Video - Studio Nord News - Le notizie dal Friuli in un click

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  • PODCAST – A Socchieve ritorna la “Camminata della Solidarietà”

    Si terrà domenica 8 giugno, con ritrovo alle 8 al campo sportivo di Priuso, la 3ª edizione della “Camminata della Solidarietà“, organizzata dal gruppo intercomunale di Udine Cividale e Socchieve di AIDO (Associazione italiana per la donazione di organi) con la collaborazione delle Associazioni della donazione locali.

    “I tre percorsi, della lunghezza di 7, 12 e 17 km, transitano attraverso i borghi antichi e un territorio di una bellezza che non si può descrivere – spiega il presidente Lucio Marsonet –. Questa è la camminata che fa bene due volte, al fisico ed all’anima di chi ha scelto o sceglierà di diventare un donatore oltre la vita”.
    Si tratta di un evento particolarmente sentito e ormai consolidato dalle precedenti edizioni nel comune di Socchieve e in quelli limitrofi. Il richiamo di molti partecipanti nell’edizione 2024 ha permesso infatti di organizzare anche una convenzione per chi volesse arrivare il giorno prima e fermarsi per visitare il territorio. Ci saranno anche dei banchetti con prodotti tipici locali.
    Dell’evento si è parlato a  “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, con Lucio Marsonet (nella foto).
    Proponiamo audio e video.

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    5 min
  • PODCAST – Sirene Blu apre un nuovo punto vendita a Villa Santina

    Giovedì 12 giugno alle 9 apre a Villa Santina il nuovo punto vendita Sirene Blu, specializzato nei prodotti per la cura della persona e della casa e di articoli di make-up e profumeria. Si trova in via Cesare Battisti 33, vicino all’incrocio con direzioni Lauco, SR355 e SS 52 ed è il secondo in Carnia dopo quello presente da sei anni a Tolmezzo.

    L’inaugurazione verrà seguita in diretta da Radio Studio Nord con la musica, l’animazione e le interviste di Paolo De Contis e Cris DJ.
    Dell’evento se n’è parlato a “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, con Giulio Muner.
    Proponiamo audio e video.

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    12 min
  • VIDEO – Pronti 2.9 milioni per il secondo lotto della pista ciclabile Tolmezzo-Amaro

    A distanza di poco più di un mese dall’avvio ufficiale dei lavori per la realizzazione del primo tratto della Pista Ciclabile Tolmezzo – Amaro – Stazione Carnia – Alpe Adria, la Giunta Regionale ha deliberato lo stanziamento di 2,9 milioni di euro per la realizzazione del secondo lotto dell’Opera, che avvicina ulteriormente il collegamento alla ciclovia Alpe Adria (i nuovi fondi integrano i fondi già disponibili per la realizzazione del primo lotto, pari ad € 1.500.000).

    L’Assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli ha illustrato la scelta compiuta dalla Giunta, nel corso della conferenza stampa promossa dal Carnia Industrial Park, alla presenza, fra gli altri, del Presidente avv. Gabriele Bano, della Vicepresidente Laura Zanella e del Consigliere Roberto Roseano, dei sindaci di Amaro, Tolmezzo e Villa Santina, Cristiana Mainardis, Roberto Vicentini e Domenico Giatti, del Vicepresidente del Consiglio regionale FVG Stefano Mazzolini e del Consigliere regionale Manuele Ferrari.

    Con il primo lotto, i lavori avviati dall’impresa aggiudicataria della gara d’appalto, Martina srl, verrà completato il tratto che, dalla rotonda di via Illegio a Tolmezzo, raggiunge il “Rio Confin”, nei pressi dell’ex polveriera di Pissebus, per complessivi 2,5 Km, mentre il secondo lotto si svilupperà per ulteriori 6,5 Km, fino all’imbocco del ponte ferroviario sul Fella, in comune di Amaro. Saranno dunque circa 9 i chilometri del tracciato, in attesa di poter riconvertire, ad uso ciclabile e pedonale, il ponte ferroviario, una volta completata la realizzazione del nuovo ponte stradale.

    Oltre al tracciato ciclabile che seguirà il sedime ferroviario dismesso, diventando un vero e proprio percorso culturale della memoria e testimonianza dell’operosità ereditata dal passato, il progetto prevede il risanamento e la messa in sicurezza di 38 manufatti, fra sottopassi, ponti, ponticelli e gallerie. 

    Il primo lotto dei lavori si occuperà degli attraversamenti sulla viabilità rurale e regionale e dei ponti, più o meno rilevanti, che incontrerà lungo il tragitto, fino a raggiungere il vecchio Casello di Tolmezzo. Anche quest’ultimo verrà riqualificato, assieme all’area contigua, e trasformato in un piccolo museo della storia dell’ex ferrovia, con esposizioni e archivi documentali. Sempre in questa fase dei lavori sarà realizzata la prima Area della Memoria, dove la pista si sdoppierà nelle due corsie di marcia che scorreranno ai lati del binario ferroviario conservato e mantenuto visibile. 

    Ulteriori tre Aree della Memoria saranno completate con il secondo lotto dei lavori, assieme al risanamento delle gallerie e del Casello di Amaro, che si prevede possa essere adibito a punto di ristoro e servizi tecnici per coloro che percorreranno la pista ciclabile.

    Tutti gli interventi sui Caselli e sui manufatti manterranno il più possibile le peculiarità originarie. La lunga storia della tratta ferroviaria e le ricchezze presenti nel territorio saranno inoltre richiamate, attraverso espositori a totem nelle isole informative, lungo tutto il tragitto. 

    La conclusione dei lavori del primo lotto è prevista per gennaio 2026, quando, grazie al finanziamento annunciato oggi, sarà avviato il secondo lotto dei lavori con previsione di completamento per la primavera 2027. 

    Soddisfatta la Vicepresidente Laura Zanella, che ha ricordato il lungo e tortuoso percorso e tutti coloro che si sono profusi per vedere finalmente concretizzarsi l’Opera. Il Presidente Gabriele Bano ha sottolineato l’importanza della ciclovia, oltre che per fini turistici, anche per favorire la mobilità sostenibile per i percorsi casa-lavoro e, assieme ai sindaci Vicentini e Mainardis, ha ringraziato gli Assessori regionali che hanno contribuito, con risposte tempestive ed efficaci, all’avvio del cantiere.

    «Un giorno storico – hanno affermato il sindaco di Tolmezzo Roberto Vicentini e la collega di Amaro Cristiana Mainardis – che dà il via ad un percorso di enorme importanza per lo sviluppo di tutta la Carnia». 

     “La flessibilità della programmazione europea – dichiara l’Assessore Barbara Zilli – ci consente di destinare più di 10 milioni di euro per iniziative a favore del territorio del Friuli Venezia Giulia: in particolare, 2,9 sono stati assegnati alla ciclovia FVG 8 per la realizzazione del secondo lotto e per favorire soprattutto gli spostamenti di chi opera all’interno del Carnia Industrial Park e desidera raggiungere il proprio luogo di lavoro utilizzando la bicicletta. Grazie agli interventi che saranno realizzati, potranno farlo in sicurezza e attraversando luoghi di spettacolare bellezza. In questo modo abbiamo dato risposta alle richieste di un territorio, che è per vocazione al centro dei mercati nazionali ed internazionali, e che vuole mantenere salde le proprie radici nella montagna carnica, contribuendo a garantire occupazione e sviluppo, anche attraverso l’utilizzo della viabilità su due ruote. La ciclovia della Carnia che sta prendendo forma è un ulteriore tassello che si unisce al mosaico della rete cicloturistica della nostra Regione, composto da 10 ciclabili (5 fortemente vocate al cicloturismo) e un centinaio di percorsi tutti mappati e disposizione di turisti e appassionati.  Dal 2018 ad oggi, come Amministrazione regionale, abbiamo investito oltre 250 milioni di euro nella nostra rete ciclabile: si tratta di un patrimonio dedicato alle due ruote di 1300 chilometri di lunghezza. Un impegno che viene premiato dai numeri: solamente lungo la ciclovia Alpe Adria, che compie quest’anno 20 anni, l’anno scorso, tra la primavera e l’autunno, si stima siano stati oltre 200 mila i ciclisti a percorrere il tratto regionale da Tarvisio a Grado”

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    2 min
  • PODCAST – “Moviti e pedale” in bici con Renzo Tondo contro il Parkinson

    La bicicletta come cura per la malattia di Parkinson. L’esperienza di Renzo Tondo da Trieste a Plitvice e i consigli di Elisa Barazzutti.

    I dettagli del ciclotour, denominato “Moviti e pedale”, verranno presentati sabato 7 giugno alle 17 presso l’aula magna in via della Maina 29 ad Ampezzo, il quarto appuntamento con “Occhio al Parkinson”.

    Dell’iniziativa se n’è parlato a  “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, con Renzo Tondo e Elisa Barazzutti (nella foto).

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    26 min
  • VIDEO – Rigolato, festeggiata la messa in sicurezza di Givigliana

    “È un risultato importante, frutto del lavoro della Protezione civile in sinergia con il Comune, che desidero ringraziare. Mettiamo in sicurezza un tratto significativo della frazione di Rigolato, Givigliana, che possiede anche un rilevante valore storico: proprio qui passavano – come ci ha orgogliosamente spiegato il sindaco – le portatrici carniche per raggiungere il fronte”.

    L’assessore Riccardi nel corso del suo intervento

    Lo ha affermato oggi a Rigolato l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, intervenendo alla cerimonia per la conclusione dei lavori di messa in sicurezza della frazione di Givigliana. Presente, tra gli altri, il sindaco di Rigolato Fabio D’Andrea.

    Come ha sottolineato l’esponente della Giunta regionale, quello realizzato dalla Protezione civile potrebbe apparire un intervento minore, ma non lo è affatto: “Non si tratta certo di un’opera di poco conto. Ritengo – ha aggiunto l’assessore – che questo rappresenti uno dei grandi impegni che il sistema della Protezione civile porta avanti con costanza, intervenendo per mettere in sicurezza porzioni di territorio che, grazie a queste opere, possono oggi contare su condizioni di resilienza garantita nel tempo. Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro importante che la Regione ha continuato a svolgere negli anni”.

    Infine, Riccardi ha dichiarato di essere rimasto positivamente colpito dalla presenza di numerose persone che sono tornate nelle proprie case: “Questo è davvero un bel pezzo di storia del Friuli”.

