Tornano tra amici, collettivi e semplici cittadini i toscani che hanno vissuto in prima persona la traversata della Global Sumud Flotilla verso Gaza. Nel loro racconto, raccolto nei primi incontri pubblici a Firenze, emergono emozioni forti: il coraggio, il timore, la fratellanza, la paura concreta e, soprattutto, la certezza di avere compiuto un atto di solidarietà globale. Margherita Cioppi, marinaia e capo missione fiorentina: “il nostro viaggio ha avuto la forza di un sogno, carico di aiuti e speranze. Sapevamo che il rischio era reale, avevamo consapevolezza di cosa stavamo affrontando, ma la missione è nata e cresciuta come gesto nonviolento, aperto al dialogo e alla denuncia delle violazioni contro la popolazione di Gaza. Insieme abbiamo portato viveri, medicine, giocattoli. E abbiamo navigato verso l’ignoto, sapendo che avremmo potuto essere fermati da attacchi o abbordaggi in qualsiasi momento.” Saverio Tommasi, volto noto dell’attivismo sociale e della narrazione civile in Toscana, era a bordo della Karma, una delle imbarcazioni della Flotilla. Al suo ritorno in Italia ha raccontato la cruda esperienza della detenzione: “Siamo stati trattati come animali, obbligati a stare con il volto basso, chiamati per soprannomi derisori e presi in giro dai soldati israeliani.