Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 12 Luglio 2026
“In quel tempo. Il Signore Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».” (Lc 13,22-30)
C’è la porta stretta difficile da attraversare. Vi sono altre porte più larghe e di facile attraversamento. Ma solo quella porta così stretta porta a una inaspettata salvezza, alla ricostruzione buona della propria anima, alla scoperta dell’intensità d’amore
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Alcuni pensano che stare alla presenza del Signore, ascoltare la sua parola sia sufficiente ma non si sforzano di fare quel passo per vivere la parola del Signore e rimangono esattamente come se non avessero incontrato il Signore.
“Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”
Alla base della salvezza dell’uomo vi è la conoscenza, il rapporto, l’essere parte con il Signore Gesù. Questo si realizza con il vivere la parole del Signore considerandole cosa importante e non rinunciabile della vita.
Il Vangelo è lettera vivente che apre a un rapporto di conoscenza con il Signore. Questa è la via della salvezza, il fondamento della salvezza. In questo modo il Signore sa di dove siamo perché non ipocriti ma ricercatori della sua volontà attraverso la sua Parola di salvezza. L’essere con il Signore Gesù è possibile in una perseveranza nell’ascolto del Vangelo attraverso l’azione dello Spirito Santo che è in ogni cristiano e prega per noi.
A questo si aggiunge quel comportamento quotidiano che è alla luce del cristianesimo perseguendo sempre la giustizia e rifiutando ogni opera iniqua.
Non si può essere cristiani e nel contempo essere ingiusti per scelta, ma cristiani che ascoltano il Vangelo, lo vivono e sanno di essere perdonati dall’amore del Signore verso un percorso di giustizia, verso il desiderare la giustizia.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,22-30, Domenica 12 Luglio 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)