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    3 min
  • PODCAST – A Sutrio la Festa dei Cjarsòns, il piatto simbolo della Carnia

    Con le erbe di primavera, con la ricotta, le uvette, la confettura di pere, con le patate ingentilite da mela e scorza di limone grattugiate e cannella, prezzemolo, menta e melissa, con i biscotti e la composta di albicocche e perfino con cacao dolce e amaro: sono una cinquantina le versioni dei Cjarsòns, il più tipico piatto della Carnia, ed ogni vallata ne ha la sua versione. Non solo, anche ogni ristorante e ogni famiglia ha il suo piccolo segreto per preparare questa sorta di golosi ravioli dagli innumerevoli gusti, col comune denominatore del ripieno speziato e del condimento con burro fuso, una grattugiata di ricotta affumicata e spesso anche una spolverata di cannella. A questa golosa prelibatezza (un tempo il piatto della festa) Sutrio, antico borgo ai piedi del monte Zoncolan, dedica domenica 1 giugno la Festa dei Cjarsòns, divenuta ormai fra i più tradizionali e attesi appuntamenti primaverili del Friuli Venezia Giulia.

    Dieci paesi, in rappresentanza di tutte le vallate della Carnia, proporranno ciascuno la propria ricetta tradizionale. Passeggiando fra una decina di isole di degustazione allestite negli angoli più caratteristici del paese, si potranno gustare e confrontare fra loro i sapori inconsueti di questo piatto e conoscere le diverse anime che caratterizzano un cibo che, pur avendo un’origine povera e popolare, è complesso e ricco d’ingredienti quanto un piatto di alta ristorazione. Si potranno così degustare cjarsòns salati o dolci, insaporiti da erbe primaverili o da piccole scaglie di cioccolato, con melissa e cipolla oppure con pere secche e carrube, accompagnati dai più pregiati vini di grandi aziende friulane selezionati per l’occasione. Oltre agli stand gastronomici, ci sarà un Mercatino con i prodotti del territorio, attività per bambini, musica dal vivo. La festa rientra nelle attività di animazione del territorio prevista dal Bando Borghi PNRR “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”.

    L’origine dei Cjarsòns si perde nella notte dai tempi dei tempi ed è legata ai cramârs, i venditori ambulanti di spezie carnici che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nella crassigne, una sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle. Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano i Cjarsòns, ravioli con ripieno a base di ricotta impastata con una ricchissima varietà di ingredienti: spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche…tutto quanto insomma rimaneva sul fondo dei cassetti della crassigne, perché nulla doveva andare sprecato.

    Dell’evento se n’è parlato a  “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, con Chiara Selenati (nella foto).

    Proponiamo audio e video.

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    17 min
  • PODCAST – Si chiama “L’edera” il primo libro di Serse Tacus

    La “storia vera di una famiglia carnica del secolo scorso” quella raccontata da Serse Tacus nel suo primo libro, i fatti descritti sono stati vissuti a Cludinico nel comune di Ovaro (UD).

    Il libro segue le vicissitudini di sei fratelli e dei loro genitori partendo dal 1924 fino al 1983, quando si sono fatti ritrarre, tenendosi uniti l’un l’altro, con un ramo di edera in mano.

    Era diventato il simbolo della loro unione e le loro facce parlano molto di più di quanto non lo abbia fatto io scrivendo il libro.

    Del libro si è parlato stamattina a  “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, con Serse Tacus (nella foto).

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    25 min
  • VIDEO – A Tolmezzo un’estate nel segno della cultura

    Tradizioni, mestieri antichi, arte, usanze popolari e una forte identità linguistica. Il territorio della Carnia, da sempre, produce cultura. È un elemento distintivo di queste terre, così ricche di fascino, storia e bellezze naturali tutte da scoprire. Ed è proprio la Cultura al centro dell’azione strategica dell’Amministrazione comunale della Città di Tolmezzo, come dimostrato questa mattina nel corso della conferenza stampa tenutasi nella sede della Regione alla presenza del Vicepresidente e Assessore regionale alla Cultura e Sport Mario Anzil.

    Cuore dell’incontro: la presentazione congiunta della nuova mostra estiva di tanti volti, a cura di Giovanna Durì, che sarà allestita a Palazzo Frisacco (11 giugno – 26 ottobre 2025) e della terza edizione del Festival Tolmezzo Vie dei Libri (13-15 giugno 2025, con due eventi in anteprima giovedì 12 giugno), a cura di Fondazione Pordenonelegge.it per la direzione artistica di Gian Mario Villalta.

    “Da qualche anno, il Comune di Tolmezzo ha scelto di puntare proprio sulla Cultura per attrarre nuovi visitatori e promuovere la crescita economica, la coesione sociale e il rilancio della cittadina. Una politica culturale con una precisa visione a lungo termine, che parte dalla sinergia con gli operatori locali e le istituzioni: una rete che si rafforza e che si impegna, con continuità, per promuovere un’offerta culturale di qualità per il territorio e per chi viene da fuori. Due sono le direttrici di questo percorso: da un lato, dare spazio alle associazioni, alle realtà e alle espressioni locali; dall’altro, investire sui grandi eventi e su progetti espositivi di alto profilo, che possano avere eco su tutto il territorio nazionale. Il tutto grazie al prezioso e fondamentale supporto, in primis, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di PromoTurismoFVG. Un ringraziamento che estendo anche a molte altre realtà sul territorio che credono in questi eventi e che ci sono sempre state vicine con il proprio contributo come il Consorzio BIM Tagliamento, la Comunità di Montagna della Carnia, la Fondazione Friuli e Carnia Industrial Park” ha sottolineato Laura D’Orlando, Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Tolmezzo.

    “Il titolo della mostra che oggi viene presentata “di tanti volti” incarna pienamente la pluralità e la polifonia della cultura che la regione sostiene e vuol stimolare. Congiuntamente il festival letterario “Tolmezzo vie dei libri” rafforza la variegata cultura transfrontaliera di cui la nostra Regione può vantarsi; una cultura che unisce le diverse peculiarità del territorio creando un caleidoscopio armonioso di intrecci culturali. Tali singole iniziative che condividono un percorso congiunto valorizzano gli investimenti regionali sulla cultura e quindi a nome della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e in particolare dell’assessorato che dirigo ringrazio il Comune di Tolmezzo nella persona del Vicesindaco e Assessore alla cultura, Laura D’Orlando, la Fondazione Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani nella persona della Presidente, Aurelia Bubisutti, e la Fondazione Pordenonelegge.it nella persona del direttore artistico Gian Mario Villalta e degli altri suoi rappresentanti, per l’impegno e la determinazione nel profondere la cultura regionale propriamente intesa e tutti coloro che rendono possibile la realizzazione di questa mostra e di questo festival” ha concluso Anzil.

    Un primo tassello è stato messo nel 2023 con il coinvolgimento della Fondazione Pordenonelegge.it e la realizzazione di “Tolmezzo Vie dei Libri”, festival letterario che quest’anno giunge alla terza edizione, forte di una formula che ha calamitato migliaia di persone nel fine settimane letterario degli eventi 2023 e 2024, includendo nel cartellone accanto agli incontri una proposta di visite, passeggiate, eventi spettacolari e degustazioni, e che ha soprattutto puntato al coinvolgimento attivo della comunità, delle associazioni, istituzioni e realtà culturali che operano sul territorio, in modo da restituire, a “specchio”, uno spaccato dell’impegno che quotidianamente anima Tolmezzo nel corso dell’anno. Un Festival, quindi, nato per raccontare -attraverso i libri, e le voci di protagonisti e “osservatori” nazionali e locali – i temi della montagna e del suo futuro, le tradizioni e il patrimonio di paesaggio, storia e cultura delle “Terre Alte” della Carnia.

    IL PROGRAMMA DI TOLMEZZO VIE DEI LIBRI

    SULLE ORME DI DANTE E LE ANTEPRIME DELLE VIE DEI LIBRI

    Novità dell’edizione 2025 di Tolmezzo Vie dei Libri è l’impronta transnazionale: il festival sarà infatti tappa del “Progetto Dante Interreg” e il nome del Sommo Poeta si salderà a un percorso portante, ispirando una serie di eventi nati per promuovere l’uso della lingua slovena e italiana attraverso l’interconnessione di percorsi culturali capaci di generare un’innovativa proposta di turismo letterario. Grazie al progetto DANTE, co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021 – 2027, il festival si arricchisce di un messaggio che ispira il dialogo tra culture, promuovendo la conoscenza reciproca e la comunicazione, nella salvaguardia delle tradizioni nazionali, L’attenzione di Dante alle vive parlate “materne” e la sua dedizione ai valori dell’alta letteratura suggeriscono un’attenzione ampia e capillare alla realtà linguistica e alla produzione letteraria di questi due territori limitrofi: le narrazioni degli ospiti sloveni avranno risposta nella ricognizione della poesia e della realtà linguistica regionale al di qua del confine. Approfondimenti sul sito  www.ita-slo.eu/it/dante

    Giovedì 12 giugno alle 17, nella sala consiliare del Municipio di Tolmezzo il primo evento di anteprima del festival si inserisce proprio in questo progetto: “Nel segno di Dante: tra il Friuli Venezia Giulia e la valle dell’Alto Isonzo” vedrà protagonista Oldino Cernoia, rettore-dirigente scolastico in Italia e all’estero e amministratore di enti pubblici, per un viaggio emozionante attraverso la lingua, alla riscoperta della Divina Commedia trascritta nel 1466  da Nicolò Claricini, custodita dalla Fondazione de Claricini Dornpacher di Bottenicco di Moimacco (Ud).  Nota come “codex Claricinensis”, è questa l’unica trascrizione sicuramente realizzata in Friuli e uno dei più antichi codici danteschi.  Il progetto Dante vedrà poi approdare a Tolmezzo gli autori sloveni Goran Vojnovič , Sebastjan Pregelj e  Aleš Šteger con i loro nuovi romanzi, e accoglierà, sabato 14 giugno (ore 10, Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani”) le riflessioni di Gian Mario Villalta e del docente di filologia e linguistica romanza Gabriele Zanello intorno alla poesia del secondo Novecento in Friuli, sulle tracce “della pantera di Dante” nel De Vulgari Eloquentia.  Uno spunto, questo, che animerà anche la performance a due voci di Flavio Santi e William Cisilino intitolata “Dante ce fastu? Non lo sai che… le buone ragioni per amare la lingua friulana”, in programma domenica 15 giugno, alle 17, all’Hotel Roma: qui la pantera dantesca diventa metafora della forza di una lingua millenaria come il friulano.

    Nella serata di giovedì 12 giugno, l’appuntamento per il secondo evento-anteprima è al Cinema David alle 20: riflettori sul governatore del Veneto, Luca Zaia, per un dialogo ispirato dal suo recentissimo saggio “Autonomia. La rivoluzione necessaria” (Marsilio), che l’autore sfoglierà in dialogo con il vicedirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini: un’occasione per parlare, in maniera semplice e diretta, di autonomia e dei principi che l’hanno ispirata, di quella che Luca Zaia da sempre definisce «la madre di tutte le riforme».

