Spunta in vista delle prossime elezioni regionali, la tentazione di usare lo strumento del listino bloccato. A pensarci sono Pd e Lega. Il listino può accogliere fino a tre candidati che passerebbe avanti a chi lotta per un seggio.
Ora spunta anche la tentazione del listino bloccato. Anche, perché a ottanta giorni dal voto per le elezioni regionali in Toscana, sembra che ogni scelta, logica e riflessione sia piegata esclusivamente all’imposizione del personale politico fedele alle segretarie nazionali dei partiti. La Lega affida la campagna elettorale a Roberto Vannacci, che così pensa di piazzare i suoi e di far fuori i concorrenti interni. Nella fattispecie, dentro Massimiliano Simoni, ex parà, assistente dello stesso Vannacci. Fuori la pisana Elena Meini, attuale capogruppo della Lega in Consiglio regionale. La Lega usa questo strumento elettorale per la terza volta. Ora, il centro sinistra sarebbe animato da logiche molto diverse? Nel Pd il gioco si sta facendo veramente duro e il processo di sostituzione del personale politico con esponenti di area schleiniana, si sta facendo sempre più vistoso. Anche in questo caso, il listino bloccato potrebbe rispondere all’esigenza della segretaria nazionale di mettere suoi uomini e donne per bilanciare la presidenza di Eugenio Giani.