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Nel 27° episodio di Wine Flash, il video podcast di World Wine Passion, raccontiamo il
Nel quarto episodio di Wine Flash Cellar Stories incontriamo Silvano Bolmida, titolare dell’omonima azienda di Monforte d’Alba, dove il Barolo DOCG è al centro della produzione.
Wine Flash Cellar Stories è lo spin-off di Wine Flash dedicato alle chiacchierate informali con i produttori: un percorso tra aziende, territori e vini, per ascoltare le esperienze di chi vive la vigna ogni giorno.
Con Silvano parliamo soprattutto di vigneto: biodiversità, vitalità dei suoli, alberi e cotico erboso, semine tra i filari e sperimentazione. Un confronto aperto su come affrontare le sfide climatiche rispettando il territorio e rafforzando l’identità del nebbiolo di Langa.
Nel terzo appuntamento di Wine Flash Cellar Stories, Augusto Gentilli incontra Sara Morra dell’azienda vitivinicola Pier Paolo Grasso, a Neive, nel cuore delle Langhe e del Barbaresco DOCG.
Una chiacchierata informale per attraversare la storia della cantina, la nuova sede di Neive, il lavoro in vigna e in cantina, l’accoglienza e una visione che unisce vino, amore e innovazione: Vinnoviamo.
Si parla di Barbaresco, Menzioni Geografiche Aggiuntive, affinamento in botti grandi e di un modo personale di raccontare il territorio attraverso i vini.
Wine Flash Cellar Stories è uno spin-off realizzato all’interno del video podcast principale Wine Flash, dedicato a conversazioni autentiche con i produttori sulle loro aziende, i loro territori e i loro vini.
Azienda Pier Paolo Grasso:
https://pierpaolograsso.wine/
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In questo nuovo episodio di Wine Flash esploriamo la Valpolicella, un territorio in cui geologia e gusto procedono insieme. Le propaggini dei Monti Lessini disegnano valli parallele, mentre la vicinanza del Lago di Garda, le marogne e il mosaico dei suoli contribuiscono a definire l’identità dei vini.
Dai calcari più antichi al Rosso Ammonitico, dal Biancone alle rocce eoceniche, fino alle intrusioni vulcaniche: scopriamo come le diverse matrici geologiche incidano su acidità, struttura, sapidità e profilo del frutto. Attraversiamo la Valpolicella classica, la Valpantena e le valli orientali per leggere le differenze nel calice attraverso corvina, corvinone, rondinella e molinara.
In Valpolicella non esiste un solo vino, ma tanti vini quante sono le rocce che li sostengono. Leggere il suolo significa leggere in anticipo il calice.
Scopri gli altri episodi di Wine Flash nella playlist: https://youtube.com/playlist?list=PLLG7a84KzmbDDH2kEeh-LROfQh2hS2Dz2&si=sIkpyeIAd2WbDK5O
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Ben ritrovati a un nuovo episodio di Wine Flash! Oggi ci immergiamo nel cuore delle Langhe per scoprire le peculiarità e la complessità del territorio del Barolo DOCG. Un viaggio affascinante che unisce terra, clima e un tempo misurato in milioni di anni, che ha modellato queste colline rendendole la dimora ideale per il nebbiolo.
Scopriremo come il ritiro dell'antico Bacino Terziario Piemontese abbia lasciato un mosaico geologico unico, permettendo al nebbiolo di esprimersi in innumerevoli sfumature. Analizzeremo le quattro formazioni geologiche principali che definiscono il carattere delle celebri Menzioni Geografiche Aggiuntive (MGA):
• La Formazione di Lequio (Serralunga d'Alba e Monforte): vini di straordinaria longevità e potenza.
• Le Arenarie di Diano (Monforte, Castiglione Falletto e Barolo): profilo aromatico aperto, speziato e tannini più morbidi.
• Le Marne di Sant'Agata Fossili (Grinzane Cavour, Verduno, La Morra): eleganza, profumi floreali e tannini vellutati.
• La Vena del Gesso (La Morra e Verduno): finezza estrema e impronta speziata inconfondibile.
Unisciti a noi per comprendere il segreto del nebbiolo: un vitigno che si fa interprete del proprio territorio con infinita eleganza e sfumature sempre diverse.
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In questo nuovo episodio di Wine Flash, intitolato "Dal Bronzo alle DOC: storia dei vini delle Alpi", intraprendiamo un affascinante viaggio attraverso millenni di viticoltura montana. Scopriamo come la tenacia dell'uomo ha trasformato pendii scoscesi in culle di vini straordinari, in una continua sfida con la natura.
Partiamo dalle origini più antiche: già tra il XVI e il XIV secolo a.C., le popolazioni alpine conoscevano la vite, come dimostrano i vinaccioli ritrovati nei siti palafitticoli del Trentino, al lago di Ledro e di Fiavè. Esploriamo poi il ruolo dei Reti, popolo dell'Età del Ferro per cui il vino era un elemento centrale della vita sociale e religiosa. Con la conquista romana del 15 a.C., le tecniche romane si fondono con le tradizioni retiche e nasce il celebre "vinum reticum", apprezzato dallo stesso imperatore Augusto e celebrato da Virgilio nelle Georgiche.