    IL CARTELLONE DI TOLMEZZO VIE DEI LIBRI

    VENERDÌ 13 GIUGNO

    Il cartellone di Tolmezzo Vie dei Libri si inaugura venerdì 13 giugno, alle 18.30 al Cinema David, con il giornalista Beppe Severgnini che, in dialogo con la curatrice di pordenonelegge Valentina Gasparet, presenterà il suo ultimo saggio “Socrate, Agata e il futuro. L’arte di invecchiare con filosofia” (Rizzoli). Acuto osservatore dell’umanità, Severgnini riflette sulla vecchiaia, sul futuro e sul filo sottile ma cruciale che lega le generazioni di tutti i tempi. Uno sguardo su grandi temi come la solitudine, la cura delle parole, il fallimento, la pazienza e l’importanza di continuare a interrogarsi, ricordando sempre di usare il migliore antiruggine: l’ironia. Alle 20.30, sempre al Cinema David l’attesa è per Walter Veltroni e il suo recentissimo “Iris, la libertà” (Rizzoli), accolto da poco al Salone del Libro di Torino: presentato da Gian Mario Villalta, Veltroni racconterà la storia della partigiana Iris Versari, la ribelle dai capelli ricci e folti, fotografata sorridente sotto un cappello in stile Borsalino, che a soli 21 anni, il 18 agosto 1944, si toglie la vita sparandosi, per consentire ai compagni di sfuggire alla milizia nazifascista. Un libro-monologo dedicato alla giovane medaglia d’oro della Resistenza e, attraverso la sua, a tante storie ancora poco conosciute.

    La giornata inaugurale si apre alle 10 nella Casa di Riposo della Carnia, con gli alunni della scuola Gianfrancesco da Tolmezzo, che incontreranno gli ospiti della residenza per leggere poesie, fiabe e racconti. Si prosegue alle 14 con la visita guidata al Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani”, “Cose parlanti per il racconto di una comunità di montagna: la Carnia”: un viaggio alla scoperta di un territorio e delle sue peculiarità in collaborazione con l’Associazione della Carnia Amici del Musei e dell’Arte (partenza dal Sottoportico del Museo Carnico). Alle 15.45, sempre al Museo Carnico, ecco “La musica del quotidiano”: 15 minuti con l’Associazione Musicale della Carnia.  Il festival propone poi le mostre che animeranno la città durante la rassegna: alle 16, sempre al Museo Carnico, si inaugura “Terre e fili per realizzare trame d’arte”, omaggio all’arte del merletto con Amabile Dassi, Rosanna Squecco e Anna Maria Turchetti; alle 16.30. a Palazzo Frisacco (sala Cussigh), gli scatti degli studenti dedicati alla montagna nati per il concorso di fotoreportage promosso dal Circolo Fotografico Carnico e dall’Istituto Fermo Solari.  Alle 19, al Museo di Elminto-Valle dell’Isonzo Slovenia, un incontro che esplora le buone pratiche per un turismo letterario sostenibile e transfrontaliero, che si misura col  tema del confine tra cultura, storia, paesaggio e società: ne parleranno la studiosa Luisa Battistig,  il direttore del Museo Tomin Tadej Koren, la funzionaria del Comune di Tolmezzo Giulia Coradazzi,  la politologa Mara Černic, lo storico Aleksej Kalc,  Branjko Medves proprietario di un agriturismo al confine e il filosofo Aljaž Škrlep, moderati dallo storico Marko Klavora.

    Gran finale alle 21.45 in piazza XX Settembre, con l’incontro tra parole e musica affidato a Johnson Righeira che, intervistato dal produttore e musicista tolmezzino Mattia Del Moro, parlerà di un genere musicale che segnò gli anni Ottanta: “Italodisco” sarà un viaggio attraverso un genere nato proprio con il celebre autore di ”Vamos a la playa” e “L’estate sta finendo”; per ritrovare delle sonorità che ancora oggi non smettono di attirare l’attenzione e di essere ballate, e non solo nei revival.

    SABATO 14 GIUGNO

    La giornata di sabato 14 giugno sarà motore di storie, racconti ed esperienze legati al territorio. A partire da due firme importanti della scena letteraria slovena, Goran Vojnovič e Sebastjan Pregelj. Il primo aprirà il cartellone degli incontri alle 11, nella Sala Centro Servizi Museali: esploso sulla scena letteraria nel 2008 con il romanzo d’esordio “Cefurji Raus!” grazie al quale ha vinto il premio Kresnik, Vojnovič presenta il suo ultimo lavoro, “All’ombra del fico” (Keller ed.) anche questo vincitore del Kresnik, in dialogo con la studiosa Margherita Coccolo. Un romanzo che rimarca il talento narrativo e la profondità di scrittura dell’autore: una saga familiare che si estende per tre generazioni, dal secondo dopoguerra ai primi decenni del Duemila, dopo la fine delle guerre jugoslave. Anche Sebastjan Pregelj si misura con la difficile storia della sua terra in “Il giorno in cui finì l’estate” (Bottega Errante) presentato dal poeta Michele Obit alle 15.30 nella sala Centro Servizi Museali. Un romanzo che racconta la fine di un’era: l’idea della Jugoslavia unita, una nazione multiculturale formata da popoli differenti e con tradizioni diverse. Allo stesso tempo, il disfacimento della Jugoslavia coincide con la fine della giovinezza di Jan, il protagonista del libro.

    Il coraggio silenzioso delle donne friulane nella Seconda Guerra mondiale è al centro del romanzo, fresco di stampa con presentazione al Salone del Libro di Torino, della narratrice e critica dell’arte Raffaella Cargnelutti, attesa alle 11.30, nel Salone Albergo Roma: in dialogo con Gian Mario Villalta, Cargnelutti racconterà “L’altra guerra” (Mursia), un libro tratto da una storia vera che dà voce a un coro di voci femminili messe a tacere ma che oggi finalmente possono parlare. Dora, Rita, Miriam e Margherita pregano in silenzio, cercano cibo nei paesi vicini, si prendono cura degli altri anche quando hanno perso tutto.

