Tutti coloro i quali hanno avuto la fortuna di conoscere la maestra Anna Bombig, Ana di Fara, sono rimasti colpiti dalla sua voglia di vivere. Non mancava mai a nessun appuntamento importante e aveva sempre un pensiero gentile, uno scritto da leggere, un sorriso da offrire.
Chi poi ha potuto vedere il suo studio è rimasto colpito colpito dal volume di carte prodotte in tanti decenni di svariate collaborazioni (oltre due metri lineari di carte manoscritte). Il pavimento in legno, le due credenze ottocentesche, l’armadio delle carte di famiglia, la biblioteca e il tavolo di lavoro al centro della stanza, ordinato ma anch’esso impegnato a sopportare il peso delle fatiche letterarie, erano il contesto nel quale la maestra Anna aveva passato gran parte della sua esistenza.
Tutte le sue carte sono ancora oggi incredibilmente ordinate, in più copie e tutte datate e firmate, sia in italiano che in friulano.
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