Analizziamo poi l'evoluzione della viticoltura eroica: dai terrazzamenti in pietra a secco e i monasteri medievali — dove oltre quaranta ordini monastici in Alto Adige guidarono la produzione per quasi mille anni — fino al successo internazionale del XV-XVIII secolo, quando la Valtellina esportava oltre il 60% della propria produzione verso Svizzera, Austria e Germania, con il nebbiolo (localmente detto chiavennasca) come vitigno di punta. Scopriamo anche il prié blanc in Valle d'Aosta, capace di maturare fino a 1.200 metri di quota.
Infine, ripercorriamo le sfide devastanti dell'Ottocento — oidio, peronospora e fillossera — e la rinascita del Novecento con la nascita dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige (1874), il movimento cooperativo e l'istituzione delle DOC nel 1963, tra cui Trentino DOC, Alto Adige Südtirol DOC, Valtellina DOC e Friuli Colli Orientali DOC.
Bere un vino alpino significa assaporare tremila anni di storia in un calice. Un sorso racconta la sfida tra uomo, natura e montagna. Guarda l'episodio completo e scopri il racconto del tuo calice!
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Benvenuti al nuovo episodio di Wine Flash! 🥂
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La genetica della vite non è solo scienza: racconta una storia millenaria fatta di commerci, migrazioni umane, tradizioni e gusti che si sono evoluti nel tempo. In questo episodio tracciamo l’albero genealogico delle uve che hanno plasmato la storia del vino in Europa negli ultimi 2000 anni.
Scopriremo come molti dei vitigni nobili di oggi — dal pinot nero al sangiovese, dal nebbiolo allo chardonnay, dal riesling al furmint — derivino da incroci spontanei avvenuti nei secoli passati, spesso a partire da varietà un tempo considerate modeste, come il gouais blanc, che nel Medioevo era disprezzato da francesi e tedeschi, eppure ha generato almeno 81 vitigni diversi.
Analizzeremo le origini di uve iconiche come il nebbiolo (citato per la prima volta nel 1266 a Rivoli, in Piemonte), il sangiovese (figlio del ciliegiolo e del calabrese di montenuovo), la garganega (con radici veronesi confermate dalla genetica, contro il mito dell’origine greca) e il corinto nero dell’isola di Lipari, rivelatosi una semplice mutazione priva di vinaccioli.
Capiremo inoltre perché la diversità genetica accumulata nei secoli rappresenti un serbatoio strategico per affrontare le sfide climatiche e ambientali future, rendendo la tutela delle origini dei vitigni una priorità per l’intera viticoltura europea.
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In questo nuovo episodio del podcast Wine Flash, intitolato "La vite: Storia di una Domesticazione", facciamo un affascinante viaggio nel tempo per scoprire le origini della viticoltura e il legame profondo tra la vite e la civiltà umana.
Esploreremo come l'uomo, a partire dal Tardo Neolitico, ha trasformato la Vitis vinifera sylvestris in Vitis vinifera vinifera, selezionando piante dioiche fino ad arrivare alle forme ermafrodite che conosciamo oggi. Analizzeremo le prime tracce archeologiche - come la giara ritrovata al confine tra Iran e Turchia, datata tra il 5400 e il 5000 a.C., contenente tartrato di calcio, la firma chimica del vino - e mapperemo i 6 centri di domesticazione originari, dal Caucaso meridionale fino all'Europa.
Scopriremo che la storia della vite non è solo agricoltura: si intreccia profondamente con la socialità, la spiritualità e l'evoluzione culturale dell'umanità. Dalla Mezzaluna Fertile alla Grecia dell'Età del Bronzo, dalla Sicilia etrusca fino alla Francia e alla Penisola Iberica, il vino ha seguito e accompagnato la civiltà umana in ogni sua tappa.
Guarda l'episodio e comprendi come un piccolo frutto selvatico sia diventato uno dei simboli più potenti della nostra storia.
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Benvenuti a un nuovo episodio di Wine Flash! 🍷
In questa puntata scopriamo perché il calice non è un semplice contenitore, ma lo strumento fondamentale per dialogare con il vino. La forma del bicchiere decide quali profumi raggiungono il nostro naso e come il liquido tocca la nostra lingua, influenzando l'intera esperienza di degustazione.
Ne parliamo anche alla luce di ciò che ci dice la scienza: studi dimostrano che la forma del calice e la temperatura cambiano la percezione degli e la disposizione dell'alcol etilico all'interno del bicchiere.
In questo episodio scoprirai:
🔹 Perché il calice Borgogna è ideale per i grandi rossi da invecchiamento (Barolo DOCG, Brunello di Montalcino DOCG)
🔹 Perché il calice Bordeaux si adatta ai rossi di media struttura come il Chianti Classico
🔹 Perché i bianchi giovani — come il Soave Classico DOC — prediligono un calice medio con apertura più stretta
🔹 Perché il calice a tulipano è oggi la scelta migliore per le bollicine e il Metodo Classico
🔹 Perché i vini dolci e passiti vogliono calici piccoli, sotto i 120 ml
🔹 Come il vetro sottile e la forma elegante attivano il cosiddetto "effetto alone"
🔹 I 4 calici essenziali da avere in casa per affrontare quasi ogni tipo di vino
Ricordate: il calice è sempre al servizio del vino, e non è mai vero il contrario. Se scegliete il calice giusto, ogni sorso diventa un'esperienza più ricca, più profonda e che avrete voglia di ripetere.
Ci sentiamo mercoledì prossimo con un nuovo episodio! Tanti assaggi e buoni vini a tutti! 🥂
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