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Puntata di lunedì 10 agosto.
La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti ha riaperto nel mondo arabo il dibattito sulla difesa comune. Dall’Arabia Saudita al Pakistan, torna l’idea di costruire una struttura militare capace di proteggere i Paesi musulmani dalle nuove minacce regionali. Ma una 'Nato islamica' è davvero possibile? Contro chi sarebbe costruita?
In questa puntata guardiamo ai tentativi di cooperazione militare nel mondo islamico, agli interessi spesso divergenti dei Paesi coinvolti e a come la guerra con l’Iran potrebbe cambiare gli equilibri di sicurezza del Medio Oriente.
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Puntata di venerdì 7 agosto.
Nel Mali separatisti tuareg e jihadisti legati ad Al Qaeda stanno combattendo insieme contro l’esercito, la giunta militare e i soldati russi dell’Africa Corps. È un’alleanza fragile, ma capace di cambiare gli equilibri di tutto il Sahel.
Mentre l’influenza europea arretra e quella russa cresce senza riuscire a garantire sicurezza, la crisi si estende verso i Paesi costieri dell’Africa occidentale. Una guerra apparentemente lontana che riguarda già l’Europa molto più di quanto immaginiamo.
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Puntata di giovedì 6 agosto.
L’India è diventata uno dei grandi serbatoi di competenze dell’economia globale. Ogni anno forma milioni di giovani, ingegneri e professionisti che alimentano le aziende tecnologiche e i centri di ricerca di tutto il mondo.
Da Hyderabad, uno dei principali poli tecnologici del Paese, alle comunità indiane cresciute negli Stati Uniti e in Europa, questa puntata racconta un’India giovane e ambiziosa. Ma racconta anche il paradosso di un Paese capace di formare talenti che, molto spesso, cercano altrove le opportunità per costruire il proprio futuro.
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Puntata di mercoledì 5 agosto.
Per anni Volkswagen, Mercedes e BMW hanno costruito una parte della loro crescita sul mercato cinese. Oggi le vendite crollano e il cliente più importante è diventato il concorrente più pericoloso. La Cina domina batterie, auto elettriche e software, mentre l’industria tedesca paga il ritardo nella transizione: una crisi che riguarda tutta l’Europa.
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Puntata di martedì 4 agosto.
L’intelligenza artificiale sembra immateriale: una domanda, una richiesta, un prompt e in una manciata di secondi arriva una risposta. Sempre più accurata, puntuale, attendibile. Ma dietro ogni chatbot che usiamo ogni giorno ci sono data center, centrali elettriche, reti, chip, acqua, terreni e miliardi di dollari presi a prestito.
Le grandi aziende tech stanno investendo somme senza precedenti per costruire l’infrastruttura necessaria alla nuova corsa all’IA. E mentre aumenta la domanda di energia, crescono anche il debito, il consumo di risorse e il rischio che aspettative enormi si trasformino in una enorme bolla.
Una puntata sulla parte più concreta e meno raccontata dell’intelligenza artificiale: quella fatta non solo di software, ma di cemento, elettricità e capitali. Immensi capitali.
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Puntata di lunedì 3 agosto.
Mentre migliaia di persone raggiungono Ceuta attraversando il confine o sfidando il mare, l’Europa torna a discutere di controlli, rimpatri e frontiere. Ma dietro l’emergenza c’è una contraddizione più profonda: il continente che vuole ridurre l’immigrazione è lo stesso che non trova lavoratori negli ospedali, nei cantieri, nei campi, nei trasporti e nell’assistenza agli anziani.
Dai dati sull’occupazione degli immigrati al calo della forza lavoro europea, una puntata sulle scelte necessarie per passare da un’immigrazione subìta a un’immigrazione governata. Perché l’Europa può controllare le proprie frontiere, ma non può cambiare la propria demografia con una legge.
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Puntata di venerdì 31 luglio.
L’intelligenza artificiale è entrata nelle università: scrive testi, riassume libri, risolve esercizi e rende disponibili in pochi secondi risposte che prima richiedevano ore di studio.
Ma se una macchina può produrre una tesina, preparare una presentazione o superare parte di un esame, che cosa deve insegnare ancora l’università?
In questa puntata allarghiamo lo sguardo oltre il dibattito sui divieti e sul rischio di copiare. Il vero cambiamento riguarda il significato stesso dello studio, il valore della laurea e le competenze che serviranno nel mondo del lavoro.
L’università non rischia di diventare inutile, ma dovrà smettere di valutare gli studenti soltanto per ciò che riescono a ricordare e tornare a insegnare ciò che nessun algoritmo può garantire: capacità critica, giudizio e responsabilità.
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Puntata di giovedì 30 luglio.
Negli Stati Uniti, persone con il visto scaduto ma con pratiche ancora aperte vengono fermate negli aeroporti mentre cercano di prendere voli interni. È il segno di un’America sempre più chiusa, che guarda con sospetto anche chi continua a credere nella sua promessa.
Da questi arresti parte una riflessione sul sogno americano, sulla nuova marcia di Washington del 28 agosto, nel luogo in cui Martin Luther King pronunciò “I Have a Dream”, e sulla competizione globale per attrarre studenti, ricercatori e talenti.
Mentre gli Stati Uniti restringono ingressi e permanenze, la Cina investe nelle università e cresce nei ranking internazionali. La domanda, allora, non è soltanto chi l’America deciderà di lasciare fuori. È se, chiudendo le porte, finirà per chiudere anche una parte del proprio futuro.
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Puntata di mercoledì 29 luglio 2026.
L’occupazione cresce, la disoccupazione è ai minimi e sempre più persone lavorano. Eppure gli stipendi reali restano bassi e molti italiani continuano a sentirsi più poveri.
In questa puntata analizziamo uno dei principali paradossi dell’economia italiana: perché creare più posti di lavoro non basta, se quei posti non permettono di costruirsi una vita.
Dalla produttività ferma al peso delle piccole imprese, dai salari bassi al costo della casa, fino alla fuga dei laureati e alla difficoltà di trovare lavoratori: il problema non è più soltanto quanti posti vengono creati, ma che tipo di lavoro stiamo creando.
Perché un Paese nel quale lavorare non basta per pagare un affitto o comprarsi una casa, formare una famiglia o progettare il futuro è un Paese che rischia una crisi più profonda di quella economica: una crisi di fiducia.
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Puntata di martedì 28 luglio 2026.
La Francia ha vietato l’accesso ai social media ai minori di 15 anni. Ma un divieto può davvero proteggere bambini e adolescenti?
Allarghiamo lo sguardo al modo in cui gli algoritmi stanno cambiando la crescita, le relazioni e la percezione del mondo. Le piattaforme ci mostrano ciò che già conosciamo, confermano le nostre idee e ci trattengono dentro bolle costruite su misura, mentre diminuiscono le occasioni di confrontarci con persone ed esperienze diverse.
Dal cyberbullismo alla ricerca di approvazione, fino al crescente uso dell’intelligenza artificiale come confidente, la questione non riguarda soltanto il tempo trascorso davanti a uno schermo. Riguarda ciò che rischiamo di perdere quando smettiamo di alzare lo sguardo.
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