    Da non perdere, alle 14, la visita guidata del centro storico in collaborazione con l’associazione della Carnia Amici del Musei e dell’arte: seguendo il corso della roggia, dimore, chiese, epigrafi e toponimi narrano la città nel suo sviluppo dal Medioevo alla contemporaneità (partenza dal Sottoportico del Museo Carnico).

    Sempre sabato 15 giugno, tanti appuntamenti per sfogliare storie e racconti in compagnia degli autori. Alle 17, al Salone Albergo Roma, Beatrice Salvioni trasporterà il lettore nell’Italia fascista con “La Malacarne” (Einaudi), proseguendo così la storia de “La Malnata” (Einaudi, 2023), Salvioni racconta una storia di guerra, di amicizia profonda e di crescita di due donne che chiedono riscatto da quello che la società esige e soprattutto dal peso delle parole. Alle 18.30, al Cinema David, spazio al più famoso graphic designer d’Italia, Riccardo Falcinelli che, interrogato dallo scrittore e curatore di Pordenonelegge Alberto Garlini, presenta la nuova opera-mondo, “Visus. Storie del volto dall’antichità ai selfie” (Einaudi). L’incontro è un evento collaterale della mostra Di tanti volti, curata da Giovanna Durì e promossa dal Comune di Tolmezzo, che si inaugura mercoledì 11 giugno a Palazzo Frisacco, dove resterà visitabile fino al 26 ottobre: il pubblico di Tolmezzo Vie dei Libri avrà così la possibilità di visitarla, proprio nei giorni del festival. La cifra di Falcinelli è la sua capacità di ricomporre mondi dotandoli di senso, di leggere il presente partendo dal passato e viceversa: così ci guida fra dipinti rinascimentali, e barocchi, fototessere, schemi, fumetti, pubblicità, fermoimmagini di film, vasi, riviste, teste di cera, cartoni animati, produzioni dell’AI, caricature, copertine di libri.

    Dopo oltre vent’anni di impegno sul fronte delle tossicodipendenze, il musicista-educatore Marco Anzovino, chitarrista e percussionista nella band del fratello Remo, racconterà (ore 20.30 Salone Alberto Roma), in dialogo con la studiosa Martina Spollero, la sua esperienza di lavoro nella comunità terapeutica Villa Renata al Lido di Venezia: nel suo nuovissimo lavoro appena pubblicato da Bottega dell’Immagine, “I ragazzi della strada accanto”, Anzovino aiuta a riflettere sui comportamenti a rischio messi in atto da tanti adolescenti e spiega come oggi sia cambiata la tossicodipendenza. “Ho vissuto emozioni così potenti da destabilizzarmi – spiega l’autore – mi sono calato nella complessità dell’esistenza così profondamente da non sentirmi migliore di nessuno”.

    La seconda giornata di Tolmezzo Vie del Libri si chiude sempre in musica, dalle 21.45 in piazza XX Settembre: si parte con “Biancoscuro live”, prima collaborazione tra il rapper e cantautore friulano Doro Gjat e il dj triestino Dee Jay Park, un nuovissimo progetto che rende omaggio alle sonorità West Coast anni ’90 e Duemila. Alle 22 toccherà ai mitici Tazenda, in acustico con “A piedi nudi”: sul palco gli storici fondatori del gruppo Gigi Camedda e Gino Marielli, affiancati dalla nuova cantante Serena Carta Mantilla. In versione unplugged sfileranno i brani storici che hanno fatto apprezzare la band sin dal 1990. L’evento è parte degli appuntamenti di Folkest 2025 ed è stato realizzato in collaborazione con il Circolo dei Sardi Alto Friuli Tolmezzo.

    DOMENICA 15 GIUGNO

    La giornata conclusiva di Tolmezzo Vie dei libri, domenica 15 giugno, si apre alle 10.45 al cinema David con l’Associazione Musicale della Carnia che propone “15 minuti: la musica del quotidiano”. A seguire, alle 11 sempre al cinema David, torna al festival la “cuoca sevatica” Eleonora Matarrese, protagonista dell’evento su “La Carnia: crocevia di conoscenza, tra erbe e cultura”. Dopo l’applaudita lezione dello scorso anno, la studiosa presenta ora gli sviluppi della propria ricerca sul manoscritto Voynich definito il “più misterioso del mondo”. Gli elementi che caratterizzano l’opera si ritrovano tutti nel Friuli di ieri e di oggi, e la relatrice descriverà dettagliatamente questo percorso, traducendo il manoscritto in pubblico per la prima volta al mondo, con riferimento al famoso erbario stampato Gart der Gesundheit conservato al Museo Etnografico Gortani di Tolmezzo, e ad erbari locali del Triveneto (in collaborazione con Museo Carnico). Alle 11, nella Sala Centro Servizi Museali, l’autore e critico friulano Renzo Brollo, presentato dallo scrittore triestino Pietro Spirito, racconterà una grande impresa quasi sconosciuta, “Gli acquanauti” (Bottega Errante): nel 1969, mentre l’umanità metteva piede sulla Luna, un gruppo di pionieri cercava di conquistare il fondo di un lago. Per settimane dodici uomini hanno vissuto in tre moduli abitativi subacquei, spingendosi oltre i limiti dell’immaginazione. C’è poi un altro viaggio d’acqua, stavolta lungo il Volga: è quello dello scrittore e giornalista Marzio G. Mian che in “Volga blues. Viaggio nel cuore della Russia” (Feltrinelli) si addentra per 6000 km nella pancia, nel cuore e nell’anima della Russia, seguendo il fiume totemico del popolo russo in dialogo con la traduttrice Laura Pagliara (ore 11.30, Hotel Roma). Al festival farà tappa anche Paolo Chiarino, uno dei pionieri dell’Ice Swimming, fra i pochissimi ad aver nuotato sia al Polo Nord che al Polo Sud: il racconto appassionato delle sue nuotate affiora in “Una vita presa a bracciate” (Solferino), presentato in dialogo con lo scrittore Pietro Spirito alle 15.30 nel Salone dell’Hotel Roma. Fra gli incontri domenicali, da non perdere lo sguardo “emozionale” dedicato alla Slovenia del poeta, scrittore e traduttore Aleš Šteger (ore 15.30 Sala Centro Servizi Museali): il suo ultimo saggio, “In Slovenia: viaggio attraverso i cinque sensi” (Bottega Errante) è un itinerario sentimentale che svela le tante anime della giovane Slovenia, da scoprire e testare sul campo per conoscere e apprezzare un Paese ricco di fascino e suggestioni.  La storia torna protagonista del festival, con il nuovissimo libro “Le verità pericolose” (Gaspari ed) delle autrici friulane Daniela Galeazzi e Giuseppina Minchella (ore 17 Sala Centro Servizi Museali): focalizzando l’attenzione su temi come il fascismo al confine italiano-orientale, il colonialismo e la guerra d’Etiopia, il romanzo propone una riflessione sulla violenza e le ingiustizie legate a quel periodo.

