(Testo di riferimento - 2 Pietro 3,10-18 - La Bibbia)
Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate. (2 Pietro 3,10)
A giudicare da queste parole, l'universo non sembra destinato a fare una bella fine. Ma di cosa sta parlando Pietro?
Come abbiamo visto nello scorso episodio, Pietro stava incoraggiando i suoi lettori a resistere a quello che sarebbe stato l'attacco più grande sferrato contro la loro fede in Gesù, quello degli scettici che avrebbero ridicolizzato la fede sostenendo che il tempo passava e le promesse di Gesù continuavano a non realizzarsi.
L'espressione "il giorno del Signore" è molto utilizzata nella bibbia e indica generalmente un giorno in cui Dio manifesta la sua ira verso tutti i suoi nemici. Pietro, in coerenza con quanto aveva insegnato Gesù, sta ricordando ai suoi lettori che il giorno del Signore per eccellenza, quello finale, quello in cui Gesù stesso tornerà per sconfiggere una volta per tutti i suoi nemici, arriverà come un ladro, ovvero arriverà quando essi meno se l'aspettano.
Pietro descrive il giorno finale dell'ira di Dio con un linguaggio che troviamo nella letteratura profetica dell'antico testamento e che poi ritroviamo in Apocalisse, un linguaggio che parla di uno sconvolgimento cosmico prima che il Signore faccia nuovi cieli e nuova terra.
Non dobbiamo spaventarci di questo linguaggio. La bibbia ha un filo conduttore dalla Genesi all'Apocalisse. L'obiettivo del Signore è il rinnovamento di tutte le cose, ristabilire un mondo in cui l'uomo possa di nuovo vivere a stretto contatto con Lui proprio come era nel principio, nel giardino dell'Eden. Non ci stupisce quindi che la bibbia, nel libro dell'Apocalisse, ci mostri il giudizio di Dio su questo mondo per poi ricominciare con una nuova creazione, una nuova umanità dove il peccato non ci sarà più, dove i nemici di Dio non ci saranno più, dove la morte non ci sarà più e nemmeno il dolore, insomma dove ogni cosa funzionerà perfettamente.
Ma prima di realizzare tutto questo , prima di entrare nella pienezza della nuova creazione di Dio, Gesù ritornerà non più per dare la sua vita per redimere l'umanità, cosa che ha già fatto una volta per tutte circa duemila anni fa, ma per giudicare gli esseri umani.
Pietro è certo che tutto ciò che appartiene alla vecchia creazione debba in qualche modo dissolversi prima di riapparire completamente rinnovato. Ma allo stesso tempo egli sa che la nuova creazione di Dio è già cominciata quando Gesù è risorto e il seme di questa nuova creazione è stato già piantato nei cuori di coloro che hanno creduto in Gesù, i quali sono proprio i primi frutti di questa nuova creazione. Essi non hanno quindi nulla da temere dal giorno del Signore.
Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete essere voi, per santità di condotta e per pietà, mentre attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio, in cui i cieli infocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno! (2 Pietro 3:11-12)
Pietro sa che i suoi lettori non hanno nulla da temere dal giorno del Signore perché non saranno annientati, non saranno giudicati, non saranno dissolti. Anzi essi attendono quel giorno e desiderano che si realizzi il più presto possibile. Essi attendono e affrettano la venuta di quel giorno, nel senso che tutte le loro azioni sono animate dal desiderio che Gesù ritorni. Essi non vedono l'ora che ciò accada. In vista di quel giorno essi coltivano il loro rapporto con Dio, la loro pietà, ovvero la loro devozione al Signore. Essi manifestano una condotta santa,