Un viaggio nella voce sperimentale di Dalila Kayros, tra ricerca sonora, emozione e libertà espressiva, raccontato ai microfoni di Unica Radio durante un’intervista intensa e autentica
La voce sperimentale è il filo conduttore dell’arte di Dalila Kayros. Cantante, compositrice e ricercatrice vocale, l’artista si racconta ai microfoni di Unica Radio, offrendo uno sguardo profondo sul suo percorso. Fin da bambina, il canto è stato parte della sua quotidianità. Non una scelta precisa, ma una naturale evoluzione. La voce, per lei, è sempre stata presenza viva, quasi inevitabile.
Una vocazione nata senza forzature
Non esiste un momento esatto in cui la voce sperimentale è diventata centrale. Kayros spiega come il canto fosse già dentro la sua vita, anche in ambito familiare. Un’abitudine, più che una decisione. Questo approccio spontaneo ha permesso alla sua vocalità di svilupparsi senza schemi rigidi.
Nel tempo, però, la consapevolezza è cresciuta. La voce non era più solo espressione musicale, ma uno strumento complesso, capace di raccontare stati d’animo e trasformazioni interiori.
Dal jazz alla ricerca del suono
Il passaggio allo studio del jazz ha segnato una svolta. Qui entra in gioco Marta Raviglia, figura chiave nella formazione di Kayros. Il suo consiglio – “cerca di cantare come parli” – ha aperto nuove prospettive.
Da quel momento, la voce sperimentale si è trasformata in ricerca. Non solo note, ma suoni, rumori, imperfezioni. Ogni elemento diventa parte del linguaggio. La voce si adatta, cambia, reagisce al corpo e alle emozioni.
Kayros esplora i limiti del possibile. Inserisce suoni non convenzionali, gioca con la timbrica, rompe le aspettative. Il risultato è un universo sonoro personale, libero da etichette.
Khthonie: un grido tra distruzione e rinascita
Il suo ultimo album, Khthonie, rappresenta un punto di sintesi. Il progetto nasce in un periodo complesso, segnato da tensioni globali e contraddizioni sociali.
In questo lavoro, la voce sperimentale diventa strumento di sfogo. Non cerca la bellezza classica, ma l’autenticità. Kayros alterna registri vocali, cambia tono, rompe l’equilibrio per raccontare emozioni reali.
La voce può essere ruvida, persino scomoda. Ma è proprio in questa imperfezione che trova forza. Un modo per reagire a un presente spesso difficile da interpretare.
La voce oggi: autenticità contro silenzio
Secondo Kayros, non è il momento di trattenersi. La voce sperimentale oggi deve esprimere, anche quando fa male. Deve raccontare la realtà senza filtri.
Non esiste più spazio per una vocalità solo “piacevole”. Serve verità. Serve il coraggio di esporsi. Anche la rabbia, la frustrazione e la fragilità devono emergere.
Questo approccio riflette un cambiamento culturale più ampio. La musica diventa testimonianza, non solo intrattenimento.
Il live: improvvisazione e connessione
Nel tour europeo, che farà tappa a Berlino il 17 aprile, Kayros porta sul palco un’esperienza fluida. Insieme a Danilo Casti, integra elettronica e improvvisazione.
La voce sperimentale si adatta al momento. Ogni concerto è diverso. L’energia del pubblico influisce sulla performance. Nulla è completamente previsto.
Questo rende ogni live unico. Un dialogo continuo tra artista, suono e ascoltatori.