    Tanti gli spunti legati al territorio, alla sua lingua e alle sue bellezze: la performance a due voci di Flavio Santi, fresco autore di “L’autunno del sultano” (Solferino) e di William Cisilino che in “Dante “ce fastu?” non lo sai che… le buone ragioni per amare la lingua friulana” (ore 17, Hotel Roma), partono dalla leggenda medievale della pantera narrata da Dante in De Vulgari Eloquentia per domandarsi come una lingua possa diventare opera d’arte e di civiltà. Un evento in collaborazione con ARLEF, Agenzia regionale per la Lingua Friulana. Alle 17.30 la passeggiata guidata “Via Oscura, Torre Reithemberg, Torre Picotta”, un percorso lungo il tracciato medievale che coniuga storia e natura per offrire anche una vista spettacolare sulla città e le valli della Carnia (partenza da piazza XX Settembre davanti al municipio).

    A suggellare il festival, domenica 15 giugno al Cinema David alle 19.30, sarà una delle personalità più rilevanti della scena culturale contemporanea, lo storico Carlo Ginzburg, in dialogo con l’antropologo Gian Paolo Gri sui temi del suo lavoro “La lettera uccide” (Adelphi), una raccolta di saggi che riflette sulla costruzione del pensiero umano. Consapevole che “il libro di cui hai bisogno si trova accanto a quello che cerchi”, come insegna Aby Warburg, Carlo Ginzburg accosta personalità come Montaigne e Spinoza, Di Martino e Bloch, Paolo di Tarso e Agostino, in un incessante dialogo aperto tra di loro e tra loro e sé stesso. «La lettera uccide, lo spirito dà vita» disse Paolo di Tarso: ma «uccide», «dà vita» sono metafore che non vanno prese alla lettera. Ad esse si può rispondere con un’altra metafora: la lettera uccide chi la ignora.

    TOLMEZZO VIE DEI LIBRI, #BORDERLESS E COMUNITARIO

    Tolmezzo Vie dei libri 2025 sarà l’occasione per approfondire il rapporto con la montagna, le Terre Alte e i suoi confini: ecco allora le storie “di frontiera” nella valle dell’Isonzo in programma nel Museo di Tolmino (venerdì 13 giugno alle 19), un incontro che affronta il tema sotto molteplici punti di vista: culturale, storico, sociale e geografico, illustrando le buone pratiche nell’ottica di un turismo letterario sostenibile e transfrontaliero.  Le Terre Alte si metteranno in luce anche attraverso il proprio artigianato grazie alle meraviglie nate da merletto, tombolo e tessitura esposte nella mostra “Terre e fili per realizzare trame d’arte” in programma al Museo Carnico dal 13 giugno: un viaggio nelle trasparenze e nelle texture moderne ispirate alle ceramiche Dessi, in un progetto che verrà poi illustrato dalla corsista Rosanna Squecco e dalle docenti Anna Maria Turchetti e Amabile Dassi.

    Il festival celebra una grande festa della cittadinanza attiva: molti appuntamenti nascono infatti con la collaborazione con scuole, Biblioteca civica, Amici dei Musei, Soroptimist Alto Friuli, Università della Terza Età del Gemonese, Università di Udine (dipartimento di Studi Umanistici), circolo dei Sardi Alto Friuli Tolmezzo, Bottega Errante, Agenzia regionale per la Lingua Friulana.  E per spaziare lungo i territori  delle Terre Alte, non potevano mancare gli itinerari in programma nei tre giorni del festival: dal Museo Carnico che svela il racconto della comunità montana, alle passeggiate seguendo il corso della roggia a caccia di dimore, chiese, epigrafi e toponimi che narrano la città dal Medioevo, e lungo il tracciato medievale della Via Oscura, che coniuga storia e natura e permette di  godere di una vista spettacolare,  dalla Torre Picotta, sulla città e le valli della Carnia.

