Poi entrò nella sinagoga, e qui parlò con molta franchezza per tre mesi, esponendo con discorsi persuasivi le cose relative al regno di Dio. Ma siccome alcuni si ostinavano e rifiutavano di credere dicendo male della nuova Via davanti alla folla, egli, ritiratosi da loro, separò i discepoli e insegnava ogni giorno nella scuola di Tiranno. Questo durò due anni. Così tutti coloro che abitavano nell'Asia, Giudei e Greci, udirono la Parola del Signore. Dio intanto faceva miracoli straordinari per mezzo di Paolo; al punto che si mettevano sopra i malati dei fazzoletti e dei grembiuli che erano stati sul suo corpo, e le malattie scomparivano e gli spiriti maligni uscivano.
Or alcuni esorcisti itineranti giudei tentarono anch'essi d'invocare il nome del Signore Gesù su quelli che avevano degli spiriti maligni, dicendo: «Io vi scongiuro, per quel Gesù che Paolo annuncia». Quelli che facevano questo erano sette figli di un certo Sceva, ebreo, capo sacerdote. Ma lo spirito maligno rispose loro: «Conosco Gesù, e so chi è Paolo; ma voi chi siete?» E l'uomo che aveva lo spirito maligno si scagliò su due di loro; e li trattò in modo tale che fuggirono da quella casa, nudi e feriti. Questo fatto fu risaputo da tutti, Giudei e Greci, che abitavano a Efeso; e tutti furono presi da timore, e il nome del Signore Gesù era esaltato. Molti di quelli che avevano creduto venivano a confessare e a dichiarare le cose che avevano fatte. Fra quanti avevano esercitato le arti magiche molti portarono i loro libri, e li bruciarono in presenza di tutti; e, calcolatone il prezzo, trovarono che era di cinquantamila dramme d'argento. Così la Parola di Dio cresceva e si affermava potentemente.
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(Atti 19:8-20 - La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli
Ho conosciuto diverse persone che hanno un approccio al nome di Gesù che definirei "superstizioso". Infatti ci sono persone che pensano che basti utilizzare il nome di Gesù per garantire la buona riuscita nella preghiera o qualunque azione essi intraprendano. Alcuni addirittura amano appellarsi alla "croce di Gesù" piuttosto che al "sangue di Gesù" come se tali formule magiche conferissero loro qualche potere particolare. Evidentemente ci si dimentica di ciò che conta di più, ovvero la nostra relazione con Colui di cui usiamo il nome!
Quei sette figli del sacerdote Sceva, qui definiti come esorcisti itineranti giudei, sembravano praticare un misto di giudaismo e arti magiche. Ad Efeso essi tentarono di scacciare degli spiriti maligni invocando il nome di Gesù utilizzando proprio un approccio superstizioso al nome di Gesù. Pur non essendo discepoli di Gesù essi avevano udito (e forse visto) che stavano avvenendo miracoli straordinari per mezzo di Paolo, proprio nel nome di Gesù, quindi pensarono di poter cavalcare l'onda del successo di Paolo utilizzando il nome di Gesù proprio come se fosse una formula magica. Come abbiamo letto il loro tentativo finì con una disfatta clamorosa.
Eppure proprio ad Efeso stavano avvenendo cose straordinarie attraverso la proclamazione del nome di Gesù! Ma c'era una profonda differenza tra ciò che stava facendo Paolo e ciò che cercavano di fare quegli uomini.
Efeso era una città molto importante, uno dei centri politici e religiosi più importanti in quel periodo storico. Non a caso Paolo passò lì un periodo ancora più lungo rispetto a Corinto, più di due anni.
Come sempre Paolo aveva cominciato dalla sinagoga, il luogo più logico in cui parlare del regno di Dio e del Re dei Re Gesù il Messia. Ma, come accadde anche altrove, l'opposizione di alcuni nei confronti della "Nuova Via", il nome con cui i discepoli di Gesù erano conosciuti dai loro fratelli Giudei,