C’è un aspetto di questo incontro che passerà alla Storia e
che in pochi stanno considerando.
A me che adoro approfondire e che passo la vita a leggere ed informarmi per condividere, sembra che l’inglese di Volodymyr Oleksandrovyč Zelens'kyj sia buono, ma non eccellente.
Ho studiato inglese per diversi anni, ma vivendo per qualche mese in Galles ho potuto iniziare a percepire delle differenze, alcune sottigliezze linguistiche e culturali che possono sfuggire a chi non ha un contatto profondo con una lingua, un vissuto, anche se breve.
Ho guardato tutti e 50 minuti, anche sottotitolati, non solo i montaggi di quei 10 minuti usati dal mainstream per favorire le scelte dei propri scellerati governi guerrafondai nazisti.
Fatelo anche voi, perché per farsi un'idea di come stiano le cose ed agire di conseguenza è necessario, oltre che un dovere, oggi più che mai.
Trump esordisce così:
“E' un onore avere qui il Presidente Zelens'kyj, ci conosciamo da molto tempo e abbiamo lavorato bene in passato e continueremo a farlo, apprezziamo il suo lavoro.
Abbiamo parlato con Putin e siamo pronti a una negoziazione”.
Zelensky ricambia, con tono molto sommesso elogia Trump e dice che se riuscirà a fermare Putin, questa cosa dovrebbe essere affissa sulle mura della Casa Bianca.
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Questo esordio già di per sé preannuncia che Zelens'kyj non crede molto nell’impresa.
Dopodiché Zelens'kyj comincia a mostrare foto dei prigionieri ucraini per mostrare quanto sia cattivo Putin.
Trump continua a insistere che lavoreranno per il “cessate il fuoco”, Zelens'kyj continua invece a dire che sarà impossibile, perché Putin non manterrà la parola.
Trump dice che con lui, invece, Putin manterrà la parola.
Ora, se io fossi stato nei panni di Zelens'kyj, visto che c’era la stampa davanti e quindi il mondo intero, avrei stretto la mano di Trump, dicendomi fiducioso del suo impegno, avrei salutato e sarei andato via.
Invece no.
Purtroppo l’incontro va avanti con arroganza e cafoneria da parte di Zelens'kyj, il quale dice che anche con Trump, in passato, Putin non ha mantenuto la parola.
Che per ben 25 volte, Putin ha firmato accordi che non ha rispettato.
Da qui in poi, naturalmente, la discussione peggiora soltanto.
Zelens'kyj comincia uno sproloquio infinito di parecchi minuti in un inglese che peggiora sempre di più, accusa Putin di non volere la pace, perché, testualmente “Putin ci odia” e non rispetterà l’accordo con Trump, è una cosa che si può solo sperare.
E non rendendosi contro che ha appena dichiarato davanti a tutta la stampa americana che Trump non verrà rispettato, non capendo che quel suo inglese alle orecchie degli americani suona come un grattare sulla lavagna, arriva al delirio affermando che Putin dovrà pagare tutti i danni perché la guerra l’ha cominciata lui.
È finita.
La stampa presente comincia a prendere in giro Zelens'kyj.
Del perché lo comincino a trattare in quel modo si potrebbe scrivere un trattato di psicologia e antropologia.
Zelens'kyj appare d'improvviso così, come un poveraccio venuto col cappello in mano, che vorrebbe però dire agli americani cosa debbono fare.
Non è un caso che addirittura gli chiedano perché non si sia degnato di indossare un abito decente.
Persino qua, ad onor del vero, Trump lo difende dicendo che a lui piace molto come sta vestito.
Zelens'kyj si innervosisce e comincia a perdere la bussola.
Diventa tutti contro uno.
Incalzato da vicepresidente Vance, che molto aggressivamente ma a questo punto anche giustamente gli fa presente che si sta provando la diplomazia e che è inutile continuare a dire che Trump non riuscirà, Zelens'kyj risponde con saccenza, chiedendogli se fosse mai stato In Ucraina, come a dire “che ne sai tu dei problemi nostri”.
Qui la faccenda diventa personale.
Trump sta per perdere la pazienza, Vance a quel punto gli ricorda la partecipazione di Zelens'kyj alla Convention dei democratici durante la campagna elettorale americana.
Il cortocircuito, i 20 secondi diventati celebri, quando Trump cioè interviene e parla di 3° guerra mondiale, accade qui e sono convinto sia avvenuto per il clima instaurato e anche per una ulteriore incomprensione linguistica.
E a proposito della guerra Zelens'kyj dice:
“durante una guerra tutti hanno problemi… anche voi ne avrete, ma avete un bell’Oceano…”
Trump (lo interrompe):
“non ci dire cosa avremo e cosa sentiremo, non sei nella posizione di saperlo”.
Da adesso in poi sapete già tutto.
Zelens'kyj prova a dire che non intendeva dire che gli USA avranno problemi, ma che sentiranno anche loro l’effetto della guerra.
Il danno é fatto.
Alle orecchie stanche di Trump e dei presenti è arrivata la frase spocchiosa di Zelens'kyj che sta dicendo al mondo “avrete problemi anche voi”.
Certamente Trump è un cafone.
Certamente l’atteggiamento di superiorità di certi americani è insopportabile.
Ma Zelens'kyj è stato presuntuoso, semplicemente oppure ingenuo. Entrambe le cose sarebbero preoccupanti.
Ma dico io, sei a casa loro, sei in minoranza, tieni di fronte le telecamere di tutto il mondo, per quale motivo non capisci che è fondamentale che tu esprima tutto quello che vuoi con precisione nella tua lingua madre evitando errori e orrori di comunicazione che potrebbero avere gravi ripercussioni?
Per presunzione e superficialità, penso io.
Non si va all’incontro più importante della tua patetica vita e della vita del tuo popolo senza avere la certezza di saper gestire il confronto e visibilmente "fatto".
Chi oggi elogia Zelens'kyj, dicendo che è stato bravissimo a non perdere il controllo davanti alle provocazioni di Trump, non sa di cosa parla ed é probabilmente un fanatico imbecille o un corrotto servo del mainstream e dei nazisti.
La mia fondata opinione è che se Trump e Putin trovano un accordo, Zelens'kyj ha finito di fare la star, in quanto é presidente solo per una stortura di una situazione di guerra che ha impedito l'elezione prevista di un altro presidente perché lui ha ultimato il mandato ormai da molti mesi.
Magari Zelens'kyj si è sentito così davanti ai media americani, una star, uno show-man, mentre provava il suo show, dimenticando che non c'era il vassallo dei nazisti a quell'incontro, il suo amico Biden, ma c'era Trump.
Peccato che questo non fosse il Saturday Night Live.
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