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By Agenzia di Stampa ITALPRESSNews
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  • Italpress, Borsellino "In Slovenia nuovo tassello della crescita internazionale"
    LUBIANA (SLOVENIA) (ITALPRESS) - "La Slovenia è sicuramente un Paese per noi molto importante, un Paese al quale ci legano tanti rapporti, sia di amicizia che commerciali. L'accordo con l'agenzia STA rientra nel processo di crescita che Italpress sta portando avanti e che continuerà a portare avanti nei prossimi mesi e nei prossimi anni". Lo afferma il Direttore dell'agenzia Italpress, Gaspare Borsellino, a Lubiana, in merito all'accordo con l'agenzia di stampa slovena STA - Slovenian Press Agency. L'intesa è stata formalizzata con il General Manager della STA Mojca Prelesnik, alla presenza dell'Ambasciatore italiano a Lubiana, Giuseppe Cavagna.

    mrv/gtr/sat
    2 min
  • Tagliavanti "Festival della storia di Roma è un appuntamento importante"
    ROMA (ITALPRESS) - "La quinta edizione del Festival della storia di Roma è un appuntamento importante, ci permette, leggendo l'infinita storia di una città straordinaria come Roma, di conoscere tante vicende e tanti avvenimenti che riguardano, sicuramente, il passato, ma sono anche di grande interesse per quanto riguarda l'uomo di oggi". Lo ha detto Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, a margine della presentazione del "Roma Storia Festival". "Abbiamo un futuro pieno di incognite " ha spiegato Tagliavanti, aggiungendo che "tra guerre e cambiamenti climatici, tutte cose che Roma, nel passato, ha già vissuto ed è bello sapere come gli uomini di allora hanno vissuto le sfide che anche gli uomini di oggi sono chiamati a vivere".

    xc3/col5/gsl
    1 min
  • Energia, Vigilante "Efficientamento fondamentale"
    ROMA (ITALPRESS) - "Il tema dell’efficientamento energetico è assolutamente importante, sia per l’edilizia privata che per quella pubblica. Non stiamo parlando di slogan ma di realtà, il governo ha messo a disposizione un miliardo e mezzo per la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica, quindi progetti concreti che verranno realizzati nei prossimi mesi”. Così Vinicio Vigilante, amministratore delegato del Gse, intervenendo all’evento della Lega “A tua difesa. Verso la finanziaria 2027”.
    (ITALPRESS).
    xb1/ads/azn
    2 min
  • Ricciotti "Italia uno dei primi partner della Slovenia, interscambio 10 mld"
    LUBIANA (SLOVENIA) (ITALPRESS) - "L'interscambio Italia-Slovenia è positivo, stiamo parlando di circa 10 miliardi nel 2025. L'Italia è uno dei primi partner commerciali della Slovenia; siamo al terzo posto, dopo la Svizzera e la Germania". Lo ha detto in una intervista all'Italpress il direttore dell'ICE di Lubiana, Giacomo Ricciotti.

