Vangelo e breve riflessione

Vangelo e breve riflessione

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Vangelo e breve riflessione episodes

  • Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

    Tempo dopo Pentecoste
    Solennità
    Rito Ambrosiano
    Domenica 8 Novembre 2026

    CANALE WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029VbDxbhFJZg44juN9Q02y

    “In quel tempo. Pilato disse al Signore Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».””(Gv 18,33c-37)

    La condanna a morte di Gesù per i Giudei doveva essere confermata da Pilato come una semplice formalità, poiché non potevano condannare a morte alcuna persona. Era necessaria la conferma di Pilato.

    Pilato non esegue la formalità ma porta in tribunale Gesù e lo interroga. «Sei tu il re dei Giudei?»
    Per i Giudei questo era uno dei motivi per la condanna di Gesù oltre al fatto che si era fatto come Dio, per Pilato vi era perplessità a riguardo, ma dopo la passione, morte e risurrezione per molti diviene verità: “Gesù Nazareno Re dei Giudei”, “INRI”, ”Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum” la scritta posta in alto sulla Croce.
    La regalità di Gesù non è di questa terra è del regno universale, “per mezzo di lui tutte le cose furono create” lo si professa nelle Messe domenicali nel Credo. Un Re a largo braccio che avvolge ogni cosa creata, l’Universo. Molto diverso dai re terreni, non vuole possedere le persone, le cose, vuole essere scelto liberamente, vuole essere un Re a servizio dell’umanità, dell’Universo.
    La solennità ambrosiana “Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo” ad una settimana dall’inizio dell’Avvento ambrosiano vuole ricordare ad ogni fedele la grandezza del Nostro Signore Gesù Cristo venuto a dare testimonianza alla verità, la sua missione, perché ognuno possa prendere coscienza della profondità delle parole di Gesù e che la sua persona è via, verità e vita. È la nostra speranza.

    Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
    Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
    (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 18,33c-37, Domenica 8 Novembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

    4 min
  • Sabato della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

    Tempo dopo Pentecoste
    Rito Ambrosiano
    Sabato 7 Novembre 2026

    CANALE WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029VbDxbhFJZg44juN9Q02y

    “In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».””(Mt 11,25-27)

    Gesù è circondato da persone che lo ascoltano con fiducia, sono semplici con poca o senza alcuna istruzione. È un momento di lode e ringraziamento verso Dio Padre, perché c’è una apertura dei cuori nei confronti delle sue parole, non vi sono obiezioni ma accoglienza. C’è speranza e gioia.

    Infine Gesù riafferma quella straordinaria unione fra lui e Dio Padre, e che attraverso il Figlio è possibile conoscere Dio Padre ma solo se il Figlio lo vuole rivelare. C’è una possibilità per l’uomo di fare esperienza di Dio se gli è concessa da Gesù. Da qui l’importanza della preghiera al Signore Gesù, via verità e vita, che può condurci a Dio Padre.

    Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
    Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
    (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-27, Sabato 7 Novembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

    2 min
  • Venerdì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

    Tempo dopo Pentecoste
    Rito Ambrosiano
    Venerdì 6 Novembre 2026

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    “In quel tempo Gesù disse: “Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via”.

    Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto”.”(Gv 14,2-7)

    Gesù prepara la famiglia di Dio con la sua dipartita. Ci tiene particolarmente che i suoi discepoli siano con lui quando anche loro avranno terminato il loro cammino terrestre. Gli prepara un posto nella nuova casa indicando anche la via da percorrere.

    Ma la via non è quella che si intende normalmente come una strada, la via è Gesù stesso.
    «”Io sono la via, la verità e la vita»
    La prospettiva del Signore Gesù va oltre la morte, si tratta del passare da questa realtà a quella di Dio. In questo Gesù è la via, aver fede certa nel Signore Gesù è la via.
    La verità e la vita sono sempre in Gesù che amplia la prospettiva umana spesso troppo ristretta nelle osservazioni oggettive.

    Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
    Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
    (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,2-7, Venerdì 6 Novembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

    0 min
  • Giovedì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

    Tempo dopo Pentecoste
    Rito Ambrosiano
    Giovedì 5 Novembre 2026

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    “In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.” (Gv 8,28-30)

    Quando Gesù fu crocefisso e posto in alto sulla Croce perché chi era lì potesse vedere bene, allora molti conobbero che Gesù è Dio. L’affermazione di Gesù “Io Sono” è il nome di Dio svelato a Mosè che lo chiese quando fu accanto al roveto ardente:

    «”Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?”. Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono!” » (Esodo 3,13c-14)
    “Io sono colui che sono!”: ehyeh ʾašer ʾehyeh, il nome di Dio da cui deriva il Tetragramma sacro.
    Gesù affermò di essere Dio e che ogni cosa fatta da lui su questa terra come uomo, non furono da se stesso ma tutte le cose che fece furono dal Padre che non lo abbandonò ma gli stette vicino per tutta la sua missione.
    Molti credettero alla sue Parole perché furono di vita e anche oggi lo sono, di vita eterna.

    Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
    Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
    (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,28-30, Giovedì 5 Novembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

    0 min
  • San Carlo Borromeo

    Tempo dopo Pentecoste
    Solennità
    Rito Ambrosiano
    Mercoledì 4 Novembre 2026

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    “In quel tempo. Diceva il Signore Gesù ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore».” (Gv 10,11-15)

    Il buon pastore ha una attenzione particolare per ognuna delle pecore. Le cura, le custodisce, se qualche d’una prende la direzione sbagliata la corregge.

    Così chi ha la grave responsabilità di essere pastore di una Chiesa ha il compito di essere attento ai fedeli in modo gratuito e senza alcun interesse personale. Deve indicare sempre Gesù.
    San Carlo Borromeo vescovo della Diocesi di Milano, tenne molto alla formazione dei sacerdoti. Per questo istituì Seminari, e corresse molti sacerdoti anche con l’applicazione del Concilio di Trento. Così facendo mise le basi per una rinnovata fede nella Chiesa dando ai sacerdoti e al popolo di Dio la possibilità dell’annuncio del Vangelo più profondo e rivalutando la portata dei Sacramenti.
    San Carlo fu il buon pastore che teneva alle sue pecore e diede la sua vita per loro. Visitò ogni Parrocchia più volte e fece del suo ministero una grande fonte di fede rinnovata.

    Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
    Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
    (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,11-15 Mercoledì 4 Novembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

    3 min
  • Martedì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

    Tempo dopo Pentecoste
    san Martino de Porres, religioso
    Rito Ambrosiano
    Martedì 3 Novembre 2026

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    “In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».” (Gv 12,44-50)

    Nella conclusione del capitolo 12 del Vangelo di Giovanni troviamo un appello forte del Signore Gesù a favore della fede. Essa è necessaria per la salvezza della propria anima, per la vita eterna.

    Si tratta di credere nel Signore Gesù accogliendolo nella vita, egli è l’immagine di Dio Padre, è come luce venuto nel mondo che fende ogni tenebra. Si aggiunge anche un’assicurazione per l’uomo che è sempre dubbioso: «non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo»
    L’intenzione di Dio è chiara, la salvezza e non la condanna. Ognuno ha la possibilità della redenzione, della vita eterna.

    Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
    Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
    (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,44-50, Martedì 3Novembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

    0 min
  • Commemorazione di tutti i fedeli defunti

    Tempo dopo Pentecoste
    Rito Ambrosiano
    Lunedì 2 Novembre 2026

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    “In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.

    In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna».” (Gv 5,21-29)

    Nella Commemorazione di tutti i Fedeli defunti si innalza una preghiera per i nostri fratelli e sorelle che hanno terminato la loro vita su questa terra. Una preghiera importante perché si chiede da farli accedere al più presto alla Beatitudine celeste nel caso debbano liberarsi ancora di qualche cosa dopo la loro morte.
    Nel corso della vita su questa terra, si costruisce la direzione della propria eternità. Le decisioni determinano il percorso di ognuno.
    Se le decisioni sono prese con la considerazione del Signore Gesù, avendo a cuore l’importanza della fede, della speranza e della carità, allora si e verso una eternità beata.
    Al contrario, se le decisioni vengono prese solamente per un solo guadagno personale ignorando ogni forma d’amore, allora si va verso una eternità oscura.
    Chi fece il bene avrà una risurrezione di vita, chi fece il male una risurrezione di condanna. Il giudizio è del Signore, necessario a causa dell’adesione dell’uomo al male. Se l’uomo fosse rimasto fedele a Dio, non sarebbe necessario alcun giudizio, sarebbe stata un’esistenza in armonia e comunione senza falsità, senza omicidi, senza adulteri, senza false testimonianze, senza desideri sbagliati, quelli privi d’amore.
    La misericordia di Dio, la conoscenza della miseria del cuore dell’uomo, dà una grande speranza di passare dalla morte alla vita perché coloro che si affidano con sincerità al Signore Gesù avranno certo la vita e non andranno incontro ad alcun giudizio.

    Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
    Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
    (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,21-29, Lunedì 2 Novembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

    0 min
  • Tutti i Santi

    Tempo dopo Pentecoste
    Solennità
    Rito Ambrosiano
    Domenica 1° Novembre 2026

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    “Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

    “Beati i poveri in spirito,
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati quelli che sono nel pianto,
    perché saranno consolati.
    Beati i miti,
    perché avranno in eredità la terra.
    Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
    perché saranno saziati.
    Beati i misericordiosi,
    perché troveranno misericordia.
    Beati i puri di cuore,
    perché vedranno Dio.
    Beati gli operatori di pace,
    perché saranno chiamati figli di Dio.
    Beati i perseguitati per la giustizia,
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.” (Mt 5,1-12a)

    Tutti i Santi.

