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La Settima, del 1941, ottenne subito notorietà mondiale per il legame con il tema della guerra e, in particolare, con l’assedio nazista di Leningrado. Priva di titoli, ma con evidente riferimento a quegli eventi storici, la Sinfonia svolge con notevole efficacia il compito di salvaguardare, pur nell’espressione del dramma, l’integrità della forma musicale, riuscendo anche a celebrare senza retorica l’esito finale.
La Sesta, composta nel 1939, dimostra come Šostakovič, seppure all’interno di un universo stilistico ben definito, continui costantemente a rinnovare il modello sinfonico, a cercare nuove soluzioni compositive. Il risultato è una singolare struttura in tre tempi, sempre più veloci, che dalla più cupa disperazione conducono, alla fine, al più sfrenato entusiasmo.
A torto interpretata come opera del “ravvedimento”, questa celebre e amata Quinta del 1937 rappresenta piuttosto la capacità del compositore di mediare tra le pressioni esterne e gli orientamenti personali. In linea con gli orientamenti della cultura ufficiale, ma senza tradire sé stesso, Šostakovič trova il modo rendersi più “classico”, più immediatamente comunicativo e comprensibile al grande pubblico.
Scritta nel 1936, in un periodo di brutale censura e repressione da parte del potere politico, la Quarta dovrà aspettare ben venticinque anni la sua prima esecuzione. Opera radicale e di grande ambizione, questa sinfonia racchiude in sé elementi tra i più estremi e debordanti, ma pure tra i più avvincenti, scaturiti dalla fantasia di Šostakovič.
La Seconda “All’Ottobre” e la Terza “Al Primo Maggio”, composte rispettivamente nel 1927 e 1929, segnano il momento in cui il modernismo, tipico di quegli anni, si salda all’idea della sinfonia come strumento di propaganda politica. Oscillando tra estremi sperimentalismi strumentali e possenti cori celebrativi, le due Sinfonie testimoniano una straordinaria epoca di ricerca creativa.
Composta nel 1925, la Prima Sinfonia rappresenta il manifestarsi fresco e irruente di un autore solo diciannovenne, ma dalla personalità artistica già molto delineata. Ne scaturisce un’opera di grande fascino, entrata immediatamente nel repertorio dei più grandi direttori d’orchestra.
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