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  • VIDEO – Un’escursione ciclistica nel Friuli Collinare tra natura, cultura e sapori

    “È un’occasione bellissima per scoprire, attraverso il turismo lento, tantissime bellezze molto spesso poco note anche ai cittadini che vivono in quelle comunità, un’opportunità per mettere in mostra castelli, ville, le nostre splendide realtà a volte dimenticate dalla fretta di oggi”.

    Con queste parole l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, è intervenuta questa mattina alla presentazione di “Pedalando tra Castelli e Sapori”, l’escursione ciclistica non competitiva in programma domenica 8 giugno che coinvolge sette comuni del Friuli collinare, in un percorso di 34 chilometri tra natura, cultura e sapori.
    L’evento è organizzato dal Comune di Magnano in Riviera per celebrare i mille anni dalla fondazione del Castello di Prampero, con il supporto del Centro Sportivo Educativo Nazionale (Csen) e il patrocinio di “Io Sono Friuli Venezia Giulia”. Zilli ha portato il saluto anche dell’assessore al Turismo e attività produttive Sergio Emidio Bini, ricordando quanto la Regione sia impegnata nella promozione del cicloturismo. “La nostra Regione crede molto in questa forma di turismo – ha infatti sottolineato Zilli – e negli investimenti per rendere ancora più belle e sicure le nostre piste ciclabili, un impegno che è valso alla nostra Regione il titolo di Capitale del cicloturismo”.
    Durante la pedalata, i ciclisti attraverseranno i comuni di Artegna, Buja, Cassacco, Tarcento, Treppo Grande, Tricesimo e Magnano in Riviera, sostando in luoghi di particolare interesse storico e culturale come il borgo di Villafredda, la chiesa di San Giovanni Battista, il castello di Cassacco e quello feudale di Artegna. In ogni tappa, i partecipanti potranno godere di degustazioni di prodotti locali, accoglienza dei castellani in veste di ciceroni e accesso gratuito ai cortili dei manieri. L’arrivo della pedalata è previsto negli spazi suggestivi del Castello di Prampero.
    “L’auspicio – ha concluso l’assessore – è che questo diventi un appuntamento annuale, grazie alla collaborazione di Amministrazioni comunali che hanno dimostrato di saper lavorare bene assieme. A pochi mesi dal 50. anniversario del terremoto del 1976, è questo un esempio concreto di come, dopo la ricostruzione modello, siamo in grado di offrire ai nostri territori la maturità giusta per favorire la crescita economica e sociale delle nostre comunità, anche attraverso la promozione di bellezze e patrimoni come i castelli, che sono antichi custodi della nostra storia”.

     

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  • VIDEO – Presentata “Ricchezza. Dilemma perenne”, la mostra 2025 di Illegio

    “Possiamo affermare senza esitazione che Illegio è una vera ricchezza per il Friuli Venezia Giulia. Grazie a questo straordinario lavoro collettivo, siamo certi che anche quest’anno migliaia di persone raggiungeranno questo piccolo e affascinante borgo della Carnia, per lasciarsi ammaliare dalla bellezza, dalla cultura e dal messaggio profondo che questa mostra riesce a trasmettere anno dopo anno”.

    Un momento della presentazione

    Così l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli ha portato il suo saluto e quello del vice governatore con delega alla Cultura Mario Anzil, assieme al plauso di tutta l’Amministrazione regionale, alla presentazione della prossima mostra di Illegio “Ricchezza. Dilemma perenne”, che si potrà visitare dal 6 giugno (l’inaugurazione è fissata alle 18) fino al 9 novembre.

    Per l’assessore “la presentazione della ventunesima edizione della mostra di Illegio rappresenta un’occasione di grande orgoglio per tutta la comunità regionale, per il Comitato di San Floriano, per don Alessio Geretti, don Angelo Zanello e per tutti i loro collaboratori. Attraverso la loro caparbietà, passione e impegno, sono riusciti a trasformare un sogno in realtà, non per una sola edizione, ma per ben ventuno, e con la prospettiva di molte altre ancora. È una dimostrazione concreta di quanto un piccolo borgo possa diventare un centro di cultura riconosciuto ben oltre i confini regionali”.
    “Il tema scelto per quest’anno, quello della ricchezza, è di straordinaria attualità e profondità. Non solo ci arricchisce attraverso lo sguardo sulle opere esposte, ma ci invita anche a compiere un viaggio interiore, personale, guidati come sempre dalla maestria e dalla sensibilità di don Alessio Geretti, al quale va il mio più sincero ringraziamento per aver saputo ancora una volta superarsi. Il miracolo di Illegio di nuovo si mostra al mondo attraverso l’arte, ed è la conferma che anche i piccoli centri possa possano ambire ad essere teatro di mostre internazionali”.
    La mostra sarà un viaggio nella bellezza di opere straordinarie di Caravaggio, Rembrandt, Tiziano, Brueghel, Tiepolo, Picasso, Guttuso e di Pelizza da Volpedo, e ancora, Lorenzo Lotto, Filippino Lippi, Giovanni Bellini, Mattia Pret. Una selezione che abbraccerà cinque secoli di storia dell’arte, dal Quattrocento al Novecento, al cui interno sarà possibile anche osservare da vicino il celebre caravaggesco “Ragazzo morso da una lucertola”, potente meditazione sui pericoli dell’attrazione per i beni materiali.
    Tra i 52 quadri esposti, sarà presente anche l’opera preparatoria, a grandezza naturale, del protagonista de “Il Quarto Stato” il celebre dipinto di Pelizza da Volpedo realizzato nel 1901; saranno 17 le opere provenienti da collezioni private, mai accessibili al pubblico finora.

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