Questo è il più commovente dei tre episodi.
Giobbe ha perso tutto — e pone a Dio le domande che tutti noi, prima o poi, poniamo.
La risposta di Dio non è una spiegazione teologica: è un'immersione nel creato.
Le stelle, l'oceano, le fondamenta della terra.
Un cambio di strumento radicale — dal microscopio del dolore personale al telescopio della grandezza di Dio.
Al capitolo 42:5, Giobbe pronuncia una delle frasi più potenti della Scrittura: "Io t'avevo sentito con gli orecchi, ma ora i miei occhi ti vedono."
La trasformazione — dal sapere di Dio al vedere Dio — avviene attraverso la contemplazione del creato. In questo episodio finale della settimana esploriamo anche il concetto psicologico di awe — lo stupore reverenziale — e come la ricerca contemporanea stia riscoprendo quello che Dio ha insegnato a Giobbe tremila anni fa.
Un episodio per chi sta attraversando il dolore e cerca non una risposta, ma una prospettiva.