    mrv/abr/azn
    4 min
  • Giovani ricercatori italiani a Berkeley tra AI, robotica e nuove sfide globali
    SAN FRANCISCO (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Non soltanto professori e scienziati affermati. La visita alla University of California, Berkeley nell’ambito della missione nella Silicon Valley promossa da Intesa Sanpaolo in collaborazione con INNOVIT, è stata anche l’occasione per incontrare una nuova generazione di giovani italiani che studiano e fanno ricerca in uno dei principali poli scientifici e tecnologici degli Stati Uniti.
    Tra loro Matteo Guarrera, di Gela, in Sicilia, PhD student e Graduate Student Researcher a Berkeley, affiliato al Berkeley Artificial Intelligence Research (BAIR). Ingegnere elettronico con una formazione iniziata al Politecnico di Torino e proseguita anche in Francia, Guarrera è arrivato in California cinque anni fa ed è oggi al quinto anno del dottorato.
    La sua ricerca è al confine tra intelligenza artificiale e progettazione dell’hardware: utilizza l’AI e i modelli generativi per automatizzare la progettazione di chip e, più in generale, di nuovi artefatti ingegneristici. L'obiettivo è fare in modo che l'intelligenza artificiale non produca semplicemente progetti plausibili, ma soluzioni realmente costruibili, verificabili e compatibili con i vincoli dell'ingegneria. A Berkeley è inoltre Teaching Assistant nel corso di Deep Neural Networks.
    Intervistato da Italpress sul suo futuro, Guarrera immagina per i prossimi anni una permanenza negli Stati Uniti, con due possibili strade: entrare in una grande azienda tecnologica oppure fondare una startup nell’AI applicata al design automation. Un ritorno in Italia nei prossimi cinque-dieci anni non è attualmente nei suoi programmi, ma resta forte il legame con il Paese che lo ha formato. “L’Italia mi ha dato”, ha spiegato, e per questo vuole fare “give back”, restituendo competenze attraverso attività di outreach e mostrando agli studenti italiani quali opportunità scientifiche e accademiche esistano nel mondo.
    Un percorso diverso è quello di Carlo Bosio, di Pisa, PhD student in Robotica a Berkeley, membro dell’High Performance Robotics Laboratory e affiliato al BAIR. Dopo la formazione in Robotica alla Scuola Superiore Sant’Anna e all’Università di Pisa, la sua ricerca in California si concentra su droni, navigazione autonoma, sensoristica e machine learning, con applicazioni che vanno dall’agricoltura alle costruzioni, fino all’ispezione e al monitoraggio delle infrastrutture.
    Bosio vede invece esplicitamente l’Italia nel proprio futuro. Il suo progetto ideale sarebbe creare un’azienda e portarne una sede in Italia, contribuendo alla crescita dell’ecosistema tecnologico nazionale. “Ora come ora magari non ci sono le condizioni ideali”, riconosce, ma chi ha avuto l’opportunità di formarsi all’estero può contribuire a crearle, riportando in Italia esperienza e know-how.
    A Berkeley Italpress ha incontrato anche il romano Gianmarco Fifi e il marchigiano Gianluca Sanpaolo, entrambi impegnati nella ricerca nel campo delle Scienze Politiche. Fifi studia la politica economica, il welfare e soprattutto come le politiche pubbliche e gli Stati reagiscono a trasformazioni rapide come la transizione ecologica e l’adozione su larga scala dell’intelligenza artificiale.
    Sanpaolo si occupa invece dell’impatto del “sovranismo tecnologico” sulla ricerca e sui suoi ecosistemi, con particolare attenzione all’intervento dello Stato nella governance scientifica.
    Per entrambi un possibile ritorno in Italia rimane sul tavolo, ma non senza difficoltà. Fifi vorrebbe intraprendere una carriera universitaria e prenderebbe in considerazione l’Italia, pur sottolineando burocrazia, difficoltà di accesso e minore competitività economica e accademica rispetto ad altri sistemi. Sanpaolo guarda più in generale all’Europa senza escludere il proprio Paese, qualora si presentassero condizioni favorevoli.
    Quattro esperienze diverse che raccontano così le due facce della presenza dei giovani talenti italiani all’estero: la difficoltà dell’Italia nel competere per trattenerli o riportarli a casa, ma anche la possibilità di trasformare Berkeley e gli altri grandi centri internazionali in una rete di competenze, relazioni e know-how ancora collegata al Paese che li ha formati.

    xo9/mgg/gtr (Video e interviste di Stefano Vaccara)
    3 min
  • Totti "Quest'anno Roma più determinata e vogliosa"
    ROMA (ITALPRESS) - "Siamo contenti e fiduciosi, speriamo di continuare su questa strada. Quest'anno la squadra è più competitiva e vogliosa, giocatori e allenatore si conoscono di più, penso che continuando così possiamo dire la nostra, anche se, essendo solo alla terza giornata, ci vuole tanta prudenza". Lo ha detto l'ex capitano e fuoriclasse della Roma, Francesco Totti, analizzando la grande partenza in campionato dei giallorossi di Gasperini.

    mec/mc/azn
    1 min
  • Da Stanford a PMI italiane, Salleo "Network Silicon Valley non ancora replicato"
    SAN FRANCISCO (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Come può una piccola o media impresa italiana entrare nell’ecosistema di Stanford e della Silicon Valley, utilizzare la ricerca di una delle più prestigiose università del mondo e trasformare il rapporto con scienziati e laboratori in innovazione industriale? È stato questo uno dei temi al centro dell’incontro con Alberto Salleo, uno degli scienziati italiani ai vertici della Stanford University, durante la missione negli Stati Uniti delle 12 PMI italiane dell’aerospazio e della Space Economy promossa da Intesa Sanpaolo in collaborazione con INNOVIT.
    Salleo ha tenuto una lecture ai rappresentanti delle aziende italiane illustrando il funzionamento di Stanford e, soprattutto, il rapporto molto stretto che nel corso dei decenni si è sviluppato tra università, ricerca, industria, startup e capitale privato nella Silicon Valley.
    Hong Seh and Vivian W.M. Lim Professor e Professor of Materials Science and Engineering a Stanford, Salleo è anche Professor of Photon Science e Senior Fellow del Precourt Institute for Energy. Dal 2025 ricopre inoltre l’incarico di Deputy Director for Science and Technology dello SLAC National Accelerator Laboratory, uno dei 17 laboratori nazionali del Department of Energy degli Stati Uniti. Dal 2019 al 2025 è stato Chair del Department of Materials Science and Engineering di Stanford.
    La sua ricerca riguarda nuovi materiali e tecniche di lavorazione per dispositivi elettronici e fotonici, semiconduttori polimerici, bioelettronica, biosensori e dispositivi elettrochimici per il neuromorphic computing, un settore che punta a sviluppare sistemi di calcolo ispirati al funzionamento del cervello. Nel 2024 è stato nominato Fellow della National Academy of Inventors e dell’American Association for the Advancement of Science.
    Nell’intervista a Italpress, Salleo ha spiegato che anche le PMI italiane arrivate in California possono accedere al sistema Stanford sostanzialmente alle stesse condizioni delle aziende americane. Un'impresa può individuare un docente in grado di aiutarla ad affrontare un problema scientifico fondamentale, coinvolgerlo come consulente oppure finanziare una parte della ricerca necessaria a sviluppare una nuova tecnologia.
    È precisamente questo collegamento tra conoscenza accademica e applicazione industriale che la missione di Intesa Sanpaolo e INNOVIT ha voluto mostrare alle aziende italiane: non soltanto osservare la Silicon Valley, ma capire come entrare nelle sue reti di ricerca, innovazione, partnership e capitale.
    Salleo, formatosi inizialmente in Italia e poi approdato negli Stati Uniti, dove ha conseguito il PhD in Materials Science a UC Berkeley, ha affrontato con Italpress anche il tema della cosiddetta fuga dei cervelli. “Più che fuga, bisognerebbe parlare di circolazione dei cervelli”, ha spiegato. Nel breve periodo, ha riconosciuto, la sua partenza può essere stata uno svantaggio per l’Italia, al cui sistema di istruzione dice di dovere molto. Con una carriera ormai consolidata negli Stati Uniti, cerca però di rafforzare i rapporti con il Paese, nella speranza che nel lungo periodo il bilancio diventi positivo.
    Un tema che riguarda anche le nuove generazioni. Secondo Salleo, gli italiani tra gli undergraduate di Stanford sembrano essere più o meno in linea con altri Paesi, mentre tra i dottorandi potrebbero essere meno numerosi, anche per la complessità del percorso necessario per accedere a un PhD americano. La presenza italiana appare invece particolarmente significativa tra i postdoc: una valutazione che il professore precisa essere basata sulla propria esperienza e non su statistiche ufficiali.
    Nell’intervista Italpress ha affrontato con Salleo anche una delle grandi questioni strategiche del momento: la competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Alla domanda se Pechino stia ormai superando l’America, lo scienziato invita alla prudenza. Sul piano delle infrastrutture la Cina appare estremamente avanzata, mentre sull’intelligenza artificiale stabilire chi sia realmente davanti è molto più difficile, anche perché una parte delle attività e dei progressi non è pubblica. Ma Salleo individua un vantaggio della Silicon Valley che va oltre la singola tecnologia: il suo ecosistema umano, imprenditoriale e finanziario. In circa quarant’anni si è formata una rete nella quale imprenditori che hanno creato aziende, anche fallendo e ripartendo, investitori, scienziati e innovatori si trovano concentrati nello stesso territorio. “Stanno tutti, diciamo, nel giro di 15 minuti di macchina”, osserva Salleo. Se emerge qualcosa di interessante, aggiunge, sono pronti a incontrarsi e discuterne. È una densità di relazioni costruita in decenni che, secondo il professore, “non è stata replicata finora da nessun’altra parte al mondo in questo volume”.
    Potrebbe essere questa la lezione importante portata a casa dalle PMI italiane dopo la giornata a Stanford: la forza della Silicon Valley non risiede soltanto nelle sue università, nei laboratori o nei miliardi disponibili per l’innovazione, ma nella capacità di mettere continuamente in comunicazione ricerca, impresa, talento e capitale. Ed è dentro quella rete che Intesa Sanpaolo e INNOVIT stanno cercando di aprire nuove porte alle imprese italiane.
    xo9/mgg/gtr (Video e intervista di Stefano Vaccara)
    3 min
  • Buonfiglio "Su Bianchedi aspettiamo la decisione dell'Anac"
    ROMA (ITALPRESS) - "Bianchedi? Ci siamo visti questa mattina. Sto sollecitando, però aspettiamo la decisione dell’Anac". Così il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, parlando a margine di un evento tra Coni e Sisal della situazione di Diana Bianchedi, vice presidente vicaria del Coni, nominata dal numero uno della Figc Giovanni Malagò nel ruolo di capo delegazione della nazionale di calcio. Poi, sulle tempistiche legate anche all'imminente finestra per le nazionali: "Io ho fatto non solo pressioni nel chiedere il parere, ma sto anche agendo personalmente, perché mi rendo conto della situazione. Dovevamo pensarci prima forse, ma non io. Se ho parlato con Malagò? Ci siamo parlati e la decisione di chiedere all'Anac, un soggetto esterno e autorevole, è proprio per togliere ogni fraintendimento. Questo perché tengo molto alla figura del vicepresidente vicario". Della questione ha parlato anche la stessa Bianchedi: "Con Buonfiglio ci confrontiamo ogni giorno, siamo allineati e il clima è super favorevole - le sue parole -. Ci sono dei passaggi definiti, ma proprio perché la scadenza è a ridosso con il 20 che inizia il raduno per le nazionali. Siamo in attesa di una risposta urgente", conclude l'ex schermidrice.

    mec/mc/azn
    2 min
  • Da Stanford a Torino, Gammelli "Italia può essere leader nella Physical AI"
    SAN FRANCISCO (ITALPRESS) – In un viaggio nella Silicon Valley dedicato all’innovazione italiana, la sua storia rappresenta quasi il percorso inverso rispetto alla tradizionale “fuga dei cervelli”. Daniele Gammelli, giovane ricercatore italiano specializzato nell’intelligenza artificiale applicata alla robotica e ai sistemi autonomi, lascia progressivamente Stanford e la California per tornare in Italia, a Torino, dove guiderà la ricerca del Machine Intelligence for Robot Autonomy (MIRA) Lab dell’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale, AI4I.
    Gammelli è stato uno dei protagonisti della giornata alla Stanford University organizzata nell’ambito della missione nella Silicon Valley promossa da Intesa Sanpaolo in collaborazione con INNOVIT, che ha portato negli Stati Uniti 12 PMI italiane attive nell’aerospazio, nella Space Economy, nella sicurezza e nella robotica.
    Davanti agli imprenditori italiani Gammelli ha tenuto una lecture dedicata agli sviluppi dell’intelligenza artificiale e, in particolare, alla Physical AI, il settore sul quale si concentra la sua ricerca e che può avere applicazioni particolarmente importanti proprio nell’aerospazio.
    Dopo gli studi alla Sapienza di Roma e il PhD alla Technical University of Denmark, dove ha lavorato nel Machine Learning for Smart Mobility Lab, Gammelli è approdato a Stanford. Oggi è ricercatore nel Department of Aeronautics and Astronautics e nell’Autonomous Systems Lab dell’università californiana.
    Il suo lavoro punta a portare l’intelligenza artificiale fuori dallo schermo e dentro il mondo fisico. “È un’intelligenza artificiale che esce dal sistema software”, ha spiegato a Italpress, per entrare nei sistemi robotici e consentire a macchine autonome di interagire con l’ambiente reale: dai robot umanoidi ai rover destinati alle missioni spaziali, fino ai futuri sistemi di mobilità autonoma.
    Ma la particolarità della sua storia è soprattutto ciò che accadrà adesso. Gammelli è Research Director del Machine Intelligence for Robot Autonomy Laboratory di AI4I e da novembre sarà operativo a Torino, trasferendosi personalmente in Italia pur mantenendo un rapporto accademico con Stanford. Una sorta di “soft exit” dalla Bay Area, come lui stesso l’ha definita.
    A convincerlo a tornare è stata anche la scelta dell’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale di puntare proprio sulla Physical AI, un campo meno consolidato rispetto all’AI tradizionale e nel quale, secondo Gammelli, esiste ancora spazio per conquistare posizioni di leadership.
    C'è inoltre una caratteristica del sistema produttivo italiano che potrebbe trasformarsi da apparente debolezza in vantaggio: la presenza di una rete di piccole e medie imprese altamente specializzate. Nella Physical AI, secondo il ricercatore, la capacità delle PMI di produrre soluzioni molto differenziate, con bassi volumi e un elevato mix tecnologico, può diventare un fattore competitivo.
    È un ragionamento che si collega direttamente alla missione di Intesa Sanpaolo e INNOVIT. Dopo aver incontrato le 12 aziende, Gammelli si è detto convinto che abbiano possibilità concrete di costruire relazioni e business nella Silicon Valley. Ha indicato proprio INNOVIT come una delle piattaforme di eccellenza attraverso cui creare questi collegamenti, sottolineando la necessità di mantenere forti i rapporti tra Stati Uniti e Unione Europea e di considerare la ricerca sull’AI una priorità strategica.
    xo9/mgg/azn (video e intervista di Stefano Vaccara)
    3 min
  • Fratoni da Roma a Berkeley "Sull'energia nucleare l'Italia non parte da zero"
    SAN FRANCISCO (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Dalla Sapienza di Roma alla guida di uno dei più prestigiosi dipartimenti universitari americani dedicati all’energia nucleare. Massimiliano “Max” Fratoni, Xenel Distinguished Professor e Chair del Department of Nuclear Engineering della University of California, Berkeley, è stato tra gli scienziati incontrati sulla Space Economy durante la missione nella Silicon Valley promossa da Intesa Sanpaolo in collaborazione con INNOVIT.
    Fratoni ha accompagnato la delegazione anche all’interno dei laboratori di Berkeley, illustrando attività di ricerca che spaziano dalla progettazione dei reattori nucleari avanzati e degli Small Modular Reactors (SMR) fino alle applicazioni dell’energia nucleare nello spazio. È inoltre Head of Reactor Design di NANO Nuclear Energy.
    La sua è anche una storia emblematica dell’eccellenza scientifica italiana negli Stati Uniti. Laureato alla Sapienza, arrivò a Berkeley nel 2003 per svolgere parte della tesi del vecchio ordinamento. Qui ha poi conseguito il PhD e dal 2013 è professore di Ingegneria nucleare, fino a diventare Chair del dipartimento.
    Nell’intervista a Italpress, Fratoni ha parlato soprattutto del possibile ritorno dell’Italia all’energia nucleare, tema sul quale ha partecipato direttamente al dibattito italiano e al confronto sulle tecnologie di nuova generazione.
    Secondo Fratoni, l’Italia parte tutt’altro che da zero. Il Paese conserva infatti competenze importanti nelle università e nelle piccole imprese specializzate, alle quali si aggiunge un patrimonio di scienziati e tecnici italiani che oggi lavorano nei principali centri internazionali e che potrebbero diventare una risorsa qualora l’Italia decidesse di tornare a costruire reattori e produrre energia nucleare.

    “Storicamente l’Italia è sempre stata un Paese che ha prodotto talenti”, ha ricordato Fratoni, sottolineando come molti di essi lavorino oggi all’estero ma possano contribuire sia al dibattito sia a un eventuale nuovo programma nucleare italiano.
    Un giudizio positivo anche sulla preparazione dei giovani che arrivano dall’Italia a Berkeley: secondo il professore, gli studenti italiani si distinguono soprattutto per la solida formazione di base in fisica e matematica, oltre che nelle discipline più specificamente nucleari.
    Anche per Fratoni, quindi, parlare semplicemente di “fuga dei cervelli” rischia di essere riduttivo. Nella scienza e nella tecnologia, ha spiegato, serve piuttosto un sistema di “osmosi”, fatto di scambio continuo di conoscenze, persone e talenti.
    Ed è proprio qui che l’Italia può trasformare una partenza in un vantaggio: avere nei grandi centri scientifici americani ricercatori italiani significa anche disporre di “una porta, un accesso a quello che succede qui negli Stati Uniti”, creando collegamenti con competenze e talenti che un giorno potrebbero contribuire nuovamente alla ricerca e all'industria in Italia.

    xo9/sat/gtr
    (Video di Stefano Vaccara)
    4 min

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