    La solennità di tutti i Santi è festeggiare coloro che sono già nella beatitudine celeste. Alcuni hanno vissuto confidando nella misericordia di Dio, lasciandosi plasmare dal suo amore misericordioso che penetra le fibre di ogni cuore riconducendole a una nuova dimensione d’amore. Altri si sono accorti un po’ tardi della dimensione d’amore per vivere in un modo nuovo più vicino al cristianesimo. Altri ancora sono rimasti impacciati e lontani dalla spiritualità ma forse all’ultimo momento si sono resi conto che c’è un aldilà e hanno confidato nella misericordia di Dio.
    Queste persone sono sante.
    La speranza è che tantissime persone siano nel Paradiso dopo il loro passaggio terreno. Hanno considerato la presenza del Signore nella loro vita, in modo molto differente gli uni dagli altri, anche se all’ultimo momento. Magari non sono entrati subito nel Paradiso ma con un passaggio in Purgatorio per mettere a posto le fragilità umane ancora in sospeso.
    Questi Santi possono intercedere per noi, possono pregare per noi perché possiamo camminare nell’amore del Signore, possiamo ricordarci delle cose importanti della vita che non sono il possedere cose o persone rimanendo nell’egoismo ma donare se stessi perché vi si aa novità del vivere l’amore e trovare la gioia perché donando si riceve!
    Tutti i Santi, tutti Voi Santi, pregate per noi perché anche il nostro cammino possa essere cristiano, condito d’amore verso una eternità piena di felicità.
    Maria, Regina di tutti i Santi, intercedi per noi, guidaci verso la pace, perché possiamo essere seminatori di pace per essere anche noi un giorno fra tutti i Santi.

    Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
    Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
    (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,1-12a, Domenica 1° Novembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

    5 min
  • Sabato della settimana della I Domenica dopo la Dedicazione

    Tempo dopo Pentecoste
    Rito Ambrosiano
    Sabato 31 Ottobre 2026

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    Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

    “Nel giorno del Signore, io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio». E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele. Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello». E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen». Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello». ” (Ap 7,2-4.9-14 )

    Nella vigilia della Solennità di Tutti i Santi, propongo la prima lettura dal Liro dell’Apocalisse di San Giovanni Apostolo, la prima lettura della Solennità.

    Si tratta della visione che ebbe san Giovanni apostolo ed evangelista dell’aldilà. In questi versetti c’è una visione consolatrice, racconta di una nuova realtà che è in attesa dell’umanità, «una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.»
    Nessuno è escluso dalla Beatitudine celeste, non c’è una discriminazione basandosi sulla appartenenza di qualche nazione, tribù, popolo o lingua. C’è questa grande possibilità che è aperta a tutti. Se andare o meno verso la Beatitudine celeste è esclusiva decisione dell’uomo. Se ha questo desiderio ha in sé anche il desiderio di amare durante il passaggio terreno, cosa fondamentale per mettere da parte l’egoismo. Se non ha il desiderio di una eternità allora l’uomo rimane piegato su se stesso esprimendo la sua vita nell’egoismo, anche in quelle espressioni che possano sembrare amore ma tutte in vista di qualche esclusivo guadagno per se stesso.
    Tutti possiamo essere santi, basto volerlo, vivere con semplicità e con amore la propria vita con uno sguardo verso il Signore Gesù.

    Riflessione di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
    Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
    Sabato 31 Ottobre 2026

    0 min
  • Venerdì della settimana della I Domenica dopo la Dedicazione

    Tempo dopo Pentecoste
    Rito Ambrosiano
    Venerdì 30 Ottobre 2026

    CANALE WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029VbDxbhFJZg44juN9Q02y

    “In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».” (Mt 10,40-42)

    Gesù nei suoi discorsi ai suoi discepoli espone molte volte le severe esigenze, i rischi a cui si va incontro nell’annunciare la buona notizia ed essere fedeli ad essa. Questa volta vuole consolare i suoi discepoli valorizzandoli nel loro futuro ruolo.

    «Chi accoglie voi accoglie me» chi accoglie un discepolo di Gesù è come se accogliesse Gesù stesso rivelando l’estrema importanza della figura del discepolo. Gesù aggiunge anche altre figure importanti, il profeta, il giusto il piccolo discepolo.
    Il profeta è un aiuto alla comunità attraverso le sue osservazioni spesso anche in contestazione.
    Il giusto osserva la volontà di Dio, i suoi comandamenti, è di esempio per la comunità.
    il piccolo discepolo è da considerare con la stessa dignità degli apostoli, profeti e giusti.
    Accogliendo queste figure di persone, si ha una ricompensa già presente nel cuore.

    Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti, Riflessione I.A. FREE
    Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
    (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,40-42, Venerdì 30 Ottobre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

    3 min