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In questa ultima puntata della stagione di Wall of Dave provo a fare una domanda semplice: perché continuiamo a scalare?
L’arrampicata non è uno sport facile.
Spesso richiede pazienza, tentativi, tempo. Torniamo sulla stessa via, riproviamo lo stesso movimento, lavoriamo su dettagli che a volte sembrano minuscoli.
Eppure continuiamo.
In questa puntata parliamo di cosa rende l’arrampicata qualcosa di più di uno sport: il processo, le persone con cui condividiamo la parete, i momenti in cui tutto finalmente funziona e quelli in cui impariamo a riprovare.
Un episodio per chiudere la stagione e riflettere su cosa ci tiene ancora attaccati alla roccia.
Grazie a tutti quelli che hanno ascoltato Wall of Dave e a tutti gli ospiti passati qui in questi mesi.
In questa puntata con Elia parliamo di arrampicata nella vita reale: imparare a cadere e fare spotting, ma anche gestire il tempo quando è poco. Tra allenamento, scelte e approccio, emerge il valore dello stare insieme e della condivisione. E quando serve davvero, l’arrampicata diventa anche un’ancora nei momenti difficili.
Michele Caminati è uno dei climber italiani più versatili della sua generazione. Dai blocchi al trad inglese, dalle competizioni allo sviluppo di nuove aree di boulder. In questa puntata parliamo di come era la scena italiana quando ha iniziato, di Christian Core e della sua generazione, del rapporto con il grado e di come è cambiata l’arrampicata negli ultimi anni. Una conversazione su etica, paura, stile e sul motivo per cui, dopo tanti anni, si continua ancora a scalare.
Dopo essere stato citato in quasi ogni puntata, finalmente il Lollo è ospite del podcast. Vi racconto chi è davvero: dal passato nella ginnastica artistica ad alto livello al suo modo di vivere l’arrampicata oggi. Parliamo di grado, ego, invidia, motivazione, ammirazione tra compagni di allenamento, ossessione per la performance e soddisfazione personale. Una conversazione sincera tra due amici che vivono l’arrampicata in modo diverso, ma con la stessa passione.
Nella seconda puntata con Matteo Arrighi, psicoterapeuta, partiamo da un aneddoto personale per entrare in temi centrali per ogni climber.
Parliamo di gestione dei giovani atleti e di come farli crescere senza bruciarli. Affrontiamo la paura del volo, la paura del giudizio e quella sensazione di non essere abbastanza che spesso si nasconde dietro la performance.
Entriamo nel tema dell’autoefficacia e dell’ansia da prestazione prima del giro buono: cosa succede nel corpo, come riconoscerlo, come usare respirazione e check corporeo per ritrovare lucidità.
Chiudiamo con una domanda più ampia: cosa ci insegna davvero l’arrampicata su di noi?
In questa prima parte della puntata con lo psicologo Matteo Arrighi parliamo di motivazione, identità e paura.
Condivido il motivo per cui ho iniziato a scalare e la paura profonda di tornare a essere giudicato per il mio fisico. Da lì partiamo per esplorare quanto il nostro valore personale si intrecci con la performance, il grado, il confronto in palestra.
Una puntata che mette in discussione non solo come arrampichiamo, ma perché lo facciamo.
Continua il confronto su etica e arrampicata.
In questa seconda parte allarghiamo la riflessione su responsabilità personale, consapevolezza e scelte individuali. Cosa guida davvero i nostri comportamenti quando scaliamo e quanto siamo disposti a interrogarci sulle conseguenze delle nostre azioni.
Un dialogo senza giudizi, che invita più a farsi domande che a cercare risposte definitive.
In questa puntata parliamo di etica e arrampicata senza la pretesa di definire regole o verità assolute.
Un confronto aperto su cosa significhi comportarsi in modo responsabile quando si scala. Rispetto della roccia, dell’ambiente e delle persone, consapevolezza delle proprie azioni e delle loro conseguenze.
Una conversazione che nasce dall’esperienza diretta e prova a fare ordine in un tema spesso dato per scontato, ma che riguarda chiunque arrampichi, a prescindere dal livello o dalla disciplina.
Nell’ultima puntata con Alberto Regola rispondiamo a una domanda sulla capsulite e usiamo il tema come punto di partenza per parlare di warm up, mobilità e recupero.
Affrontiamo il ruolo di stretching, foam roller, stretching statico e dinamico, cercando di capire quando servono davvero e quando invece rischiano di diventare solo abitudini automatiche.
Una puntata per fare un po’ di chiarezza su cosa ha senso fare prima e dopo aver scalato.
Nella terza puntata con Alberto Regola approfondiamo alcuni temi rimasti aperti nelle puntate precedenti.
Parliamo di recupero reale, della differenza tra assenza di dolore e reale capacità di tornare a caricare, e di come la paura di perdere forza o non migliorare porti spesso a fare troppo durante la settimana.
Si toccano anche il tema delle asimmetrie, la gestione post lesione di puleggia e alcune informazioni sul TFCC emerse dalle vostre domande.
Chiudiamo con una riflessione su quando ha senso rivolgersi a un fisioterapista anche senza un infortunio vero e proprio.
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