltre sua moglie Drusilla era ebrea e quindi Felice, se lo avesse voluto, avrebbe potuto procurarsi tutti gli elementi per comprendere e verificare ciò che Paolo aveva detto a sua difesa. Perché invece decise di attendere e di rimandare ogni decisione?
Se Felice avesse dato ragione a Paolo e lo avesse liberato, si sarebbe messo contro il sinedrio e questo non avrebbe giocato a suo favore vista l'importanza del sinedrio nella regione dove Felice svolgeva il ruolo di governatore. Era quindi meglio averli dalla propria parte.
Allo stesso tempo però Paolo era un cittadino romano che aveva dimostrato di conoscere i suoi diritti e di sapersi muovere bene nel sistema legale romano, quindi Felice doveva stare attento a trattarlo palesemente con ingiustizia perché ciò si sarebbe potuto ritorcere contro di lui.
Così felice decise di non fare nulla. Rimandò al futuro ogni decisione trattenendo Paolo in attesa di giudizio ma garantendogli anche una certa libertà di avere contatto con persone che potevano prendersi cura di lui, andando probabilmente anche oltre ciò che era comune concedere ad un carcerato.
In sostanza Felice stava dando un colpo al cerchio ed uno alla botte in attesa di capire come muoversi per uscire nel miglior modo possibile da quella situazione.
Ma il carattere di Felice emerge anche dal suo atteggiamento nei confronti del messaggio che Paolo aveva condiviso con lui e sua moglie Drusilla. Paolo aveva sicuramente fatto del proprio meglio per parlare loro di Gesù, della sua opera e dell'importanza della fede in Gesù per poter affrontare il giudizio futuro; e Felice non era rimasto indifferente alle parole di Paolo infatti il testo ci dice che si spaventò...
Una persona non si spaventa di qualcosa che crede essere falso ma si spaventa se teme che ciò che ha ascoltato possa essere vero. Felice sapeva probabilmente che il suo modo di vivere e di amministrare la giustizia lasciava parecchio a desiderare. Il fatto che venga citata sua moglie non sembra causale, infatti la storia ci conferma che persino il suo matrimonio era frutto di un intrigo, infatti Drusilla era già stata sposata ma Felice era riuscito a convincerla a seguirlo a Cesarea e a sposarlo, il che aveva destato molto scalpore nell'ambiente politico locale e non aveva attirato mol...