Oggi in Cristo

Una mente trasformata


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Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.
Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno. Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno una medesima funzione, così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l'uno dell'altro.
(Romani 12:1-5- La Bibbia)Indice della serie sulla Lettera ai Romani

Non è difficile dire di amare qualcuno. Ma tutt'altra cosa è dimostrarlo nella pratica.

L'apostolo Paolo, ispirato dal Signore, ha speso molto tempo ed energia in questa lettera per spiegare a Giudei e stranieri all'interno della comunità di Roma la necessità di un'accettazione reciproca. La parte Giudaica poteva ancora essere influenzata dai loro fratelli che non avevano accettato Gesù come Messia e avere ancora degli scrupoli nell'accettare a pieno titolo degli incirconcisi nella comunità del Messia. Ma, come abbiamo visto la componente straniera poteva insuperbirsi visto che stavano diventando la maggioranza nella comunità cristiana di Roma soprattutto dopo che, qualche anno prima, gli Ebrei erano stati momentaneamente allontanati da Roma da parte dell'imperatore Claudio.

Ma la teoria non bastava. I cristiani non si riconoscono solo da una professione verbale di fede ma dal loro modo di comportarsi. L'accettazione reciproca doveva essere messa in pratica nella vita comunitaria in un modo chiaro e visibile, attraverso il loro servizio e il loro amore gli uni verso gli altri.

Dovevano quindi sforzarsi di amarsi un po' di più? Se la vita cristiana consistesse solo nello sforzarsi di comportarsi meglio, cercando di ubbidire a Dio, rispettando delle regole, praticando dei riti, sarebbe una vita misera e piena di sconfitte. Era quindi necessario un cambiamento più profondo.


A questo proposito, Paolo usa un'immagine molto suggestiva e ricorda ai suoi interlocutori che il cristianesimo non aveva a che fare solo con riti e sacrifici offerti alla divinità come quelli che caratterizzavano il culto di qualunque religione. Piuttosto il culto spirituale ovvero quello razionale, che aveva senso, quello che Dio si aspettava da loro, doveva consistere nell'offrire a Dio la loro stessa vita.  Ovviamente l'apostolo Paolo non intendeva un sacrificio letterale infatti parla di un sacrificio vivente. In sostanza essi dovevano vivere la loro vita in modo santo, ovvero dedicato a Dio e gradito a Lui.


Com'era possibile una dedizione del genere? Se essi si fossero basati solo sulle proprie forze non avrebbero raggiunto risultati apprezzabili. Affinché questo avvenga è necessaria una vera trasformazione, un cambiamento nel modo di pensare che non è imposto da regole esterne ma parte dall'interno perché è indotto dalla presenza dello Spirito Santo nella vita del cristiano.

Ecco perché Paolo esorta i credenti ad avere una mente rinnovata attraverso la quale è possibile ragionare in maniera diversa da quella che caratterizza il mondo che li circonda.  Per Paolo e per i suoi interlocutori era chiara la differenza tra l'età presente (qui tradotta come "questo mondo") caratterizzata da ribellione e indipendenza da Dio e l'età a venire che invece avrebbe caratterizzato il regno del Messia con un ristabilimento della giustizia e d...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana