Oggi in Cristo

Vipere nel regno dei cieli?


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(Testo di riferimento: Matteo 3,1-12 -  La Bibbia)



In quei giorni venne Giovanni il battista, che predicava nel deserto della Giudea, e diceva:  «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino». (Matteo 3,1-2)



Il Regno dei cieli è vicino. Così predicava Giovanni il battista. Ma a cosa si riferiva? Cos'è il regno dei cieli e perché Giovanni sosteneva che fosse vicino?



Mentre il vangelo di Luca dedica qualche riga a spiegare chi era Giovanni il battista e chi erano i suoi genitori, l'evangelista Matteo ce lo mostra subito adulto e in azione.



Quest'uomo aveva le idee chiare su quale fosse il compito che Dio gli aveva dato. Sostanzialmente egli doveva preparare il popolo di Israele a incontrare il suo Messia.



Abbiamo già detto che il Messia doveva essere un Re discendente di Davide e una cosa è certa: se c'è un Re c'è anche un regno.



Spesso pensiamo al regno dei cieli come qualcosa di immateriale che si trova in un'altra dimensione. Ma gli Ebrei non avevano in mente un concetto simile quando usavano questa espressione.



Essi pensavano ad un regno molto concreto che si sarebbe manifestato nella loro terra in Israele attraverso il Messia. D'altra parte le profezie dell'antico testamento parlavano di quel tipo di regno. Inoltre dobbiamo tenere presente che gli Ebrei utilizzavano spesso la parola "cieli" come un eufemismo al posto della parola "Dio". Questo, tra l'altro lo facciamo anche noi quando usiamo espressioni come "Grazie al cielo!"



Così il regno dei cieli è in effetti il regno di Colui che risiede nei cieli, ovvero in una dimensione normalmente invisibile all'uomo. Naturalmente si tratta di Dio stesso. Ecco perché nei vangeli trovate a volte regno dei cieli e a volte regno di Dio.



Chi avesse dei dubbi può prendere semplicemente il testo di Matteo 19:23-24 dove Gesù stesso, nei testi originali, nel versetto 23 parla di regno dei cieli e nel versetto 24 usa l'espressione regno di Dio. I traduttori moderni, ad esempio nella versione Nuova Riveduta che normalmente utilizzo, traducono regno dei cieli anche nel versetto 24, non permettendo quindi di cogliere questo aspetto, mentre in traduzioni antiche più letterali, come la Diodati, troverete "regno di Dio" nel versetto 24. I due concetti sono interscambiabili quindi entrambe le versioni vanno bene. Leggendo Matteo 19:23-24 ci si rende conto che Gesù non cambia argomento ma parla della stessa cosa chiamandolo regno dei cieli e poi regno di Dio.



Sostanzialmente, quindi, Giovanni preparava le persone al regno che Dio avrebbe stabilito attraverso il Messia che loro aspettavano e si riferiva a quel regno come "regno dei cieli". Il regno dei cieli era vicino perché Giovanni sapeva che il Messia Gesù era già in mezzo a loro e stava per manifestarsi!



In che modo Giovanni stava preparando le persone? Lo capiamo dal suo nome. Egli veniva chiamato Giovanni "il battezzatore", ovvero Giovanni, "colui che immerge", perché la parola traslitterata "battesimo" andrebbe tradotta nella lingua italiana come "immersione".



Ma perché quest'uomo immergeva le persone in acqua? Che significato aveva quel gesto?



Sostanzialmente l'acqua era un simbolo che da sempre gli Ebrei associavano alla purificazione. Di fatto la legge e la tradizione ebraica conoscevano già diversi tipi di immersioni e abluzioni in acqua. La particolarità di questa immersione è che veniva fatta per rappresentare la propria purificazione, il proprio ravvedimento in vista del regno dei cieli, in vista dell'incontro con il Re dei Re, il Messia.



Di lui parlò infatti il profeta Isaia quando disse:«Voce di uno che grida nel deserto:"...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana