Einstein non è solo la lingua di fuori. Dietro l’icona stampata su tazze, magliette e poster da aula universitaria, c’era un uomo infinitamente più complesso: geniale, certo, ma anche contraddittorio, fragile, a tratti spietato. Mentre lavorava otto ore al giorno all’ufficio brevetti di Berna, la sera scriveva articoli destinati a cambiare per sempre la storia della scienza. Senza laboratorio. Senza finanziamenti. Senza una cattedra. Un impiegato qualsiasi, almeno in apparenza. Eppure, nel 1905, in un solo anno, Einstein rivoluziona il mondo quattro volte. La parte più sorprendente? Forse non è il genio. Forse è l’umanità imperfetta che ci sta dietro. [...]