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Nell’accelerazione degli accadimenti geopolitici che sta segnando l’inizio del 2026 - dal Venezuela all’Iran passando per la Groenlandia - l’analista finanziario Gianmarco Landi vede un quadro non caotico bensì coerente con gli indizi Q: teoria del complotto secondo i media mainstream, precisa strategia di cambio al vertice nell’esercizio del potere mondiale secondo i suoi sostenitori. Che cosa sta accadendo? Una domanda che rimane aperta per animare un dibattito informativo e plurale
Groenlandia, America Latina e Iran stanno oscurando mediaticamente la guerra in Ucraina. Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitrij Medvedev, sintetizza in una battuta l'apparente caos geopolitico che ha inaugurato il 2026: “Se Donald Trump non si sbriga, i residenti della Groenlandia potrebbero tenere un referendum per unirsi alla Federazione Russa”. Ma se dietro la battuta ci fosse di più? Ne parliamo con l'inviato di Visione Tv a Caracas Andrea Lucidi, con il giornalista Gianluca Savoini e con lo scrittore Roberto Quaglia.
Nella notte italiana il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato dazi del 25% a detrimento dei Paesi che intratterranno relazioni commerciali con l’Iran che, assieme ad America Latina e Groenlandia, adesso ruba la scena sui media mainstream all’Ucraina, dove forse si sta aprendo uno spiraglio in direzione della pace. La rassegna stampa internazionale di martedì 13 gennaio 2026:
Reuters: “Dazi statunitensi del 25% a chi commercia con l'Iran”
https://www.reuters.com/world/middle-east/trump-says-countries-doing-business-with-iran-face-25-tariff-2026-01-12/
Axios: “L'indagine sulla Fed è un casino, secondo Bessent”
https://www.axios.com/2026/01/12/bessent-trump-investigation-powell-federal-reserve
Ap News: “Cuba rivendica la sua sovranità”
https://apnews.com/article/cuba-us-oil-trump-venezuela-02968f7204cd863cc1acbbcfab3e69db
Tass: “Medvedev suggerisce che la Groenlandia potrebbe preferire la Russia”
https://tass.com/politics/2070267
Kyev Independent: “Revisione finale delle garanzie di sicurezza americane”
https://kyivindependent.com/zelensky-orders-us-security-guarantees-finalized-white-house-source-praises-tremendous-progress/
Euronews: “Bruxelles ammette che bisogna parlare con Putin”
https://it.euronews.com/my-europe/2026/01/12/bruxelles-apre-a-colloqui-diretti-con-putin-la-pace-in-ucraina-dipende-da-una-sola-persona
Xinhua: “Dopo il Venezuela, chi è il prossimo?”
https://english.news.cn/20260107/3daa8b6ca4924943816f6a9e0a5889c9/c.html
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump spiega la sua filosofia politica al New York Times: “La mia morale personale, la mia mente è l'unica cosa che può fermarmi. Non ho bisogno del diritto internazionale, non voglio fare del male alle persone”. E avverte: “Potrei dover scegliere tra ottenere la Groenlandia e mantenere unita la Nato”. Intanto gli scenari geopolitici si moltiplicano dall'America Latina all'Iran. Ne parliamo con l'inviato di Visione Tv a Caracas Andrea Lucidi, con l'ambasciatore Bruno Scapini e con Umberto Pascali in collegamento da Washington.
Lunga e articolata disamina di Ruggiero Capone che intravede l'esistenza di comuni obiettivi che terrebbero insieme ancora oggi Putin e Trump in versione antiUe. "L'attacco all'Iran rappresenterebbe però il superamento di una pericolosa linea rossa..."
Il Corriere rilancia gli inutili pensierini di madame Von Der Leyen che promette di difendere la Groenlandia dalle mire di Trump nel nome dell'Europa. Repubblica verga pezzi contro Teheran che sembrano scritti direttamente dal Mossad. Il Fatto spiega come Londra intenda inviare militari nell'Artico per limitare gli eccessi di Trump
Negli ultimi mesi l’attenzione degli Stati Uniti verso l’area caraibica è tornata a crescere, riaprendo dinamiche geopolitiche che affondano le radici nella storia ma che oggi si manifestano in forme nuove. Venezuela e Cuba, in particolare, si trovano al centro di una pressione economica, energetica e politica che non passa attraverso interventi militari diretti, ma attraverso strumenti indiretti e progressivi.
Questo reportage da L’Avana analizza la situazione attuale di Cuba nel contesto regionale, osservando gli effetti combinati della crisi economica, dell’inflazione, della dipendenza energetica dal Venezuela e dell’impatto delle nuove dinamiche comunicative sulle fasce più giovani della popolazione. L’isola appare stabile in superficie, ma segnata da una crescente difficoltà nel garantire servizi essenziali e nel sostenere il potere d’acquisto dei salari.
L’analisi si concentra anche sul mutamento del clima sociale e politico rispetto al passato, evidenziando come la narrazione rivoluzionaria abbia progressivamente perso forza simbolica, lasciando spazio a una fase di disincanto e adattamento. In questo quadro, la questione energetica e i frequenti blackout rappresentano uno dei fattori di maggiore vulnerabilità strutturale.
Il video propone una lettura del contesto caraibico come possibile nuovo spazio di competizione strategica, in cui la pressione esterna si intreccia con fragilità interne già esistenti. Un’analisi dal campo per comprendere le trasformazioni in corso e le possibili evoluzioni future.
L'Ambasciatore Bradanini offre un quadro di insieme rispetto ai tanti focolai di guerra che attraversano il mondo di oggi. "Torna la logica della forza..."
Stefano Orsi interpreta il significato insito nell'utilizzo così dirompente di un'arma micidiale come l'Oreshnik. "E' il segno che adesso la faccenda inizia ad essere terribilmente seria..."
Macron si accorge con un pizzico di ritardo che gli Stati Uniti di Trump vedono la Ue come un nemico. Nel frattempo gli Usa continuano a picconare i pilastri del vecchio ordine mondiale. Torna la tensione in Medio Oriente. Ne parliamo a "Dietro il Sipario" in compagnia di Bruno Scapini, Max Civili Marco Della Luna e Umberto Pascali
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