Angelo, infermiere e coordinatore della Piccola Stella fino al 2025, arbitro di calcio. Al primo colloquio si è presentato in giacca e cravatta, perché arbitro si è in campo e nella vita, per celebrare il momento e portare rispetto al prossimo. I colleghi lo ricordano ancora per l'abito e per il fischietto. Arbitrare e lavorare con gli adolescenti hanno molto in comune: conoscere le regole non basta, vanno vissute con autorevolezza, e ogni situazione, come ogni partita, è diversa. Anche l'errore va accolto: negli arbitri come negli adolescenti capita di sbagliare, ed è da lì che si riparte. Arrivato nel 2015 da mille chilometri di distanza, è stato accolto da AEPER ed è diventato parte della sua storia: un'altra forma di casa, calda e accogliente.