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C’è un limite con cui, prima o poi, tutti dobbiamo fare i conti: la morte. Negli ultimi giorni della sua vita Francesco si riconcilia con il proprio corpo, sceglie come prepararsi alla fine e chiede di morire nudo sulla terra. Luna e fra Roberto partono da questi gesti per parlare del nostro rapporto con il limite, con la vergogna, con il corpo e con le immagini che costruiamo di noi stessi. E per chiedersi cosa resta quando cadono il possesso, la performance e il bisogno di apparire. Con il contributo di Maura Gancitano.
Durante la quinta crociata Francesco attraversa il fronte e incontra il Sultano Malik al-Kamil. Non lo converte, non lo conquista: viene accolto. Da quell’incontro Luna e fra Roberto partono per parlare di cosa significhi avvicinarsi all’altro senza volerlo necessariamente convincere o portare dalla propria parte. E anche di cosa fare quando l’altro non ci accoglie: come restare aperti senza annullarsi, amare senza farsi calpestare e non lasciare che paura e conflitto trasformino l’altro in un nemico. Con il contributo del cardinale Pierbattista Pizzaballa.
«Il Signore mi dette dei fratelli». Per Francesco la fraternità arriva quando gli altri smettono di essere concorrenti e diventano compagni di strada. Ma stare insieme non è sempre facile: richiede spazio, fatica, rinunce e la capacità di non dominare. Luna e fra Roberto si chiedono che cosa significhi essere fratelli in un mondo iperconnesso e competitivo e allargano lo sguardo al creato, al Cantico delle Creature e a ciò che le piante possono insegnarci sulla cooperazione e sull’interdipendenza. Con il contributo di Stefano Mancuso.
Perché vogliamo essere tutti grandi? A partire dalla giovinezza di Francesco e dall’incontro con i lebbrosi, Luna e fra Roberto raccontano il momento in cui Francesco smette di inseguire il prestigio e scopre la minorità: una grandezza diversa, che non nasce dall’emergere sugli altri ma dal fare spazio. Una puntata sulla fragilità, sul secondo piano, sui piccoli gesti che tengono insieme il mondo e sulla fatica di smettere di misurare il proprio valore attraverso successo e riconoscimento. Con il contributo di Vasco Brondi.
Ci hanno insegnato che i più forti sopravvivono, i più veloci vincono e i più potenti comandano. Eppure la storia racconta anche altro: siamo arrivati fin qui grazie alla capacità di cooperare, creare relazioni, fidarci e fare spazio agli altri. Ottocento anni fa Francesco d’Assisi ha provato a costruire la propria vita attorno a questa intuizione. Via della piccolezza parte da lui per chiederci se la felicità possa avere un’altra misura.
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