La tragedia della morte di Mattia, un ragazzo di 15 anni, diventa il motore di un'associazione che promuove attività per giovani, affrontando temi come il bullismo e l'integrazione sociale. La testimonianza del padre, Christian Marotta.
Nel corso del 2024, i podcast realizzati dal Csv Sardegna hanno raccontato storie di impegno e resilienza, ma nessuna è stata più toccante e struggente di quella dell’associazione “Ali di Mattia Odv”. Fondata in seguito alla tragica morte di Mattia, un ragazzo di soli 15 anni, l’associazione porta avanti un messaggio di speranza per i giovani, ispirato dal desiderio di evitare che altri vivano il dolore e la solitudine che ha segnato la vita di Mattia e della sua famiglia.
La storia di Mattia, raccontata dal padre Christian Marotta, si intreccia con la realtà di tanti ragazzi che, purtroppo, affrontano una solitudine invisibile. «Mattia era un ragazzo spensierato e vivace», racconta Christian, «amava l’informatica, l’inglese e lo sport, ma viveva la sua vita con una frustrazione profonda legata alla sua condizione di iperattività». Mattia soffriva di ADHD, una patologia che lo rendeva impaziente e incapace di stare fermo, tanto da essere frequentemente accusato di irrequietezza.
La sua vita, che si stava dipingendo di speranza, si è spezzata tragicamente nel 2023, quando Mattia ha preso la decisione di togliersi la vita, una scelta che ha scioccato profondamente la sua famiglia e la comunità. «Purtroppo, nessuno si è mai preoccupato di sapere come lui si sentisse», ammette Christian, che ora, attraverso l’associazione, cerca di dare un senso a quella perdita.
Contrastare il disagio giovanile
“Ali di Mattia Odv” è un’organizzazione che vuole contrastare il disagio giovanile offrendo attività ricreative che incoraggiano l’espressione libera e l’inclusione. Il progetto, infatti, si concentra su tematiche fondamentali come il bullismo, l’integrazione e la costruzione di spazi sicuri dove i ragazzi possano socializzare e trovare il sostegno di cui hanno bisogno. «I ragazzi hanno bisogno di punti di aggregazione», afferma Marotta. «Dobbiamo insegnare loro che chiedere aiuto non è una debolezza, ma una forza.»
L’associazione, quindi, non solo celebra la memoria di Mattia, ma si fa portavoce di un messaggio di speranza per il futuro, sperando di offrire a tanti ragazzi un punto di riferimento, un’opportunità di riscatto e di solidarietà.