Encefalogramma piatto. Neppure la scoppola di Brescia, nemmeno un nuovo arrivo, neanche (soprattutto) il terreno che si sbriciola sotto i piedi rivelando una voragine tremenda alle spalle riesce a risvegliare l’Openjobmetis. Una squadra che nella sconfitta con Cremona (68-75)riesce addirittura a trasformare l’ira, la rabbia, il dolore (i sentimenti che dovrebbero accompagnare un’esibizione simile) in scoramento, rassegnazione, apatia.
Sembra tutto scritto: a Cremona, che non aveva mai vinto a Masnago, basta una prova lineare e intelligente per mettere in croce Varese, una squadra che con l’avvicinarsi del 40′ non riesce a tenere il ritmo degli avversari e si spegne, pian piano, senza sussulti e soprattutto senza trovare un’alternativa a un gioco piatto, prevedibile, marcabile. Un basket affidato quasi solo al tiro da 3 punti che però stavolta è deficitario (vi ricordate la partita interna con Goettingen?) e accompagna nel baratro i biancorossi.