Il ministro della Cultura Alessandro Giuli è venuto a Firenze per sostenere i candidati di Fratelli d’Italia alle regionali, fare campagna elettorale e attaccare la prima cittadina Sara Funaro. Tutto tranne che una figura istituzionale.
Un ministro della Repubblica dovrebbe mantenere un profilo istituzionale, rispettoso del dicastero che rappresenta e magari anche di altre figure istituzionali, come quella di una amministratrice di una città tra le più importanti d’Europa. Ma ormai, se pensiamo agli ultimi ministri della cultura, non ci facciamo neanche più caso. E così il ministro della Cultura Alessandro Giuli viene a Firenze per fare campagna elettorale, sostenere i candidati del partito della persona che lo fatto entrare in paradiso per sbaglio, e naturalmente ad offendere la Sindaca della città, Sara Funaro. Sì, quello con l’aquila fascista tatuata sul petto, quello che definiva Putin “un patriota”, il fondatore del gruppo di estrema destra Meridiano zero – gruppo segnato da un continuo di violenze, aggressioni, ordigni esplosivi attribuitigli, spedizioni fuori i licei “rossi”, incursioni contro gli avversari politici. Il ministro alla cultura nemmeno laureato, per intenderci. Dunque Giuli viene a Firenze e prova a spostare l’attenzione sul cubo nero, come se in città nessuno si fosse accorto del suo attacco politico contro il Teatro della Toscana – dunque La Pergola, ma non solo – tramite la Commissione ministeriale.