Per decenni gli europei hanno pensato che la guerra fosse stata confinata ai libri di storia. Ma oggi cyberattacchi, sabotaggi, disinformazione, pressione economica e conflitti cognitivi stanno cambiando la natura della guerra (e della pace). Nel suo nuovo libro “L’età della pace ibrida” (Scholé), Gastone Breccia, docente di Civiltà bizantina e Storia militare antica all’Università di Pavia, sostiene che siamo entrati in una fase storica inedita: una condizione di ostilità permanente che rende sempre più difficile distinguere tra pace e guerra. E sempre Breccia scrive: “L’hybrid warfare erode la moderna concezione dello Stato quale custode del monopolio della violenza legittima”. Che cosa significa per le democrazie? E siamo davvero preparati a difenderci?