La moda che parla toscano e prova a rialzarsi va in scena a Pitti Filati, il salone dedicato ai filati per la maglieria. Un appuntamento chiave soprattutto per il tessile toscano e per il distretto di Prato, che arriva in un momento delicato per il settore ma anche con qualche segnale di ripresa. Numeri, mercati e prospettive in un comparto che prova a rialzarsi.
FIRENZE Dopo la moda uomo, che coinvolge Firenze come vetrina soprattutto per i brand internazionali, è il momento di Pitti Filati: il salone dedicato alle collezioni di filati per la maglieria della primavera-estate 2027. Si tratta di un appuntamento strategico soprattutto per il settore moda toscano, che arriva in una fase complessa ma con segnali di possibile ripartenza. In fiera sono infatti presenti numerosi produttori toscani, in particolare dal distretto di Prato, che conferma un ruolo centrale: trenta le filature pratesi espositrici, una in più rispetto all’edizione dello scorso anno, affiancate da imprese dei servizi e dei comparti collegati.
Il comparto dei filati per maglieria resta una delle eccellenze del tessile pratese, ma deve fare i conti con una congiuntura a dir poco difficile. Nel 2024 il settore ha registrato una contrazione del fatturato intorno al 5%, con 75 imprese attive e 1.800 addetti diretti.